come cammelli

Tra un giorno dovrò preparare il mio valigione. Sempre mezzo vuoto alla partenza, sempre pieno di libri, vestiti e scarpe al ritorno.

Ormai ho rinunciato a prepararmi la valigia da immigrato piena di formati di pasta che lassù non trovo, non metto più in valigia il caciocavallo un metro di salme, le caramella della nonna (ma forse si) l’anice Tutone e il pane di Monreale. ormai non lo faccio più, perché bene o male a lassù ormai qualcosina la trovo, pure la sasizza trovo! Però quando sono qui PaleMMo faccio come i cammelli, faccio il pieno di cibi che a BeLLino non potrò mai e poi mai trovare, e ne faccio scorta per i lunghi periodi in territorio crucco.

Già quando prenoto il biglietto aereo con almeno 4 mesi di anticipo, mio padre mi chiede sempre: a che ora arrivi, che vuoi trovare, dove con il “che” si intende ovviamente qualcosa da mangiare. Tra le cose che a BeLLino non trovo e delle quali devo fare scorta qui sono le varietà di verdure: sparacelli, broccolo (da non scambiare con quel cavolfiore incolore e insapore), melanzane, pomodori, finocchi, cavolo (si, vabbè lo so che la tedeschia è patria di cavoli, ma quelli di qui sono diversi), vurrani, tenerumi etc etc. Aluni di questi si trovano anche in Germania, come i pomodori ovviamente, ma solo nella loro varietà insapore.

Tra le cose che a BeLLino non trovo ci sono tutti i prodotti di rosticceria, iris fritta e al forno, spiedino, calzone fritto e al forno, cartocci etc. Non trovo di certo panelle e crocchè e nemmeno pani ca meusa, figuriamoci poi lo sfincione.

Tra le cose che lassù non trovo ci sono sicuramente la pasta coi ricci, le vongole e l’insalata di mare. Non trovo la signora di “voglia di mare” a Misilmeri e non trovo Santino di “Don Ciccio” a Bagheria.

Di tutte queste cose ho fatto scorta, anche più volte devo dire, come se fossi un cammello. L’unico problema è che la mia gobba non sta sulla schiena, ma davanti, sul ventre. Dato che la mia gobba è piena non ho quindi motivo di riempire ulteriormente la mia valigia con cibarie varie.

Come bagaglio a mano porto invece le belle serate con i vecchi e nuovi amici, un sorriso sulla faccia, e la forza di cominciare il 2012 con ottimismo: anno nuovo, casa nuova, vita nuova 🙂

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6 pensieri su “come cammelli

  1. Forza Giulietta!!

    Se ti può consolare, nemmeno io conosco più della metà delle leccornie che hai in valigia.fritta Panelle e crocchè, pani ca meusa, lo sfincione… mi si è aperto un mondo! O forse li conosco sotto un altro nome, In Italia il pane cambia nome ogni 20 km.

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  2. Ma saretta Bedda, certo che l’avevo capito 🙂 panelle crocchè e affini sono tipici di Palermo, non della sicilia, ma proprio della sola paleMMO 🙂 il pane con la meusa si può paragonare al pane col lampredotto della tua vicina Firenze, ma noi mettiamo solo la milza e il polmone, rigorosamente fritti nello strutto 🙂

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