Coso e cosa

Papà mi ha sempre chiamato pupetta. A volte pupettina. A quasi 40 anni mi chiama ancora così. E poi ancora Giulietta, Giuliettina…quando i miei genitori si riducono ad un semplice “Giulia” significa che mi attende un cazziatone.

Nella famiglia dei nonni materni si usavano ancora le nciurie e se vi hanno triturato le palle all’ultimo anno di liceo con Verga, sapete di che parlo. Mia nonna era “la grossa” non semplicemente perché di proporzioni mastodontiche, ma perché la più grande tra i fratelli. Aveva due sorelle: la Longa (e qui dovreste ricordarvi Verga) e la gnoccola. Il marito della Longa era birrittedda perché chiamava così le birre piccole delle quali doveva andare ghiotto. Il marito della gnoccola era maccarruni. Mia nonna era sposata all’americanu, non che mio nonno provenisse dagli USA, ma per il gusto un po’ kitsch e i soldi che spendeva in novità per la casa. I nonni furono tra i primi ad avere la tv e la lavastoviglie (anche se non credo la nonnaa usasse), avevano il pavimento in marmo rosa e soprammobili poco probabili tra i quali un mezzo busto dello scugnizzo.

Mia nonna, la grossa, aveva 3 figlie femmine e 3 nipoti femmine, gli altri nipoti erano tutti maschi. Prima di riuscire a dire il mio nome diceva quello delle figlie, delle altri nipoti e infine si arrendeva. “Lia, Netta, Diana, Valentina, Astrid….Comu schifiu ti chiami”

Come schifiu ti chiami era il mio nome.

Non era, il suo, un modo per disprezzarmi, passava tutti i pomeriggi con noi e mi lasciava sbirciare nella sua borsa alla ricerca di una elah alla liquirizia e latte. Proprio aveva troppi nomi da ricordare.

Nelle mie estati da bambina passati nei vari campeggi sparsi tra Sicilia e Europa, socializzavo e giocavo con bambini provenienti da ogni dove, di qualsiasi nazionalità. Ma come mia nonna, non avevo talento nel ricordare i nomi: Coso e Cosa diventavano così i miei compagni di gioco.

Il mio compagno lo chiamo Zito, i miei figli Ciccio e piccolo Crucco.

I Kosenamen sono i nomignoli che i tedeschi danno ai propri figli o innamorati.

La maggior parte dei Kosenamen sono di derivazione animale:

Hase, lepre. Anche nelle varianti Hasi, Häschen e Hasimaus.

Maus, topo. Anche nelle varianti Mausi e Mäuschen.

Schnecke, lumaca.

Bärchen, orsacchiotto. Anche nella variante commestibile Gummibärchen, orsacchiotto di gomma.

Biene, ape. Anche Bienchen.

Ci sono poi i diffusi Schatz/ Schatzi/Schatzelein, tesoro/tesorino; e Engel/ Engelchen, angelo/angioletto.

Il mio vezzeggiativo preferito è però Stern in meiner Nudelsuppe, stella nella mia minestrina.

Che però conoscendo i tedeschi sarà scotta. Praticamente sciolta.

E voi che nomignoli usate?

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9 pensieri su “Coso e cosa

  1. Per mia mamma (Mutti), io sono Ninnisilvia, mia sorella Ciccidani (a 50 anni suonati…).Per mia sorella e i miei cugini sono Silviotta. Per la mia amica d’infanzia Silvy (con l’accento). Mio figlio per noi è ancora Marcolino o Ciccio, come il papà.Se sono presenti entrambi uno è Cicciomarco, l’altro Cicciostefi.Io sono Mu, Ma o Lamamma (tutto attaccato).

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  2. Il piccolo chiama il grande Caca’, con l’accento sulla A che in francese vuol proprio dire..ci siamo capite 😀
    Il grande chiama il piccolo “il mio bébé” o TanTan.
    Noi siamo i Koala e mio marito lo chiamo Koà, sempre con l’accento sulla a.
    I bambini sono chiamati affettuosamente i Cicci, detti anche il Teppa e Attilino. Io pero’ li chiamo anche pastrocchietto, pulcino, pidocchietto e qualsiasi altra cosa mi venga in mente.

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