(Alb)Traumjob

Ieri un mio collega mi ha chiesto se questo è il mio Traumjob (lavoro dei sogni). Era durante la pausa pranzo, io stavo per gustarmi il mio bel gattò, quando improvvisamente non avevo più fame.

Evito spesso di pensare a domande esistenziali tipo “è questa la vita che volevo?” o “riuscirò ad entrare nei miei vecchi jeans e a mettere il bikini mai messo comprato nell’estate 2012?” o “che mangiamo stasera?” che è una domanda che ci faceva sempre mio padre e che oggi mi ripete quotidianamente Zito. Evito quindi di pensare al lavoro e cerco solamente di durchhalten, resistere.
La parola Traumjob è poi per me un ossimoro. Non riesco proprio a comprendere come la parola “lavoro” possa essere associata ai sogni. Io, se sogno il lavoro, ho incubi, la mattina mi sveglio più incazzata del solito, perché almeno nei sogni vorrei essere libera e leggera  (e magari magra) e non dover pensare a dove già trascorro oltre otto ore al giorno. Almeno nei sogni voglio fare vacanza, partire, correre con Ciccio senza stancarmi e ridere a voce alta.
Il lavoro lo associo al siciliano travagghiari e conseguentemente al travaglio, ad un dolore fisico, che ti lacera dentro  (e non solo), che speri solo finisca presto, che nel caso del parto dura solo ore che sembrano interminabili, nella vita normale dura anni che sono tutta la tua vita, o quasi.
Non può essere un Traumjob, è solo un Albtraumjob  (Albtraum =incubo).
Non può esistere un lavoro dei sogni per me, può esserci un lavoro che fa meno schifo, ma non esiste la possibilità di guadagnare con ciò che mi piace fare.
Posso affermare che allo stato attuale questo lavoro non è male, è sicuramente un miglioramento rispetto a prima. Non ho più le cuffie alle orecchie otto ore al giorno, non devo più  rispondere alle domande, pensare la so, la so, la so e premere il bottone per dare la risposta. Posso bere da un bicchiere normale senza coperchio, fare pausa quando lo ritengo necessario e posso gestire gli orari come meglio credo. Il lavoro è poi in effetti interessante e utile, ma definirlo da sogno mi sembrerebbe esagerato.

Quanti anni ancora durerà questo travaglio?
Meglio non farsi domande e mangiare il gattò.

Annunci

8 pensieri su “(Alb)Traumjob

  1. Sottoscrivo!
    E meglio non chiedersi per quanto ancora durerà…io rabbrividisco solo all’idea! Il Socio sostiene di voler lavorare per al massimo altri 10 anni e poi basta, qualcosa di diverso “s’ha da ffà!” – mah !
    Io intanto penso solo al massimo a dopodomani, che sennò mi viene l’ansia.
    p.s. ma a te non fanno incazzare quando ti chiedono cosa si mangia per cena/pranzo???!!! uff…..

    Liked by 1 persona

  2. Neanche a me piace dover lavorare ma, purtroppo, e’ un male necessario. Pero’ credo che, se fai un lavoro che davvero ami, aiuti a sopportare l’obbligo del lavoro in se’. Purtroppo io non ho avuto la possibilita’ di ambire al lavoro che volevo davvero fare per vari motivi e, anche se il lavoro che faccio adesso mi piace e, soprattutto, non ho nessuno che mi sta col fiato sul collo, non potro’ mai dire che era quello che volevo fare. Speriamo di vincere alla lotteria 🙂

    Liked by 1 persona

  3. Quanto mi trovi d’accordo! Ho resistito per anni anch’io senza farmi troppe domande e nel momento in cui ho iniziato a farmele è andato tutto in pezzi! Una buona cosa rimettersi in discussione, solo che non mi aspettavo sarebbe stata così dura! Una cosa è certa, cominciare è sempre una buona cosa 😉
    Un abbraccio e sogni felici!

    Liked by 2 people

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...