Buongiorno tristezza

Neee, non é il solito post lamentoso sul lunedí, giuro. Peró in effetti oggi é lunedi.

Quando abitavamo a Schöneweide, per fuggire alla noia del quartiere, abbiamo girato molto la cittá. Abbiamo scoperto un sacco di posti che i turisti ignorano e che a volte gli stessi berlinesi non conoscono.

Un posto dove andavamo spesso per comprare pane e pasticcini era Salut, il panificio turco a due passi dalla stazione Ubahn di Schlesiches Tor, I biscotti mi ricordavano tanto quelli che sfornano i panifici giú da noi e io ci andavo volentieri.

Li appena fuori dalla stazione c’è una parte di Kreuzberg che a me piace molto. Negli ultimi anni sono nati molti locali e piccoli negozi, in lontananza, ma non troppo, si vede l’Oberbaumbrücke oberbaumbrücke da dove passa l’ubahn, uno dei vari tratti dove la Ubahn passa sopra le teste dei berlinesi e non sotto i loro piedi. La zona é molto colorata, le facciate di alcuni palazzi sono piene di disegni variopinti, e poi in mezzo ad alcuni edifici antichi (Altbau) sorge questo complesso enorme grigio che stona con tutto il resto. Una volta alzando gli occhi verso il cielo, ho notato una curiosa scritta sul tetto dell’edifio “Bonjour Tristesse”. 100_4128

L’edificio in questione fu costruito tra il 1982 e il 1983 all’interno del progetto IBA 1984 Internationale Bauausstellung che si proponeva come scopo il risanamento degli edifici della Berlino Ovest e dare nuove abitazioni ai berlinesi.

Li nella Schlesischen Straße la guerra aveva creato un buco tra i palazzi, buco che sarebbe stato colmato da un progetto dell’architetto Alvaro Siza Vieira. All’inizio il progetto prevedeva 4 grandi appartamenti per piano, ma per motivi economici e per creare piú unitá abitative, il progetto fu modificato: le finestre divennero piú piccole (e credetemi qui le finestre hanno un ruolo importante, devono essere belle grandi, per fare entrare il piú possibile la poca luce invernale) e i tetti divennero piú bassi. Alla fine il condominio ha 46 appartamenti distribuiti in 6 piani.

Prima che venissero tolte le impalcature, qualcuno, non si sa chi, scrisse li in cima le due parole Bonjuor Tristesse e da qui l’edificio prese ormai il nome. Probabilmente l’autore faceva riferimento al grigiore dell’edificio o forse alla locazione dello stesso, a pochi metri dal muro. Non riesco ad immaginare come fosse quella parte prima del 1989, cosí vicini al muro, relegati all’interno di una cittá a metá.

C’è chi sostiene che le due parole facciano riferimento al romanzo di Sagan e al film che ne seguí, ma non credo affatto.

Questo edificio é uno dei miei preferiti a Berlino. Senza quelle due parole sarebbe uno dei tanti orrendi edifici della ricostruzione. E invece quelle due parole lo rendono unico.

Se non avessi mai alzato lo sguardo verso il cielo, non mi sarei mai accorta di questo saluto ironico alla tristezza.

Annunci

2 pensieri su “Buongiorno tristezza

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...