Tutti i miei occhiali

E dopo 9 anni ho accettato  il fatto  che alcune cose,  per me da acquistare assolutamente  in Italia,  posso in realtà  comprarle anche qui.
Per esempio le scarpe.  Siamo sinceri,  i tedeschi non usano solo sandali col calzino. Ci sono scarpe  che vanno ben oltre questa bruttezza estetica. Se per le donne però  ogni tanto si trova qualcosa  di accettabile,  per gli uomini è  una valle di lacrime.  Dato che negli ultimi  tempi vado però  in Italia  solo una volta  l’anno,  e quell’unico volta devo pensare  ai libri,  ecco che mi vedo costretto a trovare  non proprio  disgustosi certi modelli di scarpe.
All’inizio era inaccettabile  comprare  i collant qui,  li trovo di pessima qualità,  oppure troppo cari.  Poi hanno aperto due Calzedonia sotto casa e io ho risolto  il problema.
Ma gli occhiali  invece,  quelli esclusivamente in Italia. Almeno  fino un mese fa,  era così.
I miei primi occhiali li eredità da mia cugina.  Non ricordo se andassi ancora all’asilo,  quando i medici mi imposero di andare in giro con una benda sull’occhio buono,  in modo da sforzare l’occhio cattivo a vedere.  A scuola ero libera  di vedere col mio unico occhio,  ma tornata a casa iniziava la tortura.  Pensavo  non potesse esistere tortura peggiore,  ma mi sbagliavo.  Ed ecco che entrano  in gioco gli occhiali  di mia cugina, una benda a coprire  l’occhio buono  e una lente rossa sull’occhio cattivo. Un incubo. Quel poco che vedevo,  non solo lo, vedevo malissimo, ma in rosso.  Mille sfumature  di rosso.
Ricordo  che un’estate eravamo a Ivrea,  perché  papà  era in commissione  d’esame alla maturità,  e mamma  un giorno  mi porto  a comprare  un vestito  credo alla standa. Io avevo sul naso quegli occhiali diabolici,  e mamma mi comprò  un vestitino che per me poteva  essere  benissimo  bianco.  Aveva un fiocco disegnato sul petto ed era smanicato. Una volta tolti gli occhiali e la banda scoprì  che il vestito  non era bianco,  ma rosso 😦
I miei secondi occhiali li misi alle medie.  Andavo al conservatorio , e ad un certo  punto non riuscivo a distinguere  un si dal sol,  i pallini si spostavano di rigo facendomi  sbagliare nota.  O forse ero io che già  non ne volevo  più  di musica.  Questa occhiali  erano abbastanza anonimi e li misi per poco tempo,  me ne vergognavo e in fin dei conti  l’occhio  buono ancora era abbastanza  buono.  Tolti gli occhiali e lasciai la musica.
Il terzo  paio di occhiali lo misi al liceo.  Stranamente scelsi una montatura rossa.  Da allora  ho sempre avuto solo occhiali colorati e ho iniziato ad apprezzarli perché li trovavo allegri e divertenti.
Il paio di occhiali  successivo mi ha accompagnato  i primi  anni dell’Università  ed erano verdi.
Ma i miei preferiti  in assoluto  arrivano  nel periodo della  laurea,  col mio colore  preferito: rosa.
Con questi occhiali mi sono laureata,  ho fatto  le mie valigie (rosa) e mi sono trasferita a Lipsia. Attraverso  i miei occhiali  rosa ho visto  per la prima  volta  Zito e mi sono innamorata.
Terminato  il periodo, rosa,  sono  passata al viola, per due volte consecutive.  Con l’ultimo paio è  nato  Ciccio.
Dopo un lungo  periodo  viola,  ho deciso di tornare  al rosa,  perché  il mio periodo  rosa fu proprio  bello,  difficile,  ma bello.
L’occhio  buono,  frequentando quello cattivo,  sta prendendo  una brutta  strada e  così,  non potendo aspettare l’estate  per poter comprare  gli occhiali  a Palermo,  sono entrata da Fielmann  e ho preso una montatura rosa. Non sono belli come quelli che avevo,  ma siamo pur sempre  in Germania e mi devo accontentare considerando  di non avere  una grossa cifra a disposizione  da poter spendere. Se potessi,  vorrei  avere  più  occhiali  da poter  indossare  in base al mio umore  o al modo in cui sono vestita.
Conservo tutti  i miei  occhiali,  perché  come un album di fotografie,  mi fanno  ricordare  ai momenti  vissuti a determinati eventi e cose che ho vissuto e visto grazie  a loro.

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26 pensieri su “Tutti i miei occhiali

  1. Anche io conservo tutti gli occhiali (o quasi) e direi per fortuna! L’ultimo paio è stato distrutto da una pallonata presa in piena faccia mentre portavo Blop in giro al parco e, grazie al vecchio paio, ho potuto continuare ad uscire senza farmi investire da una macchina. Il tempo di trovare un oculista e comprarne un paio nuovi.
    Calzedonia deve essere il negozio preferito dalle expat, perché pure io ed alcune amiche siamo molto contente abbiano aperto a Lione cosi possiamo comprarci i collant li! E adesso che ha aperto anche Intimissimi sono la ragazza più felice della terra 😀

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  2. Tasto dolente: io ho ancora gli occhiali del 2011, e… non ne ho mai comprato un paio di scorta. Morale della favola: se succede qualcosa a questi, sono nella cacca.
    (Sono un’adulta responsabile, pago le tasse e faccio la raccolta differenziata, giuro)

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  3. Io adoro gli occhiali, e li ho avuti anche viola…li adoravo!
    Per quanto riguarda la Germania e le scarpe….brrrrrividi…. quando frequentavo la Germania (Monaco) mi ricordo che guardavo i negozi e pensavo: “ma quelle sono scarpe tipo per mia nonna! Negozi per giovani?”
    E poi vedevo le donne della famiglia che quando uscivamo si mettevano le scarpe da montagna tipo da ottobre a maggio… e io pensavo: “ma quelle sono da montagna perchè si mettono in montagna!! non ti vergogni ad andare in gir cosi?”
    Poi vabbeh, io sono un po’ fissata, ma secondo me a gusto nel vestire in generale in Germania non ci siamo! ma prorprio non ci siamo!!! O.o
    Gio

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  4. Pensavo che in D gli occhiali costassero meno che in Italia, almeno per quel che riguarda le lenti, che costituiscono il grosso della spesa, specie se si hanno problemi particolari.
    Di montature ormai se ne trovano di tutti i prezzi, mentre per le lenti, a volte non ci sono in pratica alternative alle Zeiss o se e ne sono, non costano poi tanto meno.
    (P.s. la montatura dei miei occhiali presi da S&V l’anno scorso è della Rodenstock)

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  5. Anche io conservo tutti gli occhiali vecchi, sono così pieni di ricordi!
    Quest’estate con Mimma ho comprato due paia di occhiali, giusto per cambiare ogni tanto, in base al mio umore oltre che all’abbigliamento!

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  6. Io l’unica cosa che ancora non riesco a fare qui è comprare le lentine: in UK devi fare una visita oculistica apposta (a pagamento, ovviamente) e poi fare una specie di contratto per comprarle sempre nello stesso posto (almeno cosí ho capito)… E io le compro quando sono in Italia! Per il resto, ormai so dove trovare anche le scarpe buone (però ce ne ho messo….)

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  7. ti capisco… ci sono un sacco di cose che mi rifiuto di comprare qui perche’ in Italia sono piu’ belle e/o meno care… pero’ a volte mi trovo costretta a prendere qui…. uno dei tanti ‘sacrifici’ dell’essere expat, immagino!

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  8. anche houston è una valle di lacrime per quanto riguarda scarpe e collant: per entrambe le cose, ciò che si trova in giro è o antistupro oppure modello mia nonna. tragedia!
    quanto agli occhiali, se volessi o dovessi comprarne un paio nuovi, dovrei: andare dall’oculista a fare la visita, il quale stabilirebbe che sí la mia miopia è peggiorata ma no, non mi darà la prescrizione perchè non è peggiorata COSÍ tanto da necessitare nuovo paio di occhiali. e se quello che ho, unico paio, mi si rompe o me lo rompono le nane? eh, faccia in modo che non accada!
    #efficienzamedicauncazzo

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