na vasata

Mio nonno aveva un negozio di mobili in via Oreto. In realtà non era suo, ma lo gestiva insieme ai fratelli di mia nonna. Noi ai tempi abitavamo in via Bergamo, che è una traversa di via Oreto. Capitava che se il pomeriggio uscivo con mamma a fare la spesa o altro, al ritorno si passava dal negozio a salutare il nonno.

“Dai un bacio al nonno”
E io il bacio al nonno glielo davo pure volentieri, nonostante mi lasciasse una striscia da lumaca sulla guancia, perché volevo bene al nonno.
Il problema era che poi dovessi baciare a ruota tutti gli zii di mia mamma che lavoravano li, fin quando non ci fu sciarra e si divisero in due fazioni, ovvero in due negozi, adiacenti, che vendevano esattamente le stesse cose. Bho. Meno persone da baciare.
Tra le cose che non perdonerò mai ai miei genitori ci sono il non avermi comprato il dolce forno, la casa di Barbie e l’avermi costretta a baciare la Mazzarò, chiamata così dal racconto di Verga, per il suo attaccamento alla Roba. La zia, credo moglie di uno dei fratelli di nonna, era spesso in vetrina, assitata, mimetizzata tra gli altri mobili esposti. L’unica differenza coi mobili era il fatto che vi fosse un movimento appena percettibile del petto e il fatto che sudasse. Tantissimo. E aveva la barba. E io dovevo baciarla.
Tutti noi abbiamo avuto sicuramente una Mazzarò in famiglia. E se non era lei, la persona da dover essere baciata da me, c’era sicuramente qualche altra zia, zio o meglio prozii ma ci metto pure conoscenti, che evidentemente aspettavano di umettarsi le labbra per lasciare un striscia sulle mie guance.
Perché noi siciliani ci baciano tanto. Lo sapeva pure Andreotti che siciliano non era. Se da bambini si è costretti, da adulti ormai diventa un gesto spontaneo. Un bacio le ragazze, due per i ragazzi.
Che io dico, piuttosto che tutto sto scambio di bave non ci sarebbe un’alternativa tipo “Giulia, batti il 5 al nonno”? Sarebbe meglio, no?
In Germania non si usa baciarsi con tutta questa frequenza. Normalmente gli amici tra di loro si salutano abbracciandosi, ma non sempre. Ora, non so se avrei preferito abbracciare la Mazzarò anziché baciarla, probabilmente battere il 5 sarebbe stata una valida opzione, però qui nessun bambino viene costretto a baciare o abbracciare. E non è questione di freddezza, è questione che ognuno ha bisogno di una certa distanza dal proprio interlocutore per sentirci a suo agio. Questa distanza varia da cultura a cultura e in base alla relazione tra i due interlocutori.
Io sono evidentemente nata crucca.

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