Nessuno è italiano

Prima o poi doveva succedere. Una delle maestre del piccolo crucco molto spaventata mi fa presente che proprio sopra l’osso sacro, il bambino ha un ematoma. Per fortuna non ha chiamato lo Jugendamt accusandoci di maltrattamenti, così ho potuto spiegare che non si tratta di un ematoma.

Non vi ho mai raccontato di non avere foto del crucco appena nato. Non abbiamo fatto le foto in ospedale e le cartoline da mandare ad amici e parenti, come si usa qui, perché volevo che queste immagini restassero solamente nella mia mente, in nessun negativo, nessuna cartolina, nessun cellulare. Quando Ricky è nato era praticamente arancione per via dell’ittero. Lo sforzo e la pressione del parto gli hanno reso lividi la zona intorno le labbra e gli occhi. Con la terapia il colorito è migliorato, le macchie sugli occhi hanno impiegato del tempo per assorbirsi. L’arancione della pelle si è sbiadito in giallino per poi prendere un colorito normale. Nella zona sacrale sono però comparse parecchie macchie blu. Si dice che oltre il 90% della popolazione asiatica abbia queste macchie. Ne parla pure Tiziano Terzani in “un indovino mi disse”:

La studentessa di francese mi parlò della macchia mongola, uno strano segno nella pelle, giusto sopra l’osso sacro, con il quale quasi tutti i mongoli vengono al mondo: una conseguenza del fatto che per secoli sono andati a cavallo, disse. Sua nonna le aveva raccontato che a volte anche in Europa ci sono dei bambini che nascono con questa macchia: una traccia lasciata dagli uomini di Gengis Khan arrivati fin là dai tempi delle loro conquiste. Secondo la cultura sciamanica, la macchia sulla pelle sarebbe originata dallo spirito di una nonna fantasma che si occupa delle nuove vite. È lei a prendere per i piedi il bambino, a tirarlo fuori dal grembo materno, a sollevarlo rovesciato e a picchiarlo sopra il sederino, per aprirgli il respiro. Il bambino grida, e inizia a vivere. Quelle sberle fanno ricordare a chi nasce che bisogna respirare (e piangere) e lasciano un segno che è il marchio dei discendenti della stirpe dei mongoli: una macchia blu, blu come un livido. Una firma che è un segno di appartenenza.

Il piccolo crucco è quindi crucco (altrimenti non si chiamerebbe così), è italiano, ha sicuramente origini arabe e normanne (il nonno è biondo con gli occhi azzurri) e probabilmente anche asiatiche. Da oggi lo chiameremo Genchis Ricky Kahn.

Questo per dirvi che nessuno è italiano. Il nostro DNA non mente.

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3 pensieri su “Nessuno è italiano

  1. Già …..” Per fortuna non ha chiamato lo Jugendamt ” …. è un po come molti in europa dicevano prima degli anni 40 …ma anche dopo … per fortuna che non ci hanno preso le ss . E’ vergognoso che esista un tale ente in Germania che distrugge intere famiglie anche solo per una macchia sulla pelle o per molto meno , se poi hai la disgrazia di portare i tuoi figli in Germania ed essere adocchiato dallo Jugendamt ( parola che nasconde persone in carne e ossa ) allora scopri l’orrore tedesco , peggio se i tuoi figli sono mezzi tedeschi e ti separi dal o dalla tedesca … allora scopri un mondo fatto di leggi strane , dove per tutelare il bene del bambino ( Kindeswohl ) ti escludono con le motivazioni più assurde , l’importante è che i bambini crescano ” tedeschi ” …. sarei felice di essere smentito …

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