Geograficamente parlando 

Oggi una foto su Instagram ritraeva le pecorelle di pasqua e sotto veniva riportato #marzapane.

La foto e l’hashtag erano un ossimoro. Non andavano d’accordo fra di loro, facevano a cazzotti, la pecorella si incazzava in siciliano e l’hashtag rispondeva in tedesco.

Il marzapane è per me il materiale col quale è fatta la casa della strega di Hänsel und Gretel, che se si fossero invece chiamati Salvatore e Carmela avrebbero mangiato una casa di pasta reale, ma chi ha messo per iscritto questa favola furono i fratelli Grimm e scelsero il Marzapane. 

Il dolci di Marzapane sono tipici di Lubecca. A Natale si può mangiare una versione dello Stollen col Marzapane che è anche ingrediente base dei Dominosteine.

Per i morti la frutta in Sicilia è invece fatta di pasta reale che a pasqua invece prende forma di pecorelle e agnellini. La frutta martorana non può essere fatta di Marzapane. I siciliani non la conoscono nemmeno questa parola, che quando ho letto per la prima volta di Hänsel und Gretel io mica l’ho capito che cosa stessero mangiando.

Che poi è come quando i settentrionali parlano del nostro gelato con la “brioche” e invece si chiama brioscia e la differenza sta nel tuppo. E nel gelato, che non viene venduto a palline. 

La domanda del gelataio non è “quante palline” ma “con o senza panna?”. 

Con panna. Molta panna.

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