star wars e il giornalismo

Non che legga molto i giornali, in genere mi aggiorno solo tramite il web e spero ardentemente che la notizia stampata su carta sia superiore a quella che noi leggiamo su internet. Devo ammettere che le notizie che si leggono sui quotidiani online sono spesso  allo stesso livello degli articoli di The Sun o della Bild. NOn me ne dovrei piú stupire, ma oggi invece si.

Se pensi di essere un giornalista e fai tanto il saccente da non volerla chiamare RDT, almeno scrivilo bene DDR, con tutte le lettere maiuscole, o forse scrivi anche Fiat, Aci, e Usa?

Ma che forse poi in Italia negli ultimi tempi hanno trasmesso in tv Star wars? No perché vorrei proprio capire da dove ti viene la  denominazione di “Impero del Male sovietico”. Giá mi immagino il neo presidente Gauck che dice alla Merkel “ich bin dein Vater”…

E poi decidi, cosa é la Bassa Sassonia? Land o stat0? Wikipedia potrebbe aiutarti, si chiama stato federale, la Germania ne ha 16.

Che poi la Colonna della Vittoria, se proprio devi citarla e dire cha la fece costruire il Kaiser, di almeno quale e perché, non buttarla li tanto per. E sappi che La Siegesäule ce la mise li Speer, sotto il regime del Male nazista.

http://www.repubblica.it/esteri/2012/03/18/news/gauck_il_nuovo_presidente_eletto_alla_prima_votazione-31763651/

l’isola delle prugne

I miei nonni erano un pochino kitsch. Credo diventarlo rientri nella norma quando passi dall’essere povero a benestante. Mio nonno aveva il mobile bar, la testa dello scugnizzo sopra un colonna dorica, il mappamondo che si apriva a metá e conteneva bottiglie (chissá che fine ha fatto, se qualcuno di voi ne é in possesso vi prego di scrivermi) e la nicchia nella parete di ingresso con le foto dei bisnonni defunti con tanto di santine e lumino sempre accesso (incubo di tutti noi nipoti). Mia nonna invece aveva pellicce e gioielli vistosi, e….un vaso all’ingresso con fiori stranissimo con gli occhi. O almeno cosí sembrava a me. Che in effetti a pensarci era logico, che bambina intelligente che ero: erano cose con uno stelo lungo lungo, infilati in un vaso: quindi fiori. Peró all’estremitá di ogni “foglia” vi erano dei cerchi che sembravano occhi, e che mi fissavano sempre 😦 Un po’ terrorizzata, un po’ incuriosita li fissavo anche io, e devo ammettere che erano proprio belli. Verdi come i miei di occhi. Dopo molti e molti anni ho scoperto che si trattava di piume di pavone. E cosí quei lunghi steli andarano a far parte delle cose orrende che aveva mia nonna, come le pellicce e il collo di volpe con le zampe che pendevano (bleah che orrore). Nella mia vita credo di aver visto un#unica volte un pavone vivo, credo fosse al parco d’orleans, ma forse si trattava di una femmina e non aveva la ruota, o forse era si un maschio, ma trovandosi dietro una gabbia al tristissimo parco d’orleans,  aveva ben poco motivo di esibire la coda.

Ieri, evento raro ed eccezionale, qui faceva piú caldo che a Palermo, persino la cantante lirica californiana che abita al piano di sopra ne era estasiata. Approfittando dell’evento raro abbiamo deciso di andare al Wannsee, che adesso ci viene proprio vicino vicino con la s1, e siamo andati alla Pfaueninsel (isola dei pavoni) che io peró pronuncio sempre Pflaumeninsel diventando isola della prunge, sará che sono fissata sul fatto che sono stitica…

Arrivati al Pfaueninselchaussee si deve prendere il traghetto, pagare 3 eurini perché l’isola fa parte del patrimonio dell’unesco e pagare per preservare un patrimonio non mi sembra un furto.

Adesso peró devo aprire una parentesi e scusate se questo post si sta allungando troppo.

La cosa che piú mi scoccia di Berlino é che si trova nel centro del Brandeburgo, in mezzo al nulla. Mi spiego: Vicino Lipsia c’era la meravigliosa Turingia, il meno bello Sachsen Anhalt, c’era Dresda, nemmeno Praga era poi tanto lontano in auto. Insomma ci si poteva spostare il fine settimana per andare a visitare qualche nuova cittá. Qui c’é il nulla. Se parlate con un tedesco vi dirá che non é vero, che il Brandeburgo é pieno di posto meravigliosi, di castelli. Il probelma é che loro chiamano castelli quelli che per noi sono i villini di villeggiatura. Cioé noi ci aspetteremmo la reggia di versailles o sanssouci o la reggia di Caserta, e invece ecco una casetta, carina per caritá, ma é proprio una casetta, niente di che. Allora vi diranno che da vedere c’é la natura. Ora, io non che detesti la natura, per caritá, ma io mi addormento vedendo Quark, e mi annoio a girovagare per sentieri in mezzo al nulla ammirando un pianta, un sasso, un albero. Io ho bisogno di vedere cittá, paesini, l’architettura, la gente, a vedere la natura mi annoio. Mi si risponde sempre che é bello “wandern”, ma io dico, se tale verbo non é traducibile con un’unica parola in italiano, ci sará un motivo, no? nemmeno su wikipedia c’é la pagina in italiano, peró c’é in siciliano…sta cosa mi fa pensare…

ad ogni modo l’isola dei pavoni, o delle prugne, é piena si di pavoni che emettono suoni da trombetta da stadio, fanno la ruota solo davanti ad una macchina fotografica, ma é piena di “natura” e di “castelli”. La cosa piú bella di questa piccola escursione é stato il viaggio. Passare con la Sbahn da Zehlendorf, Lichterfelde e Wannsee, e vedere quelle ville meavigliose, elegantissime. E vederle ancora la sera al ritorno illuminate. È bello vedere quanto Berlino sia varia, quanto una strada differisca del tutto dall’altra, quanto un quartiere sia un altro mondo rispetto all’altro. E alla fine non importa se si trova in mezzo al Brandeburgo, non basta una vita per conoscere e scoprire questa cittá.

E ad ogni modo i pavoni sono odiosi, spocchiosissimi. Faceva bene mia nonna ad aver fatto spennare un pavone per tenerne le piume in casa, ecco.

Babbalucio

Nella mia dimensione, gli italiani si dividono in due categorie:

1. Gli italiani di “beata te che vivi a Berlino”. Ecco io a questi qui risponderei in certe giornate, come oggi, che non vedo il sole da giorni, che mi sono dimenticata di come sia vedere la cittá a a colori; che in estate, i 3 giorni che fa caldo, mi manca da morire il mare; che andare dal fruttivendolo si riduce ad andare dal broccolaro, che ci sono solo cavoli di ogni forma, dimensione e colore; che mi mancano le tavolate in trattoria con la tovaglia rossa a quadri o in pizzeria con gli amici; che mi mancano le loro risate, i loro visi. Ci sono giorno che peró penso che Berlino é proprio bella, specie di notte, con tutte le luci delle case accese; che in effetti a volte ho la sensazione di vivere al centro del mondo; che in effetti in Italia non penso potrei piú viverci bene e che in fondo, tranne alcune cose, non mi manca poi tanto.

2. Gli italiani di “poverina, ma quando torni a casa?”. Che ci sono giorni che vorrei rispondere che a casa torno in genere dopo il lavoro, finisco alle 16, ma avolte anche dopo, perché vado in palestra. Ci sono giorni in cui vorrei rispondere che a casa, da mamma e papá torno due volte l’anno, per natale e in estate. Ma ci sono giorni, come oggi, che risponderei che una casa non ce l’ho, che penso alle lumache con invidia. Almeno loro sanno sempre dove é la loro casa.

Come se…

Che poi é come se in Italia io dicessi abito in via Manzoni e il mio interlocutore mi chiedesse come diavolo si scrive Manzoni? Con la esse o con la zeta???

E quindi forse non dovrei stupirmi se l’operatrice della Kabeldeutschland mi chiede come si scrive Goethestraße, forse con oe??

Ha presente lo scrittore/poeta? Quello che si trova praticamente in ogni piazza in qualsiasi cittá tedesca, quello che ha non so quante strade intitolate  a suo nome, che ha soggiornato in non so quanti postt e che ci viene ricordato con tanto di targa apposta sull’edificio che magari oggi é un Kaufhof. Ha presente? quello del Ginko Biloba, del “il promontorio piú bello d’Europa”, che viene tanto citato nelle guide turistiche di Palermo, cavolo persino noi abbiamo una via Goethe, con tanto di pizzeria Goethe. Quello che uguale in quale cittá fosse, era comunque e sicuramente la cittá piú bella in cui fosse mai stato.

ecco lui GOEthe.