Donaudampfschiffahrtsgesellschaftskapitän

Questa fu la prima parola che NON imparai in tedesco.

Alla prima lezione di tedesco I il prof scrisse alla lavagna l’intera declinazione (maschile femminile e neutro per i 4 casi nominativo, dativo accusativo e genitivo, ovviamente piú plurale) dell’articolo determinativo.

der die

E se giá allora iniziai a dubitare che forse come seconda lingua non avrei dovuto scartare lo spagnolo, alla seconda ne ebbi la certezza.. Il prof ci accolse scrivendo alla lavagna Donaudampfschiffahrtsgesellaschtfskapitän, che non sono delle lettere dell’alfabeto buttate li a caso, ma é una parola di senso compiuto.

Già il tedesco é una lingua poco amata dai piú, Mark Twain la definiva la “terribile lingua tedesca”, poi ci metti che i tedeschi fanno di tutto per renderla meno appetibile e sempre piú ostica.

twain

In pratica i tedeschi vanno pazzi per le parole composte. NOn esistono molte regole a riguardo, puoi inventarti tutte le parole composte di questo mondo. NOn é detto che queste poi vengano inserite nel vabolario e rientrino nel lessico comune, ma di base, all’occorrenza puoi crearne quante vuoi.

Io ero tutta contenta quando ho imparato a dire tutto d’un fiato Mietschuldenfreiheitsbescheinigung (che mi serviva per lavoro), ma era solo un piccolo passo verso la conquista delle parole composte.

La parola di cui sopra, nel titolo, che mi rifiuto di riscrivere che ci impiego troppo tempo, in realtá é oggi obsoleta, perché si tratta di una societá che non esiste piú.

Altre parole come Grund­stücks­ver­kehrs­ge­neh­mi­gungs­zu­stän­dig­keits­über­tra­gungs­ver­ord­nung Rind­fleisch­eti­ket­tie­rungs­über­wa­chungs­auf­ga­ben­über­tra­gungs­ge­setz sono da ritenersi obsolete perché fanno riferimento a leggi che non esistono piú.

Quale é allora la parola crucca piú lunga? Immagino non stiate nelle pelle…Eliminando le parole di cui sopra perché appunto non piú usate e quelle che si scrivono con un trattino, vince con 56 letterine

Ver­mö­gens­zu­ord­nungs­zu­stän­dig­keits­über­tra­gungs­ver­ord­nung. 

Questa struttura lessicale, non solo fa pentire coloro che si approcciano all’apprendimento della lingua crucca, ma frega ogni traduttore elettronico. Per comprendere il significato dovete sempre partire dall’ultima parola in coda, che é quella che conferisce il significato principale al concetto.

In italiano mi hanno sempre insegnato che la parola piú lunga é precipitevolissimevolmente, che é un avverbio. Mai usato. Credo sia inserito nel vocabolario solo perché vi si fa riferimento appunto per dire “sai qual é la parola piú lunga??”

Non scherzano peró parole come esofagodermatodigiunoplastica (29 lettere)   e psiconeuroendocrinoimmunologia di una lettera piú lunga. Ignoro il loro significato, ma giá mi cago sotto solo a sentirle.

A parte tutte le avversitá che possa mostrare questa “orribile” lingua crucca io credo che il motivo principale perché vada studiata e amata é perché é ginnastica per il cervello, é una sfida personale una Herausforderung come direbbero i tedeschi. Perché tutti sanno dire The cat is on the table, ma non tutti sanno se der/die/das (???)Katze/Kater (??) liegt/steht/ist/ (???)auf dem/der (??) Tisch.

Magari peró non a tutti importa 🙂

P,s, non mi sono MAI pentita di aver studiato tedesco. Mai

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5 pensieri su “Donaudampfschiffahrtsgesellschaftskapitän

  1. Anche io mai pentita…soprattutto perchè vivo quassù e vuoi mettere quanto ti rende la vita più semplice capirli e farti capire?! (Fossi rimasta in terronia col cavolo che l’avrei studiata!) Comunque mi sembra che la lingua si stia progressivamente evolvendo verso una semplificazione. Anche ai tedeschi di quassù fa un po’ cagare la parola di 50 lettere. C’è speranza.

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  2. Io ho detestato il tedesco mentre vivevo a Vienna. E dire che ci sono arrivata già parlandolo, ma parlavo l’Hochdeutsch, mica quel pastiche mezzo balcanico che parlano giù a Vienna. E quindi, il primo anno è stato uno shock dal quale mi sono ripresa molto lentamente, per poi arrivare ad apprezzare la creatività linguistica del Wienerisch.

    Ora vivo in Thailandia, studio il thai, e il tedesco resta comunque una delle lingue più difficili che abbia imparato. Però sono tornata ad apprezzarla, forse perché non sono obbligata ad usarla tutti i giorni, e perché in fin dei conti, gli anni passati a Vienna non sono stati tutti solo orrendi. Anzi, c’è stato molto di buono.

    Quindi, ora, per me, leggere le notizie in tedesco è un piacere, nel senso che mi piacciono i loro media, e il loro stile di reportage, per lo stesso motivo per cui mi piacciono molti media anglofoni: chiari, precisi, sul punto, e spesso senza paura di essere polemici (vedi quell’articolo su Die Zeit pubblicato una settimana fa circa dove si polemizza sull’amore come narrativa imperante del nostro tempo. Cioè: solo i tedeschi se ne potrebbero uscire con un polpettone del genere. E un po’ li amo, per questo.)

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