HappyPo ovvero i culi felici dei crucchi

Che gli italiani si sentano un popolo superiore perché hanno il culo pulito, è un fatto che ho ribadito più volte.

Poco importa quale sia l’argomento del quale si stia parlando, dei mezzi di trasporto super efficienti, delle possibilità di impiego o della sanità o qualsiasi altra cosa in cui si affermi funzionare meglio in Germania che in Italia, gli italiani risolvono e concludono ogni questione con “e ma noi abbiamo il bidet, i crucchi hanno il culo sporco.”

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Due

La notte sogno di andare in giro per negozi. Come pretty woman la seconda volta che prova a fare shopping. Qualsiasi cosa mi provi, mi sta benissimo.

Poi la mattina mi alzo e indosso sempre gli stessi vestiti premaman da quasi un anno. E se provassi ad andare in giro per negozi a rinnovare il guardaroba, mi sentirei come pretty woman la prima volta che esce a comprare i vestiti, ma senza quel mucchio di soldi. Le commesse mi guarderebbero allo stesso modo e con disprezzo mi direbbero che non hanno nulla nella mia taglia.

I vestiti del post parto di Ciccio non mi stanno nemmeno. Avevo preparato un sacco di abiti premaman estivi da dare via, ma mi sa che me li tengo.

La ginecologa mi ha chiesto che metodi contraccettivi intendo usare adesso. Lo ha chiesto mentre avevo delle occhiaie che mi arrivavano alle ginocchia e la maglietta sporca di latte, rigurgito e non so cosa altro. Le ho detto niente, che tanto il crucco dorme solamente nel nostro letto. Credo che come metodo contraccettivo sia abbastanza efficiente. 

A maggio Ciccio farà un pernottamento al kita. Serata di bagordi ho pensato, poi ho abbassato lo sguardo e ho visto il crucco che ciucciava la Minna. 

Le altre mamme del Pekip che hanno solo un figlio, mi guardano con invidia che “tanto per me è tutto più facile perché sono già esperta”. Lo dicevano mentre tutte truccate, capelli sciolti e magre si lamentavano che i bimbi già alle sei erano svegli dopo aver dormito tutta la notte. Io non dormo tutta la notte da 4 anni, uso quintali di copri occhiaie per non far paura alla gente e i capelli sono sempre e solamente legati. Si, è più facile perché sono meno apprensiva, non vado al pronto soccorso al primo starnuto e non mi metto a piangere coi sensi di colpa se gli devo tirare via il muco dal naso. Ma devo stare attenta che il grande non ammazzi il piccolo dandogli un pezzo di carota o saltandogli addosso o nel tentativo di prenderlo, che non sia geloso, giocare con lui mentre l’altro è attaccato al seno, sforzarmi di non avere sensi di colpa se devo cambiare il pannolino e dire “adesso non posso giocare con te”.

Quando dissi al mio medico di base che ero incinta, mentre mi prescriveva i farmaci per la gastrite, lei si mise a ridere e mi disse “se con uno sei stanca, con due sarai distrutta”. Ecco non è più facile, è doppiamente stancante, la stanchezza e la mancanza di sonno mi distruggono.

Ma tutte le occhiaie, i chili di troppo e la stanchezza passano quando li guardo. Specialmente se stanno dormendo. Nel loro letto.

Come comportarsi quando nasce un bimbo (non tuo)

In questi due periodi post parto ho avuto modo di osservare comportamenti da parte di amici, conoscenti e parenti che non ho ritenuti adeguati. Con questo post voglio aiutare amici e parenti di future partorienti o neomamme a non commettere gli stessi errori e fondamentalmente a non scassare il cazzo. Continua a leggere

Bugie e cose non dette sulla gravidanza

Sulla gravidanza si sanno i soliti stereotipi e cose per “sentito dire” dette e ridette e ripetute all’infinito. Ci sono cose verissime e altre che non so perché vengono taciute o addirittura storpiate, falsificate, come se ci fosse una congiura tra le mamme, che non devono “fare sapere” alle future madri.

Ciò che ognuno di noi sa, è che una gravidanza dura 9 mesi, all’inizio possono esserci nausee, qualche acciacco, cresce la panza e poi si partorisce con sommo dolore. Basta. Continua a leggere

#fattiingravidareday

La campagna #fattiingravidareday del ministro Lorenzin non aggiunge nulla di nuovo a quanto ogni donna in Italia si sente dire frequentemente. In pratica ha messo insieme tutte le frasi che mamme, nonne, zie e conoscenti (guarda un po’ praticamente quasi sempre di sesso femminile) dicono alla povera malcapitata: Continua a leggere

Per fare un figlio #fertilityday 

Per fare un figlio ci vogliono un uomo e una donna. Anzi detta meglio ci vogliono ovuli, utero e spermatozoi.

Per fare un figlio, oltre la natura e la scienza, che interviene li dove la natura pecca, ci vuole la volontà. Non è una cosa così scontata. Un figlio è per sempre. È una responsabilità enorme, ti sconvolge la vita, te la modifica, cambi tu e le tue prospettive. C’è chi vuole essere stravolto e chi no, o magari vuole esserlo in altro modo. Sono scelte personali, di una coppia, che riguardano solo loro e basta. Il mondo è pieno di genitori che sarebbe stato meglio di no. Continua a leggere