‘Za Pippina

‘Za pippina è una mia zia, anzi manteniamo le distanze, è una zia di mia madre, sorella della nonna. Di lei conservavo solo il ricordo dei suoi baci. Avete mai visto o “sentito” come noi siculi mangiamo i babbaluci (le lumache)? E non pensate che schifo, perchè non capisco per quale motivo i francesi sono molto chic e fanno alta cucina se si mangiano un escargot, e noi invece siamo grezzi se ci succhiamo una lumachina. Ad ogni modo, i baci di mia zia, erano nei miei ricordi di bambina, simili a dei tentativi di succhiarsi la lumaca. Si appiccicava ad una della mie guance, tenedomi la testolina ben ferma tra le sue manone, oer evitare che io scappassi, e iniziava a fare il verso e il rumore tipico. Odiavo mia madre tutte le volte che, penso per punirmi di qualche monelleria, mi diceva ad alta voce “vai a salutare la zia”.

Per mia fortuna per moltissimi anni fui privata di quei baci, ed essi non rimasero che un vago ricordo, l’unico legato alla zia. Dopo la morte della di lei sorella, quindi mia nonna, non la vidi per molto tempo, quando non so per quale motivo, decise di riemegere e farsi rivedere a casa mia. Arrivata in Sicilia dalla Tedeschia, mi accolse a casa dei miei con uno sguardo di stupore che fossi, dopo 20 anni, cresciuta, e esternò la sua meraviglia con uno sguardo al di sotto del mio mento e un grido “minchia latteria!”.  Superato questo benvenuto, speravo che la situazione non potesse degenerare oltre. Ma mi sbagliavo.

A ‘za Pippina per ogni festa si intrufola a casa nostra. Viene ad ora di pranzo e non si schioda dalla sedia fin quando noi non ci infiliamo il pigiama per andare a letto. Tra tutti i parenti cha ha preferisce la nostra compagnia, che fortunati!

La sua espressione è sempre tendente allo sdegnato. “Zia la vuoi un altro pò di pasta?” Alza un lato del labbro, superiore, arriccia il naso, incurva le sopracciglie ” ‘nca rammillu” (vabbè dammelo). Ovviamente poi divora tutto.

Non le ho mai sentito dire un “grazie di avermi tenuto compagnia” o “grazie per avermi invitata”, niente. Tutto è dovuto.

Ma la cosa più piacevole delle interminabili giornate con la zia sono le sue chiaccherate. Ci tiene a tenerci informati sulle vicende del suo condominio, noi ovviamente non conosciamo nessuno dei suoi vicini, ma lei ci tiene all’informazione. Lasciando tutti nell’anonimato, ci racconta le varie vicisittudini riferendosi sempre a “iddu” e “idda” (lui e lei), chi siano poi questi lui e lei non ciè dato di sapere. “Iddu mi rissi..(lui mi ha detto)” – “zia, ma lui chi???” – “Iddu, u figghiu di chidd’avutra” (lui il figlio di quell’altra signora).

Alla fine della giornata si contanto morti e feriti durante la resistenza e ogni volta mia madre rischia l’esaurimento nervoso. Ogni volta si ci ripromette di non invitarla più, o di saltare ogni tanto qualche festa. Ma sarà un caso, o una punizione, ogni volta che sono a PaleMMo, la zia passa almeno una giornata con noi. Aspetto la prossima domenica con ansia e terrore. Mi sa che vincerà di nuovo lei la mia battaglia sui nervi.

Annunci

Un’ultima speranza

Ti prego non cadere. Se tu cadi non ne sarà rimasta più nessuna. Se tu cadi allora l’estate sarà veramente finita, e i colori scompariranno per far posto al bianco della neve e al nero dell’oscurità. Se tu cadi dovrò mettera vià per almerno 9 mesi i miei vestitini frivoli e leggeri, le magliette e i sandali e tirar fuori le calze pesanti, gli stivali  e i pantaloni di lana. Se tu cadi i miei capelli verranno coperti da pesanti cappelli e il mio collo avvolto da lunghe sciarpe di lana. Se non rimani appesa al tuo ramo, dovrò ricominciare a mettere i guanti e a perdere il tatto, la sensazione delle cose. Ricomincierò a condurre un’ esistenza ovattata, potretta dalla lana, che comunque non mi proteggerà mai abbastanza.

Le tue sorelle, diventate prima rossastre e poi gialline, giacciono già a terra, ma non avere fretta di raggiungerle. Presto anche i loro corpi inermi saranno spazzati via dal vento o da mani e rastrelli operosi. Durante la loro breve permanenza sul suolo solo alcune, le più belle  verranno raccolte e conservate tra le pagine di qualche libro, di queste alcune verrano dimenticate lì per sempre, altre farano parte di qualche album o di qualche diario.

Se tu vorrai seguire le tue sorelle verso la morte, giungerà la neve, bella e soffice per pochi istanti,  fango per molti giorni.

Ti prego non cadere, non credo di riuscire a sopravvivere ad un altro lungo e gelido inverno. Se tu non cadi, se resisti almeno ancora solo un pochino, non sarà forse lungo come quello scorso.

Non cadere mia ultima speranza di un autunno mite e piacevole. Resisti ancora un pò.

cura disintossicante

Due, tre volte l’anno é necesaria una cura di disintossicazione. Per mantenere un minimo di stabilità mentale, è giusto che io, per brevi intervalli, mi allontani per un pó dai crucchi. Non sono sicura di poter reggere alla prossima domanda sulla mia innata “mafiosità” in quanto sicula, non sono sicura di poter spiegare per l’ennesima volta che solo i crucchi scrivono in maiuscolo tutti i sostantivi creando una gerarchia tra la parole, contro la nostra “democraticità lessicale”. Non credo di potercela fare a spiegare che non siamo noi i pazzi, bensì loro a dire prima l’unità seguita dalla decina (quindi ventisette per loro sarebbe sette-venti). Non potrò per l’ennesima volta reagire con assoluta calma alla domanda, ma se non avete il neutro das Kind che cosa è????. Ma cari crucchini protestantini, voi che non avete tanto sviluppato il senso del pudore, guardate dentro il pannolino e scoprirete che anche das Kind ha un pisellino o una farfallina.

Non posso tollerare oltre l’odore del cavolo, del Bratwurst ad ogni angolo di strada. Non il prossimo saluto negato del vicino, che non risponde nemmeno al mio ‘Tag, ma che spero legga nei miei pensieri “stronzo crucco”.

Basta parto. Torno in patria. Cinque giorni, matrimonio siculo annesso con 400 invitati, saranno la mia cura per disintossicarmi. Una settimana, anche meno, basta per depurarsi dai cruccume che mi porto dentro, tre mesi mi dovranno poi bastare per disintossicarmi da PaleMMo. Credo sia sufficente. Un solo dubbio mi sovviene: ma non dovrebbe essere la Krankenkasse (cassa malattia) a doversi accollare le spese del viaggio, dato che gli risparmio quelle per lo psichiatra???

Wohnung gesucht

La leggenda dice che trovare un appartamento economico a Berlino sia facilissimo. La stessa cosa fu raccontata a me e per un certo periodo ci ho creduto, fin quando non mi misi “seriamente” a cercare un appartamento. Bisogna comunque non tralasciare il fatto che anche gli appartemanti qui più cari, appaiono a noi italiani economicissimi, rispetto agli appartamenti nostrani.

Il primo problema che si pone nella ricerca di un appartemento è: dove? Perchè Prenzlauer Berg è bellissima, ma per allegre famigliole con prole e con tanti soldini; Friedrichshain, che fino a poco tempo fa non considerava nessuno, sta diventando di moda e i prezzi aumentano; Kreuzberg è tanto carina, ma se ti avvicini al confine con Neukölln fa più schifino a Mitte oltre uffici non c’è niente, Marzahn sembra essere il Bronx 8ZEN per i PaleMMitani)…insomma, per chi non conosce Berlino la cosa piú facile è cercare l’appartamento più a portata delle proprie tasche, non prendendo in considerazione la Umgebung (l’ambiente). La seconda scelta ricade sul tipo di appartamento: in Altbau o Neubau (in edifico antico o moderno)? Se è in Altbau ha i tetti alti, stanze ampie, e si spera ristrutturato da poco tempo. Se è Neubau ci sono due possibilitá, o si trova ad Ovest ed è stato costruito durante il piano Marshall e quindi fa schifo, o si trova a Est, edificato durante la DDR e quindi fa schifo. Io ho optato per Altbau.

Gli appartamenti che si trovano negli Altbau hanno però un piccolo, insignificante problema: sono nati sprovvisti di cesso. Ovviamente anche i crucchi espletavano in passato i propri bisogni fisici ma o lo facevano in un apposito luogo sito in cortile, o nei bagni posti ad ogni piano da condividere con il vicino di casa. Mi è stato raccontato a volte di bellissime nottate invernali gelide e di incombenti bisogni da espletare senza poter aspettare l’indomani mattina.

Ovviamente nel 2000, ogni casa che si rispetti è dotata di bagno, senza il bidè per carità, sarebbe chiedere troppo, ma in qualche modo i crucchi ce l’hanno infilato. Credo che in origine molti di questi appartamenti in Altbau fossero particolarmente grandi. Per poterli affittare con piú facilità ed ad un prezzo inferiore, sono stati pertanto divisi. Ecco come hano fatto secondo me: i geometri e gli architetti hanno deciso di comune accordo di coinvolgere i proprio pargoli, nella pseranza che avrebero seguito da grandi le orme dei genitori. Hanno dato quindi loro la piantina della casa e gli hanno detto, “dai dividila in 4, e inserisci in ogni casa un gabinetto”. Credo abbiano fatto proprio così. Perchè solo un bambino avrebbe potuto dividere una casa di 100 mq in sole 2 stanze con un gabinetto stretto e lungo con la tazza del cesso di sbieco e la doccia oltra la tazza, lì in fondo e senza finestra. Non credete anche voi?

A me è capitato un appartamento diviso da un bambino giudizioso, mi ci ha messo pure la finestra in bagno, altissima per carità, che ogni volta devo chiamare zito per farmela aprire (ometto coraggioso!).

Ho sentito dire di appartamenti dove il bagno si trova nello stesso locale della cucina, ma non so sè sia una leggenda o meno.

Di fatto è vero, le case costano poco, ma a volte si trovano in condizioni pessime, io ne vidi una senza pavimento, cioè solo con lo strato di cemento e l’intonaco che cadeva dentro la vasca da bagno. Molte sono poi senza ascensore. Vero è che i palazzi difficilmente superano i 5 piani, ma vi immaginate di dover rientrare a casa dopo aver fatto la spesa e vi scappa la pipí? Io ho scelto un primo piano.

Altra difficoltà sorge se sei italiano (o cmq straniero) e sei appena arrivato in Tedeschia e cerchi un appartamento da prendere in affitto. Di norma vengono richiesti al futuro inquilino: le ultime 3 buste paga, un documento rilasciato dal precedente proprietario di casa ove sia scritto che sei stato tato bravo e hai sempre pagato, più un documento rilasicato da un istituto che ha sede in Tedeschia, dove sia certificato che non hai mai contratto debiti. Per tali motivi molti vivono in subaffitto, piú facile da ottenere, e qui legalissimo.

Il mio appartamento sarà per molti “am Arsch der Welt” ma io per ora me lo tengo così com’è. A 390 € al mese, riscaldamento, condominio, immondizia e acqua incluso, con i suoi 60 mq e la sua bella finestra in bagno.

Oggi Schnitzel

Gli italiani non sono puntuali, in Italia si vive alla giornata, siamo menefreghisti, da noi le infrastrutture non funzionano, siamo rimasti indietro di 50 anni…questo quello che certi crucchi dicono di noi, in parte vero, per carità, ma io oggi mi mangio la mia bella fettina di carne. 

Già da maggio si sono riscontrati piccoli, insignificanti problemi ai freni dell’s-bahn della capitale, ma la cosa era così di poco conto che per un paio di settimane alcune stazioni, di cui quella centrale, sono rimaste isolate. Per muoversi ci si è dovuto arrangiare con treni regionali e con l’u-bahn. Man mano che si sono effettuati i controlli alle vetture ci si è resi conto che il problema poi tanto piccolo non era. Oggi il 90% dei treni è stato riscontrato hanno dei problemi e i 3/4 dei mezzi devonop essere visionati.

C’è da dire che parte dei treni in questione sono del dopoguerra e che hanno già percorso troppi chilometri senza essere stati adeguatamente controllati. 

Persino i crucchi, che sono sempre inflessibili e non si lamentano mai di un lieve ritardo, a meno che non sia TU italiano ad essere in ritardo, adesso sono usciti di senno e chiedono addirittura di viaggiare gratis su questi treni a singhiozzo e strapieni. Facciamo un pò di conti, l’abbonamento mensile costa circa 70 euro, quello annuale circa 50 al mese, di certo non si può dire che sia economico, specie se poi il servizio(essenziale per potersi muovere in questa megalopoli) lascia a desiderare. Ovviamente ogni annuncio di ritardo o cambiamento nella linea è detto solo ed esclusivamente in tedesco, gettando nel panico i turisti e coloro che si dirigono o arrivano verso gli aereoporti.

Certo una cosa del genere a PaleMMO non sarebbe mai successa, noi la metropolitana, per evitare tali scomodi problemi,  nemmeno l’abbiamo (e non chiamatemi quel trenino metropolitana, bitteee!). Abbiamo quindi preventuo possibili lamentele e malfunzionamenti.

La buona notizia è che, con i treni strapieni fino all’impossibile, con l’inverno che incombe non ci sarà bisogno di riscaldamenti, ci riscalderemo l’uno con l’altro tenendoci cosí stretti stretti, e chissà se magari in questo modo i Berlinesi imparano ad essere un pò più socievoli!

Origini

Tra i vari tipi di tipico tedesco, ve ne sono due agli estremi; quello inflessibile, che non si cura degli altri, nemmeno li vede; e quello che si fa le vacanze a Palma e che si sforza in ogni modo di apparire simpatico, spontaneo, parla ad alta voce..cosa che hai tedeschi devo dire, non riesce proprio bene.

Ieri avevo 3 ore di ricevimento e accoglienza a scuola. Ovviamente l’italiano viene sempre affiancato dallo spagnolo e pertanto dividevo l’aula con la collega di madrelingua spagnola. Lei era in ritardo, io “nonostante” sia italiana, ero invece puntuale, anzi in anticipo. Ecco che arriva una coppia. Di lei ho notato solo i vistosissimi capelli biondi raccolti a banana e tenuti da tremila forcine e pinzette vistosissime, lui aveva una camicia rigorosamente a manica corta, con fiori variopinti calzoncini e ovviamente Birkenstock con l’immancabile calzino. Erano venuti per palrare con la collega di spagnolo. Li faccio accomodare e dico che purtroppo la collega non è ancora arrivata ma che sarebbe stata lì a momenti. Lui, tedesco di Palma, inizia subito ad attaccar bottone e mi chiede da dove vengo. Detta la mia nazionalità mi chiede se conosco la Sicilia.

bhè, ecco io vengo dalla Sicilia

– ahhhhh! ho un amico che abita… (e qui qualcosa di incomprensibile, ma credo intendesse Scicli), si chiama Franco, lo conosce?

Ora, capisco che non è grande quanto la Germania, ma proprio un paesino la Sicilia non è..comunque rispondi educatamente che no, purtroppo non ho avuto il piacere di conoscerlo.

(il crucco di Palma)- e Lei di dove è?

io sono di Palermo avrei voluto aggiungere un “la conosce?” ma purtroppo aihmè in genere è una domanda superflua..e infetti il tipo attacca subito:

– allora lei viene da dove viene la Mafia! avete la stessa origine!

cerco di spiegare che la Mafia non è solo a Palermo, e lui infatti annuisce e mi risponde che ovviamente lo sa, la mafia viene ed è presente a Palermo e a Gela.

Ora, io cosa avrei dovuto dire? perchè noi dobbiamo essere sempre sensibili nei confronti dei tedeschi e non dobbiamo mai, nemmno per scherzo nominare il nazismo? Perchè nessuno è invece sensibile, o ha almeno un pò di tatto nei confronti dei siciliani, anzi solo palermitani e gelesi, dato che solo noi abbiamo la mafia???

Ho scelto la strada della noncuranza, ho preso un libro e ho fatto finta di leggere, mentre pensavo a tutte le cose che avrei voluto rispondergli, ma che sapevo non sarebbe valsa la pena. Tanto l’episodio si ripete sempre, ogni volta la stessa storia, da 4 anni me lo sento ripetere, e ogni volta mi ferisce un pò.