non lievita

avrei voluto scrivere un post oggi, di quelli malinconici dedicato ai ricordi. Ma dato che l’appartamento non ce lo danno e ho dimenticato il lievito nella torta non lo scrivo piú. Sgrunt

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post Noriano sul caffé e altro

Quando Clooney e la Canalis hanno posto fine alla loro farsa, credevo che ci fossimo definitivamente liberati della Canalis. Che voi direte che me ne frega a me, tanto sto in Tedeschia e non vedo la tv italiana (figuriamoci se pago deliberatamente per vedere le porcherie che passano in tv, mi tengo quelle crucche di porcherie, una porcheria per nazione mi basta e avanza) Ma non é di tv che volevo parlare.

Ad ogni modo direte voi, pensa a noi che la Canalis ce la becchiamo tutti i giorni in tv, che poi manco so se é vero, perché io la tv italiana non la guardo, perché mi basta giá la tv crucca che fa schifo.

E invece vi sbagliate, perché nella tv crucca, che fa schifo tanto quanto quella italiana, solo con meno tette e culi, da quando la Canalis e Clooney hanno fatto finta di essere una coppia, passa in tv (che come dicevo prima fa schifo) questa pubblicitá dei giotto.

I Giotto sono dei cioccolattini prodotti dalla Ferrero, la quale pur essendo italiana, secondo me ha piú prodotti qui che lí, tranne il duplo che qui c’è pure ma non ha nulla a che fare col nostro duplo, assomiglia di piú al tronky, che qui invece non esiste e si chiama Duplo. Duplo é anche il nome dei mattoncini lego per bimbi piccoli, spero che non si confondino e non li mangino.

Da quando la Canalis fa finta di stare con Clooney fa sta pubblicitá in italiano, sottotitolata in crucco, sul caffé che non é caffé se non accompagnato con i giotto. La cosa piú assurda é che in nessuna delle occasioni, lei beve un caffé. Sará un cappuccino, un latte maCCiato, ma mai un caffé. Questo perché la Ferrero, che nonostante quello che dicono i crucchi é italiana e non crucca, anche se ha uno stabilimento a Francoforte e che forse in effetti ha piú prodotti qui che lí, ha voluto fare una publicitá dal sapore italiano ma che di italiano ha solo la canalis e lo sfondo delle immagini. I crucchi chiamano infatti caffé tutto ció che contenga caffé ma che caffé o meglio “espresso” non é. Solo che a me fa impressione, perché per me caffé é SOLO espresso. Cioé in non ho mai visto entrare un tipo in un bar  a PaleMMO e chiedere “un espresso”, mi sa troppo di treno.  Se voglio un cappuccino chiedo un cappuccino e se voglio un latte MaCCiato non lo chiedo, perché in Italia non l’ho mai visto.

Ció che volevo dire é che alla sig.na Canalis la cosa che beve non sembra caffé, per il semplice fatto che non lo é, e sono sicura che non sará il giotto a fare la differenza.

Finita la finta relazione tra la Canalis e Clooney, speravi mi fossi liberata della prima, e invece la pubblicitá la fanno ancora.

Ecco con questo post volevo solo sottolineare la differenza di cultura tra caffé crucco e italiano, potei aprire una parentesi sulla cioccolata calda che per loro é semplice latte col nesquik, ma evito di dilungarmi oltre.

Ora che rileggo ció che ho scritto mi sembra tutto molto Noriano, stile Paolo Nori, lo scrittore. Ho trovato adesso un titolo a questo post scritto tanto perché mi annoiavo. Forse devo smettere di leggere Nori.

le targhe di una volta

Ricordo nei viaggi di bambina all’estero, in autostrada con la roulotte era sempre una festa vedere un “paesano” davanti alla nostra auto, si dava un colpo di clacson a mo di saluto e al sorpasso si faceva ciao con la manina. Il “paesano” non era necessariamente un italiano, ma chiunque avesse l’auto targata CT, TP, EN etc..insomma, piú che paesano era un isolano, come noi. Se poi ci si incotrava in autogrill si scambiavano due chiacchiere in dialetto. La targa era un modo per farsi riconoscere e per socializzare. Poi é arrivata la nuova targa, dove l’abbreviazione del capoluogo é scomparsa del tutto. In alcune auto é tuttavia ancora visibile, nella striscia azzurra, sotto la I anche la cittá di provenienza, ma non é sempre cosí. Direte voi che é bello adesso che per le auto, almeno per quelle, non esiste alcuna differenza tra nord e sud, tra isole e penisola, tra le varie regioni. Invece per me non é cosí.

Me ne rendo conto di piú adesso qui in Germania dove invece l’auto riporta sempre l’abbreviazione della cittá. In genere é solo l’iniziale, se vi sono cittá peró con la stessa iniziale sono e (vedi Düsseldorf “D” e Dresda “DD”) per le cittá piccole si usano poi tre lettere. Accanto poi alla cittá vi é sempre il simbolo del Land di appartenenza, che io trovo un ottimo metodo per imparare anche la geografia, che se in Italia ci avessero pensato pure, adesso io saprei dove si trova Macerata, invece vivo nella mia ignoranza.  A Lipsia la targa iniziava sempre per L e il simbolo é uno scudo a strisce nere e gialle con una cosa verde in mezzo, sará qualche pianta, bho…a Berlino invece la targa inizia per B e il simbolo é l’orsacchiotto.

Non so come funzioni in Italia, ma in Germania é possibile personalizzare la targa, non si puó peró modificare proprio tutto, le lettere identificative della cittá devono rimanere tali.  Nonstante peró siano crucchi, questa limitazione non ha posto freno alla loro fantasia, creando targhe che identificano non solo l’auto, ma anche personalitá e qualche cosa in piú del conducente.

A Lipsia, vicino da mio fratello, vedevo spesso posteggiate due auto: L UI e L EI, seguivano poi delle cifra. è chiaro che i proprietari fossero di origini italiane, o almeno amanti della lingua, e che cmq fossero una coppia.

A Berlino quasi tutti coloro che hanno una BMW, fanno targare l’auto B MW. Non é raro peró vedere in giro auto ormai vecchiotte, e vecchi modelli che nonostante non siano BMW portano la stessa targa. Credo che in questo caso il conducente sia un sognatore, che spera un giorno di poter guidare un BMW vera.  NOn mancano quelli un pó spocchiosi che si fanno targare l’auto B OY, né le auto formato grande famiglia, targate B US o quelli con manie di grandezza che si fanno targare l’auto B IG.

Un giorno vorrei andare a fare un giro a Pirna (targa PIR) per sapere se qualcuno si é fatto aggiungere LA nella targa.

Ho visto che anche in Germania esiste l’omonima della vecchia targa di Palermo, anche questa cittá si trova a sud, Passau.

Se peró dovessi mai comprare un auto, la farei immatricolare in Nord Rhein Westfahlen, a Siegburg, che non so manco dove si trova di preciso, ma sono sicura che lo farei li. Solo per il gusto di poter avere questo:

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Anche nella variante sicula.

Moffoletta day

La Tedeschia si divide in Länder in cui é festa il 31 ottobre, e Länder in cui invece é festa il primo novembre. Tra Länder protestanti e Länder cattolici. E Berlino niente.

A Berlino, se vuoi fare l’ora di religione a scuola (che non é il catechismo che si insegna nelle scuole italiane) devi farti un’ora in piú rispetto all’orario scolastico.  Figuratevi se si mettono a discutere e a decidere da quale parte dei Länder stanno. NOn si festeggia nulla e basta. Ieri (31 ottobre) non si é lavorato tutto intorno a noi (a partire dal Brandeburgo, fino alla Sassonia, Sachen_Anhalt e Meklemburg), oggi non si é lavorato nel resto del paese e nemmeno in Italia, noi invece si lavora SEMPRE.

Da un po’ di tempo si tende peró anche qui a festeggiare Halloween. Non so voi, ma io non l’ho mai festeggiato. Ai miei tempi (ormai tra poco avró 40 anni) non esisteva questa festa, se non nei film americani, e anche allora non si sapeva dove collocarla, se avesse a che fare col ringraziamento o meno, o quando si festeggiasse comunque. Oggi, specialmente i bambini, la festeggiano tutti gli anni il 31 ottobre. NOn so poi perché il 31 ottobre e non la notte dell’uno, dato che i morti si ricordano il 2 novembre, la logica mi sfugge e non mi interessa nemmeno piú di tanto perché, fino a ieri pensavo, sono italiana, non irlandese, né tanto meno statunitense, non festeggio il 4 luglio perché dovrei festeggiare Halloween? Non fa parte della mia cultura e non mi frega. Anzi, faccio pure ostruzionismo. Ieri armata di tutti i miei buoni propositi e ideali, ero pronta a far fronte ad ogni bimbo biondo crucco travestito per la festa importata dagli USA. Ma dubitavo fortemente che qualcuno nel mio quartiere sarebbe mai andato di porta in  porta a chiedere süß oder sauer, che poi perché SAUER che significa acido/aspro?? Che forse hanno bisogno di citrosodina? E invece, mentre friggevo le mie melanzane e preparavo il sugo (sennó che stereotipo di siciliana sono?) bussano alla porte due diavoletti accompagnate dai genitori. E io giuro, ero li pronta a fare il mio discorso sul loro padre della lingua, su Lutero, sulla sua importanza, sulle tesi appese a Wittenberg in quel giorno, sull’importanza della messa in Crucco e della bibbia in crucco, ma al loro süß oder sauer in unisono mi sono sciolta e ho dimenticato tutto il mio pippone storico-culturale che ho preso le caramelle dell nonna (che mi ha insegnato ad averne sempre in casa e nella borsa) e ho detto “prendete tutto quello che volete”. Credo fossero le uniche pimpe di Schöneweide, perché poi non é passato nessuno.

Alla fine che importa se non é una loro o nostra festa, é una festa per i bambini, per fargli fare qualcosa di diverso, per non mandarli a letto come tutti i pimpi crucchi alle 7.

Io, se avessi dei bimbi, gliele farei festeggiare tutte, ma proprio tutte: il 31 halloween, il 7 dicembre s.Nicola, poi natale, la befana etc…e ovviamente il 2 novembre: il giorno dei morti. La notte preparerei un cesto, dono dei bisnonni defunti, pieni di frutta secca, frutta martorana, giochi e penne e quaderni per la scuola. La mattina li sveglierei con l’odore della moffoletta calda condita con olio, sale, pepe e sarde salate, che a casa mia é sempre stata sostitutiva del latte e cereali a colazione.

Io intanto, dato che ho lavorato sia ieri che oggi, domani mi do malata e mi dedico tutto il giorno alle mie moffolette, se qualcuno me ne potesse mandare qualcuna ancora calda da PaleMMo…