L’autunno nel 1989

Il 7 ottobre 1989 la DDR festeggiava il suo 40. anniversario, e anche l’ultimo.

Quello del 1989 viene ricordato come l’autunno delle Friedliche Revolution (rivoluzione pacifica) e della Wende (la svolta), segnato dagli eventi che portarono alla caduta del muro di Berlino.

Già nell’estate 1989 l’Ungheria aveva aperto i suoi confini, permettendo ai cittadini DDR di approfittare delle consuete vacanze estive per lasciare definitivamente il loro paese e non tornare più. Degli eventi che interessarono invece l’ambasciata di Praga e dei ca. 6000 cittadini DDR che raggiunsero la Germania Ovest su un treno attraverso il loro vecchio paese, vi ho già raccontato qui.

Durante l’ultimo autunno della DDR un ruolo fondamentale lo svolse Lipsia.

Già dal 1982 la Nikoaikirche, che si trova nel cuore del centro della città, offriva ogni lunedì una preghiera di pace, durante la quale i cittadini potevano scambiare le proprie idee. Il 4 settembre 1989 ebbe luogo la prima Montagsdemo (manifestazione del lunedí). Terminata la consueta preghiera delle 17 i cittadini si riunivano davanti la Nikolaikirche per chiedere Menschenrechte (diritti umani) e Reisefreiheit (libertà di poter viaggiare). Le parole Freiheit (libertà) e Für ein offenes Land mit freien Menschen (per un paese aperto con uomini liberi) erano presenti sugli striscioni dei manifestanti. Non si chiedeva l’unificazione del paese, si chiedeva solo libertà e libere elezioni, la possibilità di viaggiare e diritti umani.

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Queste manifestazioni avevano luogo sempre di lunedì (da questo deriva il loro nome) perché in quel giorno il pomeriggio i membri del SED erano impegnati nelle riunioni di partito. Ovviamente attiravano però l’attenzione della STASI che reagiva con violenza e arrestando i manifestanti.

Ai giornalisti della Germania ovest non era permesso di raggiungere Lipsia,  ciononostante c’è chi riusci ad intrufolarsi e offrire testimonianza all’ovest di quanto stesse succedendo. La notizia si sparse nel paese attraverso la tv dell’ovest (visibile anche all’est, Dresda esclusa) e anche altre città DDR iniziarono a manifestare contro il governo: Plauen, Rostock, Schwerin, Halle, Karl Marx Stadt, per citarne alcune).

Il 9 ottobre 1989 ebbe luogo la manifstezione che segnó un grande cambiamento nella rivoluzione pacifica. Inaspettatamente parteciparono 70.000 Leipziger alla Montagsdemo. 70.000 cittadini che si riunirono davanti la Nikolaikirche e che percorsero insieme tutto il perimetro del centro di Lipsia, passando davanti la Gewandhaus, la stazione centrale e per il Runden Ecke, dove aveva sede la Stasi. All’inizo del loro percorso, giunti alla Gewandhaus, l’allora Kappelmeister Kurt Masur, insieme ad altri 5 personaggi di spicco della scena culturale e politica della città (tra i quali il segretario regionale della SED Kurt Mayer) lesse una discorso ai suoi concittadini, che fu trasmesso attraverso gli altroparlanti:

Unsere gemeinsame Sorge und Verantwortung haben uns heute zusammengeführt. Wir sind von der Entwicklung in unserer Stadt betroffen und suchen nach einer Lösung. Wir alle brauchen freien Meinungsaustausch über die Weiterführung des Sozialismus in unserem Land (…)

La nostra comune preoccupazione e responsabilità ci ha condotto insieme oggi. Siamo molto colpiti degli sviluppi che stanno avendo luogo nella nostra città e stiamo cercando una soluzione. Noi tutti abbiamo bisogno di uno scambio di opinioni su come possa continuare il socialismo nel nostro paese…

Kurt Masur prosegue il suo breve discorso rivolgendosi ai manifestanti, pregandoli di manifestare pacificamente e a non usare la violenza. Keine Gewalt

8.000 poliziotti e 600 membri della Stasi erano già schierati e pronti per un eventuale attacco.

Per la prima volta personaggi di spicco si esprimono a favore dei manifestati appoggiando questa rivoluzione.

Al Runden Ecke non sapevano come reagire, aspettavano ordini da Berlino, che non arrivarono. La folla continuò il proprio percorso al grido Wir sind das Volk, NOI siamo il popolo, Davanti la sede della Stasi accesero candele, cantarono l’internazionale e chiusero il cerchio attorno al cuore della città tornando al luogo di partenza senza che succedesse il minimo incidente o scontro.

Da questa Montagsdemo il numero dei partecipanti continuò ogni lunedì a crescere: il 16 ottobre erano in 120.000; il 23 ottobre erano in 200.000 e il 30 ottobre in 300.000.
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Motto di queste manifestazioni era diventato Wir sind das Volk. In alcuni volantini venne anche stampato “wir sind EIN Volk”. siamo UN popolo ad indicare l’unità tra i manifestanti, motto che però non ebbe molta diffusione ma che venne usato dall’ovest invece per appoggiare la riunificazione del paese.

Un mese dopo quella famosa manifestazione il Muro di Berlino venne aperto, e da lì a breve cessò di esistere la DDR.

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6 pensieri su “L’autunno nel 1989

  1. Post molto interessante, come tutti gli altri che hai scritto sulla storia e la cultura tedesca. Begli ipocriti gli ungheresi, a vedere come voglione tenerli chiusi oggi, i loro confini, si direbbe che si sono dimenticati della loro, di storia.

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    • Grazie 🙂
      La storia della DDR mi appassiona molto e poi ho vissuto a Lipsia, questi eventi li ho spesso sentiti raccontare da chi era li in quegli anni

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  2. Molto interessante. Sai perché a Dresda non era visibile la TV della BRD?
    Pegida cerca di rifarsi alle manifestazioni del ’89, ma mi pare molto diverso.
    Mi ha stupito che abbiano cantato l’Internazionale: probabilmente si sentivano di sinistra anche loro, no?

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    • io non credo che ripudiassero il socialismo, anzi, era il governo che ormai non era più socialista.

      Nella zona di Dresda semplicemente non riusciva ad arrivare il segnale della TV dell’ovest. Questa zona veniva chiamata Tal der Ahnungslosen, Valle degli inconsapevoli. Erano i più inconsapevoli di quanto accadesse oltre il muro.

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