Di püre e Kartoffelbrei

Uguale se Ciccio ha ancora solamente la carta di identità italiana, lui è crucco, a tavola lo è. Dovrebbero dargli la cittadinanza crucca solo per il modo in cui mangia.

Se io sono cresciuta a pani ca meusa, lui è ghiotto di Leberwurst, che fa una puzza che in confronto le stigghiola sono chanel n.5. Io con amore gli spalmo questo Wurst di fegato sul pane, trattenendo conati di vomito.

Mangia volentieri Wurst di ogni tipo e forma, alla pasta con salsa preferisce la pasta “squarata” che gli propinano al kita.

Qualche settimana fa eravamo ad un picnic organizzato dal kita, ognuno di noi ha portato qualcosa da mangiare. Ora, sapendo che tra i genitori ci sono anche italiani, io da crucco non mi permetterei mai di portare della pasta. È come se io mi fossi presentata con dei Kartoffelklöße, ma questi piatti li lascio volentieri preparare a loro.

Tra le varie pietanze c’erano varie insalate di pasta (i crucchi usano quelle che papà chiama “lingue di passero” per fare l’insalata di pasta. La prima volta mi era parso riso, ma ora non mi fregano più) e della pasta asciutta squarata, senza condimento, tutta appiccicata e bella vuncia  (gonfia, scotta) da condire con varie salse tra le quali una bottiglia di Ketchup.

Ciccio ha ovviamente optato per la pasta squarata, nonostante noi gli indicassimo almeno l’insalata di pasta, ma non col ketchup  (magari), senza nulla.

Io a volte lo guardo mangiare tipo film horror, con le mani davanti gli occhi, ma che intravedo qualcosa attraverso le dita. Non può essere nostro figlio.

Tra i suoi cibi preferiti ci sono poi le patate, uguale come*. La sera poi vuole solo püre, anzi pülè. Ne mangia così tanto che per stanchezza abbiamo ripiegato su quello in busta, vi consiglio a proposito quello di lidl, che nel frattempo ci siamo fatti una cultura in merito.

L’altra sera ha però stupito Zito, perché non ha chiesto il solito püre e suo padre tutto contento è venuto da me dicendo che finalmente voleva mangiare altro.

“E cosa vorrebbe?”

“Kartoffelbrei”

Come spiegargli che Kartoffelbrei altro non è che püre, anzi pülè???

*delle mie amiche mi hanno fatto notare come questo espressione sia poi una traduzione di “egal wie” dal tedesco. Sono crucca anche io senza accorgermene

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