Lo chiameremo Ciccio

Ci sono donne che sostengono di diventare madri, di realizzare il fatto di essere tali, già al momento in cui pisciano su una barretta sulla quale dovrebbe comparire una striscia rossa (o erano due?). Altre che invece lo realizzano alla prima ecografia, nella quale si sforzano di riconoscere in quel fagiolo il profilo del padre. Chi diventa madre nel momento in cui partorisce e chi invece non lo realizza mai.

Io ho capito realmente che sarei diventata madre o che lo fossi già quando abbiamo visto nel monitor dell’ecografia il pisellino, che la domanda “vuole sapere che sesso è” era molto superflua. In quel momento è diventato tutto più reale. Fino ad allora avevo solo una pancetta fastidiosa, non ho mai avuto nausee e l’unico segnale della gravidanza era la perdita delle mestruazioni. Altrimenti tutto come sempre. Non mi sentivo incinta.
Quando però ho capito che sarebbe stato un maschietto ho iniziato ad avere una visione più realistica. Ho immaginato come sarebbe stato, ho immaginato la sua cameretta, i suoi giochi, gli abbracci e le coccole, a tutte le volte che mi avrebbe chiamato mamma e a quelle in cui l’avrei chiamato…ma come lo dobbiamo chiamare sto fagiolo? Che finora si era chiamato fagiolino, ma non ce lo vedo proprio un uomo già fatto col nome di “fagiolino”. E quindi si inizia con le liste dei nomi da bocciare, nella speranza che ne rimanga solo uno.
Nel momento in cui si inizia a selezionare il nome per il proprio figlio, si realizza quante persone ci stanno sulle palle, perché ad ogni nome associ una persona che lo porta e valuti il nome stesso in base a quella persona.
Federico no, una delle persone più detestabili che conosco porta questo nome (però conosco anche un Federico a me molto caro che spero non si offenda se il suo nome rievoca in me ricordi poco gradevoli).
Marco è da bocciare perché ho già due cugini con questo nome e per me questo nome è legato solo a loro e alle altre centinaia di persone che conosco e si chiamano così. Analogamente sono da non prendere in considerazione tutti i nomi dei miei cugini, quasi tutti maschi e con bei nomi, ma sono appunto i nomi dei miei cugini.
Si potrebbe ricorrere all’usanza di chiamare il bimbo col nome del nonno paterno, qualora questo non sia orrendo  (il nome non il nonno, a volte pure quello però). E così si creano generazioni alternate di Giovanni e Antonio. Tutta una sfilza di cugini con lo stesso nome, cosa che però ha i suoi vantaggi e praticità. Mia nonna per chiamarmi nominava prima tutti i nomi dei figli e dei nipoti: Netta, Lia, Diana, Valentina, Valerio, Davide, comu schifiu ti chiami
“Comu schifiu ti chiami” è il nome che nonna scelse per me.
A rendere più difficile la scelta del nome è la considerazione del paese in cui il bimbo deve crescere, considerazione che molti genitori non valutano e che incuranti chiamano Sharon la propria figlia che crescerà in un quartiere rionale di Palermo. Io me le vedo ste madri affacciate al balcone che urlano “Sciaronneee acchiana ca s’arrifridda a pasta!”.
Considerato quindi il luogo, alcuni nomi si sono eliminati da se: Andrea, Daniele, Gabriele e Simone sono nomi femminili in Germania. Michele diventa Michelle e quindi una donna. Giorgio diventerebbe Ghiorghio, che già ha un cognome con la G, per i crucchi impronunciabile, perché infierire col nome?
A seguire nella lista dei nomi da eliminare sono quelli facili a presa per il culo, perché non è vero che i bimbi sono incoscienti e ingenui, sono serpi e io mi immagino sto povero picciriddu che trascorre le vacanze estive tra bimbi siculi più scaltri e pronti a deriderlo: Luca-Suca, Vincenzo quando caco ti penso (stesso dicasi per Lorenzo), Mattia-A mia  (solo per i lettori siculi)….
Anche se il mio nome non è facile agli sfottò, per anni mi sono sentita chiedere dove fosse il mio Romeo  (e se non ce l’hai non è divertente) e mi hanno sempre cantato “Brava Giulia” e a me Vasco manco piace.
Un nome tedesco tipo Hans-Jürgen o Franz-Joseph non l’abbiamo mai preso in considerazione.
A forza di seghe mentali e di bocciature reciproche (se mi bocci Enrico, io ti boccio Matteo) non rimane molto, e quel poco che resta viene criticato dalla gente curiosa che ti circonda: come pensate di chiamarlo? Uuuhhh che brutto nome, ma siete sicuri? Vabbe ma se vi piace….è già non mi piace più.
Alla fine avevamo deciso di tenercelo per noi il nome; fin quando singhiozzava nella mia pancia lo chiamavamo Gigi  (ghighi per i crucchi), poi lo abbiamo chiamato Ciccio  (non si chiama né Ciccio né Francesco).
Ha un nome germanico, che in tedesco esiste pure, ma senza vocale finale.
E dopo tutti sti sforzi, se gli chiedete come si chiama, lui vi risponderà:
TATO.

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18 pensieri su “Lo chiameremo Ciccio

  1. :DDD Nonna SUPER TOP!!! 😀
    Noi col primo (masculo…) già abbiamo faticato parecchio, scartando anche noi come voi tutti i nomi di parenti stretti, ché a me l’idea di chiamare mio figlio, aka nuova vita che vede la luce, col nome di un morto mi fa un certo che, oltre ad escludere quelli vivi per non fare troppa confusione, rimane ben poco. Anche noi poi ci mettiamo con tutte le rime del caso e le possibili storpiature dialettali (noi siamo veneti) e non la finiamo più. Dicevo, col primo abbiamo deciso subito prima di entrare in sala parto. Col secondo (sono ora al 7° mese) brancoliamo nel buio più totale. Che poi ora ci si è aggiunto il pippone del “nome che sia in sintonia con quello del fratello”, per non fare una scarpa ed uno zoccolo. Insomma, non ce la faremo mai!!! O_O
    p.s. si accettano suggerimenti 😉

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    • Junior 🙂
      Capisco lo sbattimento. A me piacevano Enrico (come Berlinguer), Lorenzo (ma quando caco ti penso) e Michele (ma in Germania non è il caso). Non si chiama in nessuno di questi modi.
      Dovessi mai avere un altro figlio, spero sia femmina, altrimenti lo chiamo lo stesso Carolina e vaffanculo

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      • ahahahhah potrei farci un pensierino anch’io! 😀
        Pensati che io e il Socio stiamo pensando di chiamarlo THOR, così, giusto per movimentare la vita del paesello della bassa padana (il prete già non ha un ottima opinione di noi, ci piacerebbe vedere la faccia :D) e al battesimo ovviamente soundtrack Walhalla 😀

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  2. A Luca-Suca non ci avevo mai pensato, per fortuna siamo in Francia e non gli capiterà mai! Tanto poi lui si autodefinisce Ca quindi…
    Il secondo, invece, aveva un nome bellissimo che piaceva a entrambi, ma poi mia suocera l’ha bocciato (senza sapere che fosse il nome quasi prescelto) e mio marito ha cambiato idea, sostenuto dal primogenito e adesso fino alla nascita non dico più niente, nonostante tutti mi rompano le scatole per sapere 😛

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