Ich spreche kein Englisch

Da quando abito in Germania ho sviluppato una strana allergia verso l’inglese. Se prima riuscivo a parlare discretamente questa lingua, ora non so perché non riesco piú. Se qualcuno mi chiede “How are you?” Rispondo, esitando “fine,thanks. And wie geht’s dir?” Insomma non riesco più a dire una frase intera in inglese. Ricordo il mio ultimo esame di letteratura inglese all’uni, il mio ennesimo esame su Shakespeare, come se l’Inghilterra avesse solo prodotto questo scrittore. Allora il mio prof, scozzese, mi disse “signorina, parla l’inglese come lo parlerebbe un tedesco”. E io tutta contenta ho terminato il mio ultimo esame scodinzolando.

La mia allergia è forse causa del comportamento degli anglofoni. Facilitati dal fatto che ovunque vadano, possono parlare liberamente il proprio idioma, non si sforzano minimamente di parlare la lingua del paese che li ospita.

Conosco anglofoni che abitano qui da molto più tempo di me (3 anni), e che nonostante ciò non conoscono una parola di tedesco.  Si ostinano a parlare solo ed esclusivamente inglese e se cerchi di fargli capire che capisci tutto, ma non lo parli, fai anche la figura del deficiente.

Così come i cinesi nel nostro paese, anche loro non si amalgamano alla società che li ospita, frequentano scuole inglesi, amici di lingua inglese e sono per lo più insegnanti di inglese.

Ovviamente non sono poi tutti così, ho colleghe tanto carine che parlano con me in tedesco e altre che si sforzano di dire perfino qualche parola in italiano.

In origine la lingua franca era il latino, poi si estinse. Seguì il francese, ma per fortuna perse presto il suo prestigio passando lo scettro all’inglese. Spero che un giorno anche quest’ultimo perda il suo predominio e che tutti gli anglofoni siano  costretti ad imparare finalmente un’altra lingua.

 

Toilettenpapier

I maschietti, così come i prof in classe, non si spiegano mai perchè le donne, o le alunne, debbano andare in bagno in coppia. Il proverbio “gli amici si riconoscono nel momento del bisogno” non basta a soddisfare ogni spiegazione.

Certo per loro è facile. Una cosa che invidio loro è la possibilità di fare la pipì in piedi senza doversi mantenere in equilibrio precario sulle gambe flesse e divaricate. A rendere ulteriormente difficile l’operazione pipì, l’altra impresa ben più grossa non la considero neppure, è la mancanza, spesso, del chiavistello che chiuda la porta. L’amica serve quindi a stare piantonata lì davanti, in modo da evitare imbarazzanti incidenti, tra  lei nello sforzo di fare pipì e l’altra che apre la porta nella speranza di evacuare.

È inoltre occasione rara trovare il bagno dotato di carta igienica, l’amica deve essere in questo caso pronta a fornire fazzolettino di carta alla bisognosa.

Noto però che quest’ultimo aiuto può venirci oggi dai nostri abiti. In Perù è stata organizzati infatti una sfilata di moda, nella quale sono stati presentati abiti in carta igienica. In caso di necessità, e di mancanza di fidata amica-porgi fazzolettino, è possibile sfilare una manica e usarla secondo le proprie esigenze.

Una cosa che però non mi spiego è perchè i bagni nei locali o nelle scuole e università italiane siano veramente in stato pietoso, mentre in Germania sono tanto lindi e profumati. E dire che i tedeschi non sono certo campioni di pulizia…

25 aprile

Giorno festivo, dedicato a s. Crasto in Sicilia e a santa Baccalà in Portogallo. Celebrato dai palermitani offrendo in sacrificio al santo un crasto intero che verrà poi consumato ai piedi del santo monte piddirinu,

pensate o voi siculi, agli isolani lontani che anche in questo giorno sono costretti a lavorare.

Ma mi rifarò il 12 maggio…

C’era due volte

Quando si chiede quale libro ti ha cambiato la vita, se un libro puó esere mai in grado di farlo, la risposta più gettonata è L’Ulisse di Joyce, che magari non si è mai neppure comprato, ma che dà un certo tono da intellettuale. O forse si vuol sottoindere “mi ha cambiato la vita perchè dopo averlo appena iniziato ho deciso che non avrei più letto nulla”?

Io l’Ulisse non l`ho mai letto. Non è stato quindi Joyce a dare una svolta alla mia esistenza. Chi invece ne è stato capace è stato un libro che mi ha insegnato a leggere, nel vero senso del termine, e a stimolare la mia fantasia. Ereditato, o meglio rubato, a mio fratello “Il libro degli Errori” è il libro che ha segnato tutta la mia adolescenza. Ancora oggi ritrovo quegli errori, non più sui miei quaderni di “squola” ma tra la parole dei miei alunni, che non distiguono il papà dal papa, anche se ho spiegato più volte che non vorrei mai Ratzinger come padre.

Oggi sono 28 anni che il maestro Gianni se n’è andato. Per ironia della sorte io sono nata il giorno dopo la sua morte. Ciò non mi ha comunque impedito di conoscerlo e di ritenerlo il mio maestro.

Se il Barone Lamberto riuscì a vivere una seconda vita, forse anche Rodari potrà viverne cento, mille, miliardi, fin quando ci saranno ancora bambini che lo leggeranno.

Per colpa di un accento
un tale di Santhià
credeva d’essere alla meta
ed era appena a metà.

Per analogo errore
un contadino a Rho
tentava invano di cogliere
le pere da un però.

Non parliamo del dolore
di un signore di Corfù
quando, senza più accento,
il suo cucu non cantò più

La matematica è un’opinione

La matematica non è mai stata il mio forte. Ripenso alla mia perfida maestra di scuole elementari che mi rimprovera per le mie carenze, rincarando la dose con un “e dire che tuo padre insegna matematica!”. Nonostante il genitore e gli studi al liceo scientifico, la situazione non è migliorata, ma le addizioni riesco a farle discretamente. So per esempio che 7+7=14, ma forse no.

La Tui fly offre spesso dei voli a prezzi molto vantaggiosi. A soli sette euro, per esempio, posso volare da Hannover a Parigi, e per altrettanti 7 euro fare ritorno in Germania.  La somma dei due biglietti però non fa 14 ma 92€. Qualcosa non quadra.

Da quando gli assistenti di volo hanno imparato l’inglese, ma non l’italiano, i prezzi sono aumentati e dei voli Low cost non rimane che il vago e lontano ricordo (solo 2 anni fa la rotta Berlino-Palermo a/r costava solo 50€ contro la media attuale di 150€). Nel prezzo del biglietto è oggi incluso il corso di inglese per le Hostess e un panino “mit Wurst oder Käse”.

I prossimi aumenti delle tariffa aeree prevedono il pagamento di un corso di italiano per principianti che verterà sull’insegnare all’equipaggio a dire “con salame o formaggio?”.

Briefwahl (voto o non voto per lettera?)

Tutto è iniziato con la letterina di Berlusconi. Busta bianca, priva del nome del mittente, con scritto su semplicemente “a tutti gli italiani residenti all’estero”. Ritenendola una comunicazione importante l’ho aperta e letta, per poi essere cestinata. Poi sono arrivate altre due lettere, stavolta non anonime, con il simbolo del partito ben in evidenza sulla busta che hanno fatto un breve viaggio tra la buca delle lettere e il cesto dei rifiuti. Per ultima è arrivata la busta dall’ambasciata, con le schede elettorali e la spiegazione per votare. La tentazione di non farlo è stata forte. Avevo varie opzioni:

1. Scrivere sulle schede “sucate forte”, ma dal timbro delle poste sarebbero con molta facilità risaliti a me (quante saranno le femmine siciliane residenti a Lipsia?);

2. Fare votare il primo passante e imbucare la lettera;

3. Votare Emanuele Filiberto, solo per vedere che effetto che fa;

4. Non inviare la busta col voto.

Perché in effetti a me di votare non importa proprio nulla. Non vedo perché debba votare per un governo per il quale io sono quasi inesistente, per un paese dove non vivo più e dove probabilmente non tornerò più. L’AIRE ha la sola funzione di procacciare ulteriori voti ai partiti, io sono ai loro occhi solo un voto in più.

 

p.s. alla fine, spinta dalle telefonate minatorie di mio fratello ho votato, e non Savoia!