Come comportarsi quando nasce un bimbo (non tuo)

In questi due periodi post parto ho avuto modo di osservare comportamenti da parte di amici, conoscenti e parenti che non ho ritenuti adeguati. Con questo post voglio aiutare amici e parenti di future partorienti o neomamme a non commettere gli stessi errori e fondamentalmente a non scassare il cazzo. Continua a leggere

L’albero della conoscenza

​Quando Dio cacciò Eva dell’Eden dicendole che avrebbe partorito con dolore, non fu onesto. 

Fosse stato onesto e sincero avrebbe aggiunto:

E non indosserai mai più i vestiti nell’armadio; 

E ti riempirai di violacee smagliature non senza aver investito prima in stupide creme;

E perderai l’uso di entrambe le braccia che continuerai ad usare solo alternandole;

E dimentica il sonno. Soffrirai di insonnia che manco gli agenti Stasi saranno così severi e duri con i loro prigionieri;

E perderai i capelli, a mucchi nello scarico della doccia fino ad otturarlo.

E così come i capelli diverranno più radi, così anche i vecchi amici;

E non avrai più un momento di pace e solitudine nemmeno al cesso. Cagherai davanti la prole.

E sarai circondata da altre donne, madri perfette, che sapranno fare tutto e meglio di te e saranno magrissime e bellissime già subito dopo il parto.

E i tuoi figli assomiglieranno solo al padre e nessuno perderà occasione di dirtelo.
Fosse stato onesto, questo avrebbe dovuto dire. Che almeno una è preparata psicologicamente.

Io non ho paura  (nemmeno oggi, a Berlino)

Quando un anno fa ci furono gli attentati a Parigi, io mi bloccai un attimo dalla paura. Avevo il turno delle 7 alla Luftwaffe e ricordo che camminavo a stento, i passi lenti e pesanti, la testa piena di pensieri. Sarebbe potuto accadere qui, sarei potuta essere io, accadrà qui prima o poi, e se succede a me? O peggio se succede a mio figlio? Io come farò a continuare a vivere? Parigi era tanto, troppo vicina e la paura era enorme.

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