Hanno (ri)messo il tram a Palermo

A Palermo il tram c’era.
Non so quando e se volessi saperlo guarderei su Wikipedia, ma ad un certo punto lo hanno tolto.
Di questa scomparsa rimasero alcuni rari segni sull’asfalto. A piazza Giulio Cesare me li ricordo ancora, che mio padre mi diceva “vedi? Qui ci passava il tram” e io bho, manco sapevo come era fatto il tram, chi lo aveva visto mai?
Poi abbiamo viaggiato tanto, visti tram, metropolitane, underground e ubahn e sbahn e bus funzionanti e piene di gente di ogni tipo e classe sociale. E a Palermo solo il bus, se e quando eri fortunato.

Io a Palermo guidavo l’auto. La patente non la presi a 18 anni, aspettai di finire al liceo, un anno dopo e di sentirmi dire che la mia patente sarebbe stata speciale, dove speciale non è però un aggettivo bello, ma significa che sei monco, sordo, cieco o altro e che quindi paghi più degli altri e fai più rinnovi rispetto a quelli “normali”.
A quasi vent’anni ho avuto la patente speciale.
A 26 me l’hanno rubata, io abitavo in Germania ed ero pure iscritta all’aire. Alla motorizzazione hanno impiegato tipo un anno per capire sta cosa che la Germania è estero e che non potevano mandarmi una patente nuova, e quindi ne richiesi una all’Ordungsamt di Lipsia. Ai tempi la patente crucca non scadeva e non richiedeva rinnovo, ora si. Ma la mia non scadrà mai.
E così ho una carta di identità italiana e una patente crucca nel portafoglio.
Solo che io non guido. Non guido da 10 anni.
Non guido da 10 anni perché qui ci sono i bus, i tram, le sbahn e le ubahn e se non fossi tanto pigra, anche le piste ciclabili.
Fino a qualche anno fa Zito aveva ancora la sua auto, perennemente posteggiata. Poi l’ha venduta.

Della storia del tram non mi sono interessata molto, perché sono scettica, non verso il tram ma verso i palermitani. Sono scettica sul fatto che lo useranno o meno. A rafforzare il mio scetticismo cosmico ci sono alcuni commenti che ho letto qua e là.
Alcuni palermitani si lamentano che le carreggiate del tram hanno ristretto le strade e che ciò provocherà più traffico. Geni che non siete altro, lo scopo del tram (che guarda caso è stato chiamato Genio, perché lui lo è, voi no) è proprio quello di smaltire il traffico e conseguentemente rendere le strade più libere.
Altri si lamentano che per andare al lavoro devono “addirittura” fare un cambio. Ora io proprio non capisco perché, ciò che nel resto del mondo è vista come normalità, debba essere a Palermo una tragedia di dimensioni enormi.
Ora vi spiego la differenza tra usare un mezzo proprio di locomozione e un mezzo di trasporto pubblico, ovvero come in questi 10 anni senza auto, la mia vita è cambiata in meglio.

Se prima passavo ore nel traffico mattutino della circonvallazione nella sola compagnia della mia radio, ora posso leggere, scrivere, fare incontri casuali, fare il percorso insieme a colleghi, bere un caffè. Il tragitto lavoro-casa non è più un semplicemente spostamento del mio enorme culo da x a y, ma è tempo che uso per me stessa. Non è stressante come può esserlo guidare un auto e non devo cercare posteggio.

L’abbonamento annuale ai mezzi di trasporto Berlinesi (traghetti inclusi) costa circa 60 euro al mese. Non ho altri costi aggiuntivi. In un’auto va pagata l’assicurazione, il bollo, revisione, carburante, e vi sono sempre spese inattese. Come ogni famiglia italiana media riesca a permettersi almeno un’auto per me è un mistero, sul serio. Non so quanto costi l’abbonamento AMAT, di certo meno di un’auto.
Ovviamente non ho bisogno di un seggiolino per Ciccio e posso portare il passeggino dove voglio.

La scusa “e ma tanto non funziona” è un cane che si morde la coda. Non funziona perché si vendono pochi biglietti, si vendono pochi biglietti perché non funziona.
Se poi gli automobilisti rispettassero le corsie preferenziali sarebbe una cosa buona.

Credo che l’AMAT debba fare molte migliorie, tra le più banali ci sarebbero: mettere un cavolo di display che ti dice qual è la fermata bus successiva, che se non sono di Palermo non lo so mica; mettere una biglietteria su ogni mezzo che ogni volta devo cercare “un tabacchino avanti che chiude”; mettere tabelle orarie, se poi vengono rispettate ancora meglio.

Io non so se questo Genio di un tram avrà successo, ma glielo auguro. Mi auguro che per una volta, una sola fottutissima volta, i palermitani smentiscano il mio scetticismo cosmico.

questo post è stato scritto durante il percorso Griebnitzsee – Feuerbachstraße sulla S1 dal lavoro a casa.

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9 pensieri su “Hanno (ri)messo il tram a Palermo

  1. I tram a Palermo c’erano fino a metà degli anni 40, cioè fino alla seconda guerra mondiale; dopo, non so il perché, li hanno tolti anche se,per gran parte della città, rimasero le rotaie. Restarono in circolazione oltre che gli autobus, anche i filobus. Erano numerose le linee di filobus e tutte avevano il capolinea alla stazione centrale. Il filobus arrivava anche a Mondello. Non inquinavanzo, erano anche silenziosi ma, chissà perché, poi,verso la fine degli anni 60, tolsero anche questi per cui rimasero solo i puzzolenti e rumorosi autobus

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  2. A Novembre ero a Palermo. Con i miei siamo andati a mangiare una brioscia (si, brioscia) col gelato da Ciccio alla stazione. Sabato pomeriggio, saranno state le 18,30.
    Tram (erano le corse di prova credo) fermo al semaforo di Corso dei Mille per girare verso la stazione. Cinque minuti e non gira, dici minuti e non gira. Nel frattempo capannello di gente intorno al tram.
    Ci avviciniamo per capire perchè sto benedetto tram non gira. Macchina parcheggiata sulle rotaie.
    Il tizio è arrivato dopo 45 minuti dicendo “eh va beh, sono cinque minuti, che sarà mai?”. E ho detto tutto.

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  3. Anche noi abbiamo la macchina perennemente parcheggiata perche’ usiamo solamente i trasporti pubblici (biciclette incluse ogni tanto) e sono anni che non guido, pero’ mi piacerebbe riprendere a farlo perche’ qui a Lione ci sono posti belli per portare i bambini, ma lontanissimi ed e’ un peccato non approfittarne. Mio marito dice “si, ma in quel caso potremmo affittarla, la macchina” e forse ha anche ragione, ma per ora non gliela faccio vendere 😛
    A Genova, invece, usiamo sempre l’auto perche’ gli autobus sono una catastrofe!

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  4. Da quando vivo nel Regno Unito, non ho mai sentito il bisogno di avere una macchina, con sentiti ringraziamenti da parte del mio portafoglio. Avendo vissuto sempre in grandi citta’ non ho mai sentito la mancanza della macchina, sara’ anche perche’ guidare mi piace poco. Qui a Glasgow finirei per non usarla mai e, di pagare le spese per tenerla parcheggiata non ne ho la minima intenzione. Adesso vivo vicino al lavoro (sono a dieci minuti a piedi dal mio ufficio) ma nei miei precedenti lavori ho sempre dovuto usare i mezzi ma come te ne approfittavo per leggere o fare altre cose, lo trovavo molto rilassante.
    Quella del dover avere per forza la macchina e’ un’abitudine tutta italiana, purtroppo dura a morire anche all’estero 😦

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