Berlino:Hiroshimastraße, 1

E ti rendi conto di essere in territorio italiano non dalle bandiere tricolore, non dall’idioma, ma dalla presenza di tanto rimpianti bidet nel bagno delle signore.

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Voglio fare il pompiere!!!

Ogni bambino ha il suo supereroe del quale segue le avventure di giorno e ne sogna di altre con se stesso al suo fianco di notte.

Io da bambina non sognavo Wonderwoman o Batgirl, ma stravedevo per Grisù. In realtà oggi non ricordo molto del cartone in sè, ma di una cosa mi è rimasto ben impresso il ricordo, la scena finale di ogni cartone, che si concludeva col piccolo draghetto che urlava “da grande voglio fare il pompiere!” Nonostante le volontà del padre e contro la sua propria natura, il piccolo Grisù aveva un sogno, e lottava per realizzarlo.

Oggi ho pensato a Grisù durante una mia lezione all’università. Con i miei studenti si dibatteva sul fatto se fosse meglio avere un posto fisso e uno stipendio sicuro, o se fare il lavoro dei propri sogni, anche se economicamente instabile. Ho scoperto che, non solo i ragazzi pensano più al lato pragmatico e quindi al denaro, alla sicurezza e stabilità economica, ma non sognano neppure un lavoro che possa piacergli. Non pensano nemmeno che possa essere possibile alzarsi la mattina contenti di andare a lavorare, che si possa rifiutare un’occasione proficua solo perchè non piace e che si preferisce sopravvivere piuttosto che vivere pur facendo il lavoro che piace.

E ho pensato al mio piccolo Grisù, che ogni sera, prima di andare a letto mi ripete “io voglio fare…” .Chissà come finirà, se ci riuscirà e se ci riuscirò.