Nel frattempo in Canada….Mammacongelo

Oggi ho avuto l’onore di essere ospite niente meno che in Canada.

Leggete l’interessantissima intervista doppia mia e di Costanza dal Texas, ospiti “d’onore” a Montreal.

INTERVISTA DOPPIA (semiseria) #2

Eccoci all’appuntamento con le Interviste doppie semiserie del blog. Oggi vi presento le mie amiche Costanza e Giulia expat rispettivamente a Houston e a Berlino, vediamo che ci raccontano.

intervista doppia2

Cliccate qui sotto per leggere l’intervista doppia

http://www.mammacongelo.it/intervista-doppia-semiseria-costanza-giulia/

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Quando l’antiaderente non c’era

Ogni tanto sento la mancanza di cose assurde. Ci pensavo mentre mi stavo riscaldando la pasta,

Tipo in questo periodo, quando la sera torno a casa, sento la mancanza delle caldarroste. Qui non se ne trovano, lo trovo strano. Cioé ai mercatini di natale ogni tanto si trovano, e costano tipo un rene 4 contate. A volte mi sembra quasi di sentirne l’odore. L’altra sera tornavo a casa, ero sulla Feuerbach e stavo arrivando all’incrocio con la Bismark quando ho sentito l’odore delle castagne. Non ci giurerei ma credo di avere visto pure la fumata bianca. Pensavo le caldarroste mi aspettassero  all’incrocio dove c’è la Volksbank…e invece arrivata li non ho trovato nulla. Sono tornata a casa senza castagne,

Mi mancano le patate bollite che vende il “putiaro” che le  tiene esposte assieme al resto della merce, dentro il pentolone dove le ha lessate.

Mi manca la ricreazione a scuola e il panellaro con il lapino fuori il cancello.

Mi manca l’odore delle fresie, che tanto piace a mia madre, ma qui non odorano affatto.

Ma la cosa che piú mi manca, e ci pensavo mentre stavo scaldando la pasta in padella, perché prima del microonde si faceva cosí, é la padella senza antiaderente.

Quando l’antiaderente non c’era la pasta fritta faceva quella crosticina, sicuramente tossica e mortale, buonissima. La pasta anche se ormai scotta diventava croccante.

Ora invece con l’antiaderente la crosticina non si fa piú. E la pasta del giorno prima, scaldata, non é piú la stessa.

Oh, du fröhliche . L’avvento a Berlino

Vi avevo forse detto che il periodo piú bello dell’anno é l’autunno coi i suoi colori blablabla?

Dimenticatelo.

Il periodo piú bello é l’avvento.

Ogni anno aspetto con ansia il Totensonntag, che é la domenica in cui si ricordano i morti. In Sicilia il 2 novembre mangiamo moffoletta e i morti portano ai bimbi doni, invece qui la domenica precedente alla prima di avvento si va al cimitero. Io preferisco regali e moffoletta con l’olio buono, ma ognuno ha le sue tradizioni.

Al Totensonntag, tutti i mercati sono giá pronti. Le casette di legno giá montate e decorate, ma si aspetta l’inizio della settimana per poterle vedere aperte e operanti.

Il mio primo mercato di Natale fu ovviamente a Lipsia. Nella piazza dell’Altes Rathaus c’erano ancora gli interminabili (vabbé ora peró sono veramente finiti) del City Tunnel e il mercato lo spostarono ad Augustusplatz. Praticamente sotto casa mia. Quello del 2005 fu il mercato piú bello.

Fu il piú bello perché poi sti mercati, alla fine sono tutti uguali, in ogni luogo, ogni anno. Un po’ come la Fiera del Mediterraneo a Palermo, che ci si va piú per il passío che altro (ok i giochi, é vero), al mercato noi ci andiamo per mangiare e bere.

La cosa poi bella di Berlino, é che non c’è IL Mercato di Natale, perché ogni quartiere ha almeno UN mercato di Natale. Quindi, con la scusa di andare a vedere cose c’è a Spandau piuttosto che a Wilmersdorf, va a finire che andiamo a mangiucchiare e bere un po’ ovunque.

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Kartoffelpfuffer (oliosissime), Frutta caramellata o ricoperta di cioccolato, Dresdner Brot ripieno al formaggio e speck, Flammkuchen, e Wurst per ogni gusto. Tutto innaffitato da Glühwein (ok spesso quello nei brick) e Feuerzangenbowle, per i quali devo dire ancora non c’é la temperatura giusta, diciamo che fa ancora “caldo”.

Alcuni mercati non sono aperti per tutti il periodo, ma solo determinate domeniche, e in genere sono anche i mercati piú “originali”.

Ricordo che tristezza quando ritornavo a Lipsia dopo aver trascorso le feste a Palermo, vedere la piazza cosí vuota, senza nemmeno ancora la fontana accesa, mi faceva capire quanto sarebbe stato ancora lungo l’inverno, senza Feuerzangebowle per scadarsi e per dimenticare.

Se passate da qui durante questo periodo, ecco una cartina dei mezzi di trasporti con indicati i vari mercati (se ci cliccate su diventa grande, non vi voglio cecati)

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Ci sta prendendo in giro

Quale sará la prima parola? Sarà mamma? (del resto passa/passava piú tempo con me), sará forse papá? (perché adesso passa piú tempo con lui).

No.

La prima parola è AUTO, e noi manco ce l’abbiamo un’auto, lui peró si, ne ha un sacco.

Mio figlio non é un bambino, é un fumetto.

Il treno é tuuutuuuu (credo che qui non faccia ciuf ciuf).

Il leone é ROAR, con tanto di mano che graffia l’aria.

I pompieri (che qui si occupano anche del servizio di pronto soccorso e che hanno le ambulanze) sono  tatütata (non fa popiiipopii).

Il cane é baubau (almeno qui ha vinto il cane italiano contro il crucco vau vau)

etc.

Ma mamma e papá proprio non li dice. L’unica parola che dice chiaramente e con consapevolezza é auto.

Ci hanno mandato un catalogo di  giocattoli da un negozio carissimo dove non entreremo piú, e ci sono pagine intere di auto. Ciccio, piuttosto che prendere un libro e voler letta una storia, prende il cataolgo, apre una pagina a caso con le auto e indicandone oguno di essa dice “auto, auto, auto, auto” indica col ditino un’altra auto e contnua “auto, auto, auto”.

Ciccio, ma chi sono io??? Auto.

E lui, chi é lui? (indcando papá). Auto.

A volte gli viene fuori un mamma, ma magari é rivolto a suo padre o viceversa.

Zito peró ogni volta che lo va a prendere dall’asilo fa scoperte nuove. Un giorno mi dice che Ciccio sa dire scarpe, cosí, in italiano. Siamo stati una sera a dire SCARPE, Ciccio cosa sono queste??? niente. Muto. Rideva.

Un’altro giorno Zito mi dice che sa dire Acqua, in italiano. Ciccio, la vuoi l’acqua?? dai dillo A C Q U A. Niente.

Ora sostiene che sappia dire Tschüß e Ciao, che lo ha sentito salutare gli altri bimbi all’asilo. Ciccio, dici CIAO. E fa ciao con la manina, ma dalla bocca non una parola.

Oggi ho accompagnato io Ciccio all’asilo (vedi Buongiornouncazzo# 8) e ho chiesto alle maestre se Ciccio parla.

Certo che parla e tanto.

Ci sta prendendo in giro.

Buongiornouncazzo# 8

La buona notizia è che sono iniziati i mercatini e che mercoledì non lavoro.
La brutta notizia è che lavoro lunedì, martedì, giovedì, venerdì e SABATO dalle 13e30 alle 22. Che comunque mercoledì devo andare dal dentista e che no, non posso dormire più a lungo la mattina, perché accompagnare Ciccio all’asilo è l’unica possibilità che ho per vederlo.
A tutto ciò si aggiunge che è lunedì e i buongiornouncazzo vincono su tutto il resto.
Buongiornouncazzo.