contraccettivi

In una tipica cena italiana, in cui tutta la famiglia é riunita a tavola, non puó mai mancare il piú amato membro della famiglia, quello che parla, ma che tace non appena qualcun´altro membro lo zittisce, quello la cui parola vale piú di ogni altra, quello per cui, quando parla lui il resto della familgia ascolta in religioso silenzio: il televisore.

Quante volte vi è capitato di essere seduti a tavola, e magari volete parlare di qualcosa o semplicemente raccontare la vostra giornata? Ed ecco che nel momento in cui proferite parole, qualcun altro dice “ssssssssssst, fammi sentire che stanno dicendo in tv!”

In Tedeschia invece, raramente la tv è nella stessa stanza in cui si mangia. Normalmente si consuma il pasto parlando, e con la radio che fa da sottofondo, ma è importante non essere distratti da nulla durante un momento sacro per la famiglia, momento, forse l´unico, in cui sono tutti raccolti.

Forse i tedeschi non guardano molto la tv, ne conosco alcuni che addirittura non l´hanno e non ne sentono l´esigenza. Forse noi ne guardiamo troppa.

Prova di ció è che in Italia si fanno pochi figli, qui di piú.

Da quando abito qui ho conosciuto tante ragazze, alunne, colleghe, amiche, che decidono di avere un figlio e dopo breve tempo le rincontro con vistose pance.

Del resto, vi immaginate che noia la sera? Non avendo la tv, qualcosa devono pur farla! E terminate le chiacchiere, il racconto della giornata appena trascorso, magari ancora non si ha voglia di dormire…e si cerca un altro passatempo piú piacevole di guardare una scatola magica.

sommerzeit

Capisci che anche in Germania é arrivata l´estate quando gonne e pantaloni, probabilmente a causa di errati lavaggi, assumono dimensioni minuscole, a volte scompaiono. Quando, sotto le poche persone vestite, compaiono le bretelline colorate dei  bikini. Quando vedi i tedeschini, con i corpi inutilmente untuosissimi, tanto si bruceranno lo stesso, spalmati sul primo prato a disposizione. Quando le mamme denudano i figli lasciandoli scorazzare nudi dentro la fontana di Augustplatz.

Quando la domenica  la popolazione lascia la cittá deserta migrando verso il lago, invadendo le spiagge con pisellini e tettine al vento, e progettando giá il barbecue per la sera.

Quando i negozi di ogni genere espongono "Sale" ovunque, quando i gelati si sciolgono, quando tutto, tranne la tua ciccia si sicoglie.

Io mi accorgo che è finalmente arrivata l´estate quando ho il desiderio irrefrenabile di tagliare i capelli alla soldato Jane, quando non posso piú mettere anelli alle gonfie dita, quando non posso piú sfilare le scarpe al rientro in casa, quando le magliette hanno due virgole di sudore sotto il seno, quando persino io (e non è da poco) ho dovuto rinunciare al mio inseparabile piumone.

E mi accorgo che è estate quando non sento il canto delle cicale, quando nell´aria non si disperde l´inebriante odore di carne di “crasto”, quando dal “putiaru” non vedo le ceste di cornuti “crastuna”, quando, aprendo il frigorifero, non trovo colorati fichi d´india.

Mi accorgo che è estate, quando la mia valigia è pronta per essere riempita.

Dalla prima all´ultima pagina

Questo mese ho vissuto diverse esperienze, diverse storie. Sono stato l´amico di Hassan, tra le strade di Kabul ho assistito al suo stupro, e la mia vigliaccheria e paura mi hanno impedito di agire, restando lí piantata sul sulo coperto di neve.

Sono stata Gabriella. Ho camminato per la cittá emanando il mio odore di garofano. Mi sono addormentata ogni sera tra le braccia del mio amore che sfiorava la mia pelle color cannella. Ho passato notti insonni quando non sentivo piú la sua gamba che poggiava sul mio ventre, ho sofferto per questa assenza.

Mi sono spinta dal Brasile al Messico, fino a quella regione che confina col Guatemala, nel Chiapas.

Ho conosciuto gli zapatisti, e anche se all´inizio avevo paura di agire, come a Kabul, alla fine sono riuscita a vincere ogni paura.

Sono poi tornata in Sicilia e mi sono arrampicata per le scalinate di Roccacolomba. Ho ascoltato ogni pettegolezzo su Maria Inzerillo, e alla fine ne ho capito la tragica vita.

Tornata ancora una volta in Brasile ho conosciuto il presidente Manuel Pereira da Ponte Martins e tutti i suoi sosia.

Sono stata ognuna di queste persone: Amir, Gabriella, Camila,  la Inzerillo e ogni roccacolombese, e infine sono stata lo scrittore che raccontò la storia del dittatore e dei suoi sosia. Tra un personaggio e l´altro sono tornata ad essere io, ma per poco, giusto tra l´ultima pagina e la prima del libro successivo.

Chissá chi saró la prossima volta…

Big

Nel Chiapas é stato trovato un fungo del peso di 20 chili, mentre in Tasmania é stato rinvenuto il cadavere di un calamaro gigante del peso di 250 chili.

Da brava sicula me lo sono immaginato tagliato a cerchi e fritto, e ho immaginato i tentacoli immersi in un sugo per condirci la pasta, o in alternativa a questo primo, si potrebbero unire i tentacoli ai funghi dell´altra scoperta e farci un risotto..da provare!

canoni di bellezza

La scena si ripete ogni volta che torno giú. Ogni volta la stessa preoccupazione. E cosí  mentre scendo dall´aereo, mente aspetto la classica oretta i bagagli, penso a ció che mi aspetta al di lá della porta scorrevole. Cosa mi diranno? Cosa mi diranno le persone che si trovano al di la di questa porta? Le alternative sono in realtà solo due:“si fatta sicca” (sei dimagrita) o “si fatta bbona” (stai bene).

Nel primo caso, gioia e gaudio, nel secondo bisogna leggere tra le righe, e solo una siciliana puó capire cosa si cela dietro le parole.

In Sicilia il “Si fatta bbona”  significa sei ingrassata, hai messo su qualche chilo, ma pur non essendo pronunciato da bocche affamata pronte a scannarti e consumare la tua carne per la prossima “arrustuta”, pur non rivolto ad un maialino che si gongola nel fango, per i siciliani è un complimento, per il resto del mondo no.

Perché per il siciliano che si rispetti, il siciliano DOC che ha patito la fame nel dopoguerra, la donna deve essere “in carne”, con i fianchi e il seno abbondante, ma comunque ben soda. Io rispondo al canone di bellezza siciliano, con due fianchi larghi sui quali appoggio volentieri le mani quando dialogo animatamente, e non, con due seni abbastanza…abbastanza! Ma per il resto, almeno il resto spero di non soddisfare troppo gli occhi dei siciliani.

Mio padre è la mia bilancia, lui è il mio giudice, il quale giudizio vale piú di ogni altro.

Allora paparino, quando varcherò tra un mese quella porta, ti prego dimmi che “sugnu sicca”,rendimi felice. Ci potrai pensare nelle due settimane successive a mettermi all´ingrasso, in modo che, alla partenza potrai con orgoglio dirmi “ora si, ´ca si fatta bbona!”