10 fermate

Tra casa e il lavoro ci sono 10 fermate. 10 Fermate lunghe un’ora. Prendo al s1 a Feuerbachstraße  per scendere un’ora dopo dalla s45 ad Adlershof.

Berlino é immensa. Il problema piú grande di Berlino o forse la cosa che più mi disturba è l’immensità di questa città.

A Palermo sarebbe praticamente impensabile lavorare ad un’ora di strada (senza traffico) da casa. Cioé significherebbe andare a lavorare ben oltre Cefalù. Vabbè a Palermo sarebbe pure impensabile vendere l’auto e spostarsi coi mezzi pubblici.

E invece a Berlino in un’ora rimani all’interno della stessa città. È normale impiegare un’ora per arrivare al lavoro. È normale impiegare almeno un’ora per arrivare in qualsiasi punto della città.

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Berlino è nata come unione di altre cittè più piccole e questa struttura continua a mantenerla. Per questo motivo non esiste un centro. Il centro é quello del Bezirk (quartiere) in cui vivi. Quando abitavamo a Schöneweide eravamo fottuti, perché il centro di Schöneweide faceva schifo, e quindi per spostarci, anche solo per fare una passeggiata, dovevamo cosinderare almeno un’ora di viaggio ad andare ed una a tornare. In inverno ci passava la voglia, in estate progettavamo di cambiare quartiere.

Il centro per me è oggi Schlossstraße. In quello che i turisti reputano centro, ovvero il quartiere di Mitte, quello con la porta di Brandeburgo etc, non andiamo mai, non ne sentiamo affatto la necessità. Capita di tanto in tanto di passarci e di scoprire un palazzo nuovo, un vuoto al posto di un’altro ormai demolito e nuovi cantieri. Per il resto Mitte non é per noi interessante. Chi abita a Kreuzberg vi dirá che il centro é Bergamnnstraße o il Kotti. Chi abita a Schöneberg vi dirá che il centro è Akazienstraße o non saprei cosa altro, io mica abito a Schöneberg, che no so?!

E così via.

In un’ora di sbahn per andare al lavoro, attraverso Steglitz, Schöneberg- Tempelhof, Neukölln, Treptow-Köpenick. Ad ogni fermata l’aspetto dei passeggeri cambia. Il cambiamento più evidente si ha tra la fermata di Neukölln e Hermannstraße, dove la maggior parte dei passeggeri parla turco, le donne sono velate e di biondi se ne contano appena, io mi mimetizzo benissimo.

Se nelle prime fermate la gente sembra essere benestante (abito evidentemente nel quartiere sbagliato) questo benessere sembra diminuire man mano che mi avvicino ad Adlershof, dove scendono solo studenti e disperati come me che vanno alla Luftwaffe.

Il treno che però percorro per 10 fermate non termina ad Adlershof, va oltre, verso Schönefeld, il vecchio aeroporto DDR e il futuro Willy Brandt che non si sa quanto lontano sarà ancora questo futuro, di certo ci é costato un sindaco.

I passeggeri che incontro all’andata, sono in realtá di ritorno da una vacanza (il più delle volte) e sono un po’ mogi, parlano poco, sembrano tristi che la vacanza sia finita. Durante il viaggio di ritorno invece, loro sono appena arrivati e sono tutti euforici, e con tanta voglia di attaccar bottone; cartina alla mano cercano di chiedere indicazioni in un inglese a volte poco improbabile. Io cerco di leggere il nome sulla cartina o sulla guida che stringono in mano e sfogliano nervosamente (ma dove siamo finiti?). Se alla fine leggo una O, la O di BerlinO, allora attacco bottone.

Ho appena finito di lavorare, sono stanca di tutto questo tedesco e delle stesse conversazioni ripetute all’infinito, ho bisogno di gente euforica e curiosa.

La scusa é sempre “dove dovete scendere?” e così dicendo loro che percorso devono fare, iniziano le domande classiche:

sei di Milano vero? (risata sarcastica, si sente lontano un miglio che sono terrona)

AHH bella Palermo!

Abiti qui? – (no, mi piace dare indicazioni a cazzo a chi è appena arrivato come me)

10 anni in Germania?? ma sei giovanissima! a quanti anni sei arrivata? (per fortuna sembro piú giovane di quello che sono)

Si vive bene a Berlino? gli stipendi sono sicuramente più alti che in Italia. (no guarda, quella è Monaco, è Düsseldorf, è Amburgo etc…qui  c’è chi vive di sussidio perché a volte conviene cosí)

Ma cosa mangi in Germania?? (crepo di fame, il grasso che mi vedi tutto intorno é solo dovuto allo stress)

Non ti manca Palermo?

E questa è la domanda che più mi mette in crisi, perché capisco che dovrebbe macarmi, che è anche la risposta che ci si aspetta, però a me non manca. Devo chiudere gli occhi e cercare con i sensi cosa mi manca. Si, ecco, mi manca l’odore delle stigghiole lungo la circonvallazione; mi manca il sapore delle panelle e della milza; mi manca la vista del mare quando scendo con l’auto da via tiro a segno arrivando al Foro Italico; mi manca la musica delle cicale e mi mancano le palme.

Ecco mi mancano cose che solleticano i 5 sensi; se le palme, le stigghiole, le panelle e il mare fossero qui, non mi mancherebbe affatto Palermo.

Tiro su un lungo respiro e rispondo che no, non mi manca. Che sono stata fortunata a crescere li, che sicuramente la cittá mi ha dato tanto, peró oggi quel tanto non mi basterebbe, oggi Palermo sarebbe piccola, in un’ora l’attraverserei tutta da parte a parte fino ad arrivare a Cefalú.

E invece oggi in un’ora non riesco ad attraversare nemmeno mezza cittá, ma allo stesso tempo ne attraverso 4.

Otto fermate sono passate, saluto frettolosamente, a Schöneberg cambio treno, ho ancora due fermate da fare. Altri due quartieri da attraversare.

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17 pensieri su “10 fermate

  1. Mi hai ricordato quando, negli anni dell’Università, rientravo il giovedì sera da Parma, e i pendolari che salivano ad Asti o Alessandria attaccavano bottone con me. “Come, sei di Torino e ti sei iscritta a Parma? Hai lasciato una città così grande per una così piccola?” E anche adesso..”Oh, Torino, una così grande e bella città. In confronto Schweinfurt è così misera, sarai triste qui”.
    E no. Senza Torino, sono in paradiso.

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  2. qui è un po il contrario… a Milano era normale metterci un’ora e passa di strada, se abitavi in periferia o in qualche paesino o cittadina fuori città. Mentre qui, anche se qualcuno lo fa, nessuno si vuole fare tanta strada ogni giorno, e allora si cerca casa vicino al centro o lavoro fuori!

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  3. Un tema cosi’ complesso, di quelli che ti fanno aprire tante porte.
    Invece mi sei arrivata chiara e semplice e dritta al punto (che per me e’ il cuore).

    Mi piacerebbe visitare la tua citta’. 🙂

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  4. Che belli questi post che danno un po’ di insight nelle altre città! Io vorrei averle visitate tutte, per mesi, conoscerle bene… e invece nemmeno a Berlino sono stata, ma si puo’??? O.o
    Gio

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