Nuovi inizi

Domani sará il primo giorno di Kita (asilo) di Ciccio. In realtá domani iniziamo solo l’inserimento che durerá circa due settimane. Poco alla volta Ciccio si dovrá abituare a non stare piú attaccato a me. Non seguirmi in bagno, non aprire i cassetti e buttare in aria i miei mutandoni da nonna, darmi morsi e tirare i capelli. Almeno non durante il giorno. Il pomeriggio potrá fare tutte e cose sopra elencate.

Questo per me segna un inizio. All’inserimento seguirá infatti poi un nuovo lavoro per me.

Sono stati 17 mesi (anzi 19 se conto gli ultimi due di gravidanza) molto lunghi. Lo stato tedesco ti permette di stare fino a tre anni in casa per maternitá, solo il primo anno viene retribuito. Le prime otto settimane lo stipendio viene retribuito per intero, in parte dal datore di lavoro, in parte dall’assicurazione sanitaria. I restanti dieci mesi li paga invece lo stato, non per intero peró, a me spettava il 67% dello stipendio al netto. 

Io ho sfruttato tutto il primo anno che avevo a disposizione retribuito per stare con Ciccio e poi ho deciso di licenziarmi, usufruendo del sussidio di disoccupazione.  Avevo voglia di fare qualcosa di nuovo, ma avevo anche il problema che fin quando non avessimo trovato un posot al kita non potevo comunque lavorare perché non avrei saputo a chi lasciare Ciccio. NOn potevo nemmeno permettermi economicamente di stare altri due anni in casa con lui.

Il posto in asilo é arrivato per settembre e un nuovo lavoro (sul quale contavo tanto) é arrivato per me per ottobre. Tutto perfetto.

Sono contenta che Ciccio domani inizi una nuova avventura. Sono curiosa di vedere che progressi fará, come crescerá e supratutto come si svilupperá la sua competenza bilingue.

Sono peró anche contenta perché dopo tutti questi mesi ho bisogno di riprendermi un po’ di me stessa.

Sono stata contenitore, sono madre e per tutti, in primo luogo per me stessa, ho smesso di essere “Giulia” e ho iniziato ad essere solo la mamma di Ciccio.

NOn ho piú dedicato un secondo a me stessa, tutto ció che ho fatto e ogni pensiero che ho avuto é stato sempre e solo per Ciccio. È giusto che sia cosí probabilmente, ma ora sento l’esigenza di riprendere un pezzetto di quella che ero prima di essere mamma, o di essere ancora Giulia con la consapevolezza di essere anche madre.

Per Ciccio non é una novità stare con altri Kinder. In questi 17 mesi abbiamo fatto di tutto. Il corso di nuoto, il Pekip (ne perleró piú avanti), il Krabbelgruppe, Spielgruppe e il corso di musica. Ho fatto in modo di tenerlo impegnato, di ricevere piú stimoli, di non stare insomma solo ad annoiarsi con me. E credo abbia funzionato. Secondo la pediatra capisce inoltre entrambe le lingue. Non lo so se é cosí, per ora non chiama nemmeno mamma o papá, peró reagisce a ció che dico.

Ho scelto di mandarlo in un asilo tedesco e non ai vari asili bilingue italo-tedeschi che ci sono qui, perché non lo ho reputato necessario. A casa parliamo solo italiano e temo che se frequentasse l’asilo biligue sarebbe sempre piú esposto all’italiano. Io voglio invece che entrambe le lingue siano bilanciate. Voglio che sia perfettamente bilingue, almeno per quanto possa esserlo un bimbo con le sue competenze adeguate all’etá.

Insomma mi voglio crescere un siculo si, ma anche un piccolo crucco che poi sbrighi le questioni burocratiche per me, che giá mi é seccato 😉

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