La vecchia zia

Ho sempre detestato le visite ai parenti. La nonna Antonia cieca da anni che mi toccava le minne per riconoscermi, la Longa che lasciava la bava sulle guance come se ci fosse passata una lumaca sopra e per essere sicura non mi divincolassi, mi afferrava la faccia con entrambe le mani. La casa della zia Carmela puzzava di naftalina e sigarette, la voce diventata roca a forza di fumare, aveva però sempre caramelle agli agrumi e cioccolata Kinder per noi, lo zio Nicola sempre allegro e sorridente. Chissà se si ricordavano ancora qualche parola di tedesco.

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Il palazzo delle lacrime

Si calcola che dal 1949 al 1961 (anno in cui fu costruito il muro) circa 2,8 milioni di cittadini lasciarono la DDR. Di questi circa 1.700.000 attraverso Berlino.

Per evitare questo crescente numero di fughe, tra la notte del 12 e del 13 agosto 1961 iniziarono i lavori per la costruzione del muro che divise la capitale fino al ’90.

All’inizio del 1961 l’architetto Horst Lüderitz fu incaricato di progettare la costruzione di una sala di accoglienza per i cittadini dell’ovest che si recavano in visita nella repubblica democratica tedesca. Questo padiglione doveva trovarsi presso la stazione di Friedrichstraße, nel quartiere centrale di Mitte, allora nella Berlino Est. Da qui partivano S-Bahn, U-Bahn e treni a lunga percorrenza che collegavano le due Germanie. In seguito però alla costruzione del muro, il progetto cambiò funzionalità e da luogo di accoglienza divenne luogo di separazione.

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I diritti del passeggero

Oggi post serissimo e utilissimo, perdonatemi se ogni tanto sono seria.

Della carta dei diritti del passeggero avevo sempre sentito parlare, ma non mi ero mai interessata più di tanto alla cosa e col senno di poi penso di averci perso un po’ di soldini.

La carta dei diritti del passeggero attualmente in vigore in tutta UE è stata stipulata l’11 febbraio 2004 e la trovate qui. Qualora doveste fare un reclamo ad una compagnia aerea e questa dovesse avvalersi della convenzione  di Montreal, potete rispondere con PRRRR.

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La pastina della consolazione

Quando ero piccola tutti i fine settimana da pasqua fino alla fine della scuola, li passavamo in campeggio. Avevamo un’Adria posteggiata tutto l’anno a Cefalù o a Scopello, anzi da piccolissima era sempre Scopello, poi solo Cefalù, poi di nuovo Scopello per concludere il nostro periodo roulottistico di nuovo a Cefalù. A Cefalù il campeggio era sul mare, ma per arrivare in spiaggia c’erano 88 gradini, che all’andata non pesavano, ma al ritorno si.
A Scopello invece dovevamo prendere l’auto per andare in spiaggia, e qui fare ancora un centinaio di gradini, che come si dice dalle mie parti “a scendere tutti i santi aiutano” a salire no. La ricompensa era però l’andata al paese di Scopello e il pane caldo appena sfornato del forno a legna, che mangiavamo lungo la strada di ritorno verso il campeggio, ustionandoci il palato. Continua a leggere