PFAND- il vuoto a rendere in Germania

Ogni tanto su Facebook gira qualche video sulle macchinette automatiche dei vuoti che si trovano nei supermercati tedeschi. Infili le bottiglie una ad una e alla fine viene rilasciato uno scontrino con indicato un importo che può essere riscosso alla cassa o decurtato dalla spesa.

Ma come funziona esattamente il vuoto a rendere?

Esistono due tipi di Pfand: quello relativo alle bottiglie usa e getta Einwegpfand, ovvero quelle di plastica leggera; e quello relativo alle bottiglie di vetro o plastica dura, che possono essere riutilizzate più volte, Mehrwegpfand. Si calcola che le bottiglie di vetro possono essere lavate e riutilizzate per 50 volte, mentre quelle di plastica dura per circa 25 volte. Queste bottiglie sono facilmente riconoscibili perché hanno una striscia al di sopra e una al di sotto dell’etichetta, e sono i segni di ciò che rimane dal lavaggio. Le prime bottiglie appartenenti a questo gruppo furono in Germania quelle della Coca Cola, che introdusse questo sistema nel 1929.

Per le bottiglie Einwegpfand si ricevono indietro 0,25€, fanno eccezione i prodotti Schweppes che invece restituiscono 0,10€.

Per quanto riguarda invece le bottiglie Mehrweg non esiste una legge a proposito e anche la simbologia sulla bottiglia può essere differente (Mehrweg, Mehrwegflasche, Blauer Engel…), gli importi sono stati, per convenzione, stabiliti come segue:

Birra, indifferentemente dalla grandezza: 0,8€

Acqua: 0,15€

Barattoli di miele: 0,50€

Vino: può variare tra i 0,2 e i 0,5€

La macchinetta del PFAND legge e riconosce l’etichetta ed in base a questa distrugge o mette di lato la bottiglia. Le bottiglie rimaste sane vengono poi riportate al produttore e preparate per un nuovo utilizzo.

Non rientrano nel sistema tutte le bottiglie importate dall’estero. Quindi se patriotticamente tenete ad acquistare la San Benedetto, sappiate che le bottiglie potete buttarle nella raccolta differenziata.

Secondo alcune associazioni ambientaliste il sistema del Mehrwegflasche ha senso solamente se il prodotto proviene dalla regione o entro un raggio di 100km, altrimenti i costi del trasporto e l’energia necessaria sarebbero troppi e si inquinerebbe comunque parecchio.

Le bottiglie non devono essere necessariamente restituite nel negozio dove si sono acquistate, ogni negoziante è tenuto a prenderle e restituire i soldi del vuoto, a meno che la superficie dell’esercizio non sia inferiore ai 200mq e per ovvi motivi di spazio non può prendere tutti i tipi.

Non tutte le bottiglie vengono però restituite. A volte per problemi logistici, se per esempio siete solamente di passaggio e acquistate da bere in una stazione di servizio, o per pigrizia, se il sabato sera bevete per strada e non vi va di cercare uno Späti aperto, le bottiglie finiscono nei cestini dei rifiuti urbani.

Si calcola che ogni anno vengono buttate Pfandflaschen per un valore di circa 172 milioni di euro. Il vuoto a rendere segna così il confine tra chi si può permettere economicamente di buttare le bottiglie e chi invece ne vede un bene prezioso e importante tanto da spingerlo a rovistare nell’immondizia. È il confine tra i benestanti e i poveri.

Non è raro, specialmente la sera e i fine settimana, incontrare i Pfandsammler (letteralmente raccoglitori di vuoti) che carichi di sacchi per la spesa, rovistano tra l’immondizia. Fu nel 2011 che il grafico berlinese Matthias Gomille, assistendo all’ennesimo Pfandsammler che scavava tra i rifiuti, decise di agire. In un post su Facebook invita gli utenti a non gettare le bottiglie ma di metterle di fianco ai cestini dei rifiuti cittadini. La risonanza fu così grande che il grafico creò un logo per diffondere sempre più questa richiesta. Nasce così il movimento “Pfand gehört daneben” (i vuoti vanno di fianco), portato ancora avanti oggi dai fondatori della amburghese Fritz Kola. In questo modo non si compie solamente un gesto di solidarietà verso i Pfandsammler, ma si contribuisce anche alla salvaguardia dell’ambiente.

Alcuni comuni, tra i primi Bamberg, hanno inoltre dotato i cestini dei rifiuti di anelli dentro i quali si possono infilare i vuoti, in modo da non lasciarli a terra.

Il fenomeno dei Pfandsammler è stato analizzato nel 2014 dal sociologo Sebastian J. Moser, il quale vede nella causa non solamente l’esigenza economica. Tra i Pfandsammler ci sono molti pensionati o persone che vivono si sussidio, che hanno quindi fonti di sostegno. Ogni mese riescono a racimolare grazie ai vuoti circa 100- 150€. Per loro raccogliere i vuoti è un compito, una routine, un modo per riempire la giornata.

Ma i Pfandsammler hanno trovato anche un modo per ricavare di più dai vuoti, un metodo che secondo la rivista economica Capital crea un danno di circa 40 milioni l’anno.

Chi compra Einwegflasche al dettaglio paga 25 centesimi per il Pfand, che gli vengono poi restituiti non appena la bottiglia viene restituita. In questo caso non si paga IVA sul vuoto. Chi invece compra all’ingrosso paga sul Pfand l’IVA di 5 centesimi, in totale ne paga quindi 30 a bottiglia più il costo della bibita. Poiché ogni negoziante è tenuto a prendere il vuoto (vedi sopra), è possibile comprare al dettaglio e restituire in un negozio all’ingrosso guadagnandoci così 5 centesimi. Al negoziante ciò non reca alcun danno, ma al fisco si.

Adesso sapete come funziona il vuoto a rendere, come liberarvi delle bottiglie facendo così un’offerta ai più bisognosi e a farlo nel modo più gentile verso di loro.

E soprattutto a non schiacciare le bottiglie di plastica se siete ospiti a cena da amici in Germania 😊

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6 pensieri su “PFAND- il vuoto a rendere in Germania

  1. Hai dimenticato di dire che nei luoghi molto frequentati, d’estate, esiste una tipologia di Pfandsammler professionisti, che girano con borse da spesa a rotelle tra gruppo e gruppo di bevitori svaccati sull’erba e guardano intensamente gli stessi finché non cedono il malloppo 🙂

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  2. Anche qui a Montreal c’e’ all’incirca lo stesso sistema e, seppur in modo meno organizzato, anche qui anziché restituire i vuoti al supermercato li si lascia praticamente pronti per quelli che li raccolgono e tirano a campare con i soldi ricavati. A me sembra una buona cosa.

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