Senza se e senza ma

Dopo la guerra c’è stato un processo contro i nazisti.

La costituzione è stata scritta in modo da prendere le distanze da ciò che era accaduto prima e per evitare che ciò non accadesse più. Ogni simbolo, saluto o altro di ispirazione nazista è vietato per legge e si rischia il carcere se tale legge viene violata. Nessun edificio riporta la svastica. È sparita.

Non troverete mai un “Hitler”, orgoglioso di portare questo nome. Il nome non esiste più, chi lo portava ha preferito farselo cambiare. Non si sente, nelle conversazioni mondane o politiche, dire “che però quando c’era lui….”. I tedeschi si vergognano e hanno un profondo senso di colpa del loro passato. Certo non tutti, gli idioti ci sono ovunque.

Gli italiani si giustificano sempre con “epperò noi avevamo i partigiani, i tedeschi no”. Non mi sembra che però questa giustificazione sia oggi valida. La Germania ha imparato dal passato, gli italiani si nascondono ancora dietro i partigiani. E non è una gara a chi ha fatto cose peggiori, sei noi o loro, abbiamo fatto schifo entrambi e ogni forma di fascismo può solamente essere ripudiata. E non serve tirare fuori lo stalinismo, perché non ha radici storiche nel nostro paese, non ha senso.

Ciò che sento e vedo in Italia mi fa schifo. Mi fa così tanto schifo da non poterci fare nemmeno ironia. Perché l’ironia non serve, non bisogna riderci su, si deve solamente condannare senza se e senza ma.

La notte crucca e assassina

A me il “politicamente corretto”, ve lo dico senza troppi giri di parole, fa cacare, perché ipocrita. Ogni tanto qualche moralista mi fa notare che il termine ” crucco” che solamente in contesti ironici sostituisco a “tedesco” è razzista.

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Ius soli 

Non si integrano. Cercano contatti e amicizie del loro paese. Si aiutano fra di loro. Disprezzano la lingua e la mentalità del luogo che li ha accolti. Però gli aiuti sociali, quelli si che gli interessano. E allora si fanno accompagnare negli uffici da loro compatrioti che sanno un poco di lingua. Si fanno compilare i moduli da altri più esperti o che ci sono già passati. Magari dichiarano il falso dicendo di non possedere nulla e invece hanno una casa di proprietà nel loro paese, ma tanto mica fanno controlli così approfonditi, chi lo deve venire a sapere? Continua a leggere

L’estate a Palermo 

L’estate a Palermo non era segnata dal calendario, già il 25 aprile si andava a mare, eppure non era ancora estate. L’estate erano i vestiti sempre più leggeri, le gonne sempre più corte e i sandali. L’estate erano l’odore delle creme abbronzanti, lo zaino sempre più vuoto per fare spazio al telo per andare a mare e il costume sotto i vestiti. L’estate era la fine della scuola. 3 mesi di mare, risate, spensieratezza e “ci si vede a metà settembre, non mi mancherete nemmeno un poco”. Quando ho frequentato io il liceo non c’erano più gli esami a settembre, quindi era veramente vacanza pura. Forse qualche libro da leggere, ma io ho sempre amato leggere e non mi è mai pesato.  Continua a leggere

Fondo per la pensione

La settimana scorsa Dissapore ha pubblicato sulla bacheca Facebook un vecchio post ma sempre attuale, su quanto scassano la minchia i bambini al ristorante. È  un problema sul quale si discute da qualche tempo, da quando un locale mise in divieto esplicito rivolto all’ingresso dei bambini, o meglio delle famiglie: perché quando i cani non possono entrare, li leghi fuori, gli metti una ciotola e aspettano li, ma con tuo figlio che fai? Mica lo puoi legare fuori, che poi vallo a spiegare si servizi sociali.  Continua a leggere

Cosa vi siete persi  (se non avete visto mai Gazebo su rai3)

Non sono una grande appassionata di tv. Vedo ancora le repliche di Friends, guai a chi mi tocca HIMYM (ultima stagione esclusa, che veramente, va…) e poche altre cose, ma potrei stare giorni interi senza vedere la tv.

Da quando abitiamo a Steglitz vediamo pure i primi 3 canali Rai, paghiamo nell’abbonamento alla TV via cavo un paio di euro in più e abbiamo accesso a questo servizio. Abitando in un Altbau  (un edificio costruito prima delle guerre) non ci è consentito mettere parabola, quindi ci accontentiamo così. Ogni tanto vediamo qualche tg italiano, quest’anno qualche fiction su Rai1 che non sono state affatto male e nulla di più. Ma Gazebo da 4 anni è un appuntamento fisso. Non si perdono mai puntate di Gazebo, tranne quando lavoravo la sera alla luftmerda che porcalamiseria nemmeno dal PC potevo seguire la trasmissione che la RAI non trasmette in streaming all’estero (che poi non capisco l’utilità dello streaming in Italia quando basta accendere la tv, mentre invece a noi emigrati, niente). Continua a leggere