Trabbi, l’auto di cartone

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“Quanti operai ci vogliono per costruire una Trabant? “
-” Due,  uno piega,  l’altro incolla”.
Chiamata dagli abitanti della DDR TrabbiGehhilfe (deambulatore),  Rennpappe (cartone da corsa) o semplicemente Pappe (cartone),  la Trabant era ed è ancora oggi l’auto simbolo della DDR.
Nel 1949 nel territorio della Germania Est vi erano solamente due stabilimenti rimasti poco danneggiati dalla guerra,  dove venivano prodotte autovetture: Eisenach in Turingia e Zwickau in Sassonia; la carrozzeria proveniva invece da Dresda. A causa della mancanza di acciaio,  la carrozzeria veniva fatta con un materiale sintetico,  il Duroplast,  che era isolante,  non ossidabile o degradabile. Ero molto leggero e resistente agli urti,  non si piegava,  ma poteva spezzarsi.
In tutto il territorio non vi erano altri centri di produzione.
La mancanza di fabbriche causava una limitata disponibilità di vetture da mettere in vendita e relativi lunghi tempi di attesa.
Per poter entrare in possesso di una Trabant era necessario fare richiesta all’IFA (Industrieverband Fahrzeugbau) che dipendeva direttamente dal ministero dei mezzi agricoli,  macchine e costruzione di veicoli. Era possibile un solo ordine per persona,  si cercava quindi di accorciare i tempi di attesa iscrivendoti più membri della famiglia.  All’inizio degli anni ’70 i tempi di attesa erano di circa 17 anni, non era possibile scegliere il colore o modello,  ma ci si doveva accontentare di ciò che era disponibile. Questo ovviamente non era valido per i membri del partito.
Un modo per evitare questa lunga attesa,  era ordinare la vettura attraverso Genex,  dove era tra l’altro disponibili anche modelli dell’ovest come Fiat Uno,  Renault 9GTL e VW Passat, questo era però possibile solamente se si aveva un parente o un conoscente all’Ovest.
Genex (Geschenkdienst GmbH) era gestito dal ministero degli affari esteri della Germania Est e aveva sede a Berlino est. L’azienda aveva a disposizione un catalogo dal nome “Geschenke in die DDR” (Regali per la DDR),  attraverso il quale cittadini della BRD potevano ordinare dei prodotti pagandoli in D-Mark,  da spedire a parenti che abitavano nella Germania Est. Il 90% dei prodotti in catalogo era di provenienza DDR. Vi si trovavano prodotti alimentari e beni di consumo di ogni genere: mobili,  cosmetici,  abiti e appunto auto. Chi acquistava attraverso Genex non andava incontro ai lunghi tempi di attesa.
La Trabant era anche un ottimo investimento,  perché un’auto usata,  ma in buono stato (i pezzi di ricambio costavano poco),  poteva essere venduta allo stesso prezzo di una nuova, si poteva quindi comprare subito senza registrazione all’IFA.
Dal 1957 si iniziò ad importare auto provenienti dal blocco sovietico: dall’URSS la Moskwitch 402; negli anni ’70 la Skoda dalla Cecoslovacchia; la Dacia dalla Romania e la Fiat Uno dalla Polonia.
I tempi di attesa per comprare un’auto nel’ 87 erano però ancora molto lunghi: per una Trabant Limousine (vi erano diversi modelli) bisognava ancora attendere fino a 14 anni.
Caduto il muro e finita la DDR terminò anche la produzione di Trabant,  ormai anche gli ex cittadini dei nuovi Bundesländer avevano la possibilità di comprare l’auto del popolo più famosa (Volkswagen),  anche se magari non avevano i soldi per farlo.
La Trabant non viene più prodotta,  ma non è difficile vederne per strada,  specialmente a Berlino, dove si organizzano gite turistiche a bordo di una Trabbi.

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