vota antonio, vota antonio…

Dopo settimane di cassetta della posta vacante, ho finalmente ricevuto posta!

Pur essendo residente a Lipsia, il mio (che speravo ex) sindaco mi scrive…sono riusciti a scovarmi anche qui!!!!

Mi ricorda che il 13 e 14 maggio si vota per l´elezione del sindaco.

Mi ricorda altresí che avrei diritto ad agevolazioni sui costi del viaggio.

La cartolina in questione é firmata dal sindaco Cammarata in persona.

Ma secondo voi, se avesse saputo che non lo voterei neanche sotto tortura, mi avrebbe mandato comunque l`avviso???

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luce

Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.

Da mesi osservavo Lipsia dal mio ottavo piano avvolta da una nebbia. Anche quando splendeva il sole, la città sembrava illuminata da timidi raggi.

Oggi e tornato a splendere il sole con tutta la sua forza…

ieri ho finalmente pulito le finestre.

uguale a ieri

Anche se non si vede, c’è. Il mare è lì, si riesce a scorgere a brevi tratti mentre passi velocemente con l’automobile. Se abbassi il finestrino riesci a sentirne l’odore.

Ricordo le lunghe attese alla fermata del bus per raggiungerlo con i compagni di scuola. In attesa di quel bus arancione che non passava mai. In eterna attesa, il tempo sembra si fermi. E il tempo si è fermato da tempo a Palermo. E’ sempre uguale a ieri, a quando ero bambina. E la spazzatura si accumula sulle strade, altri rifiuti si aggiungono a quelli di ieri. Oggi paghiamo il posteggiatore abusivo che abbiamo pagato ieri, allora era un indigeno, oggi è un extracomunitario. Continuiamo a pagarlo anche se non si dovrebbe, ma l’abbiamo fatto ieri e continuiamo a farlo oggi. Compriamo le rose da quel bambino che è già passato appena un attimo prima al tavolo in cui eri seduto al locale.

Il tempo si è fermato. Torni per vedere che tutto è uguale. Gli stessi amici, che fanno sempre le stesse cose, gli stessi locali, gli stessi discorsi, ogni giorno gli stessi.

E ti rendi conto di star vivendo non oggi, ma ieri. Perché ieri era uguale, perché hanno fermato la sabbia nella clessidra, perché hanno scelto di vivere così, in eterna attesa che la sabbia precipiti velocemente, sapendo che li travolgerà. Hanno deciso di non lasciare il tempo scorrere, per poi rigirare la clessidra e iniziare un nuovo domani. Non ci sarà un nuovo domani. Il domani è uguale a ieri, uguale al volto di quel posteggiatore da pagare, di quel bambino dal quale comprare i fiori.

Ora che il giorno invecchi tra le mani,

non è rimasta un’ombra da inseguire,

ed ho paura di restare sola, di restare uguale a ieri