Il progetto Lebensborn

Tra i tanti orrori compiuti durante il regime nazista, ce n’è uno del quale si parla poco: il progetto Lebensborn (sorgente di vita).

Il progetto nasce a fine 1935 con l’idea di generare nuova vita che assicurasse il futuro della razza ariana.

Le famiglie dei membri SS erano già parecchio numerose, ma l’aborto da parte di donne non sposate era abbastanza diffuso. Si tratta per lo più di donne che avevano una relazione con membri della SS e che per non rovinare il nome del loro amante preferivano abortire. In questi aborti Himmler vedeva una grossa perdita per la razza ariana e cercò di porre rimedio.

Tra il 1936 e il 1945 furono create oltre 20 cliniche Lebensborn che avevano il compito di prendersi cura della donne incinta, di assisterle durante il parto e prendersi cura del bambino. In ogni clinica era presente un ufficio anagrafe e veniva assicurato l’assoluto anonimato alla donna, nessuno al di fuori della clinica sarebbe venuto a conoscenza della gravidanza. Una volta partorito, la donna avrebbe lasciato il bambino all’istituto. I bambini potevano essere affidati, lì dove possibile, a famiglie dei membri SS. Il padre naturale aveva l’impegno di aprire un libretto di risparmio sul quale ogni mese avrebbe dovuto versare 10 Reichsmark, somma sarebbe servita per il sostentamento del bambino.

Le cliniche Lebensborn non furono aperte solamente all’interno della Germania, ma anche nei territori occupati come per esempio Norvegia, Francia, Olanda e Belgio, poiché non di rado uomini dell’esercito avevano relazioni con donne del luogo. I bambini nati da queste relazioni dovevano crescere all’interno degli istituti Lebensborn per venire educati ai valori e principi nazisti. Voci mai confermate, a causa di assenza di prove, sostengono che questi istituti organizzassero incontri tra donne selezionate e soldati con il solo scopo di ingravidarle.

Si calcola che nei soli Lebensbornheim tedeschi nacquero tra il 1936 e il 1945 circa 8000/9000 bambini, un numero esatto non si può avere perché tutti i documenti a riguardo furono distrutti.

Poco dopo la creazione e l’attuazione del progetto, Himmler si rese conto di non ottenere i risultati sperati, nascevano pochi bambini rispetto a quanto preventivato, decise quindi di agire diversamente: ordinò di portare dall’estero bambini che potessero soddisfare i canoni ariani, questi bambini avrebbero assunto una identità tedesca e sarebbero cresciuti in Germania. Dal 1942 si iniziò a cercare tali bambini nei territori polacchi e cechi. Un esempio di questa barbarie è il massacto presso la cittadina di Lidice (Repubblica ceca): tutti gli uomini al di sopra dei 15 anni furono uccisi, i bambini separati con forza alle loro madri e portati in Germania. Il nome veniva poi sempre tedeschizzato e eliminata ogni traccia dell’origine del bambino, per venire poi affidati a famiglie dei membri SS. I bambini che non soddisfacevano i criteri (chi per esempio si ostinava a parlare la propria lingua), venivano portati nei campi di sterminio.

Terminata la guerra i responsabili del progetto (tranne Himmler che si suicidò) furono processati, ma a causa di mancanze di testimonianze e prove, furono condannati non per il progetto in sè quanto per aver aderito al nazismo.

Dopo la guerra questi bambini e le loro madri subirono persecuzioni e maltrattamenti. Specialmente la Norvegia si dimostrò molto dura. Le madri vennero ripudiate dalla famiglia e persero il lavoro. Nel 1945 si calcola che circa 1000 donne furono rinchiuse nei campi di concentramento. Il governo norvegese emanò una legge retroattiva che annullava il diritto di cittadinanza ad ogni donna che avesse contratto matrimonio con un tedesco nei 5 anni precedenti. Molti bambini furono rinchiusi in istituti psichiatrici e maltrattati.

Nel 2007 fu tentata una causa contro il governo norvegese alla corte europea dei diritti dell’uomo, ma senza successo.

Andò invece meglio ad Anni Friday Sanno Lyngstad, la cantante bruna degli ABBA, la bambina Lebensborn più famosa. Nata in Norvegia, fu allontanata e cresciuta dalla nonna in Svezia.

Negli ultimi anni sono comparsi alcuni libretti di risparmio dei quali vi dicevo sopra, in cerca del loro legittimo proprietario. Chi si è visto recapitare questo libretto per posta, ha potuto scoprire qualcosa di più delle proprie origini.

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