uguale a loro

C’era un tempo in cui non uscivo di casa se non ero vestita in modo “decente”. Le scapre abbinate con la borsa, gonna o vestitino, gioielli, un filo, ma giusto un filo di trucco, capelli ben sistemati, quasi mai raccolti, ma lasciati sciolti, liberi di svolazzare, o adornati solo di qualche fiore o nastro colorato. Ció non significa che avessi gioielli preziosi, potevano anche essere di legno, o vestiti griffati, né tantomeno che barcollassi sui tacchi, anche perché non mi sono mai piaciuti, mi piace camminare raso-terra. Ma il tutto era, almeno spero e credo, ben armonizzato e sopratutto COLORATO.

Poi sono arrivata qui. Da allora l’armadio é stato diviso in due parti: cose da mettere solo in Tedeschia e cosa da poter portare quando si va in Italia. In effetti avevo iniziato a comprare cose piú comode che belle, tanto avevo capito che qui l’unica a notare la bellezza dei vestiti e la combinazione delle stoffe e dei colori, ero  io. Ogni volta che compravo qualcosa di orrendo, ma veramente orrendo, tipo le scarpe per la neve, pensavo: vabbé tanto non me le vede nesuno che ne capisca qualcosa, e i crucchi nemmeno ci faranno caso. E con questa scusa ne ho comprate parecchie, di cose orrende.

Pian piano le cose da mettere solo qui sono cresciute di numero, e quelle da mettere anche in Italia sono diventate vecchie e mai rimpiazzate.

Oggi mi sono resa conto che da oltre 2 mesi indosso sempre jeans, con calzamaglia di lana sotto,  e scarponi o stivali per la neve. Che i capelli sono sempre ammaccati dai berretti che infilo con forza fino a coprire il mento, che il mio collo non é piú adornato da collane, ma solo da pesanti sciarpe. Le dita non sono piú smaltate, ma ricoperte perennemente da guanti, le labbra sono asciutte, screpolate e sempre imbrattate di burro cacao. Insomma mi sto sempre piú mimetizzando e diventando sempre piú simile a loro. Ho anche almeno 2 paia di Birkenstock. Che la prossima estate le indossi con le calze?

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11 pensieri su “uguale a loro

  1. Mi e’ successo anche a me in Svizzera. Anche se qua ci sono almeno due tipi di persone: 1) quelli con sempre indumenti “tecnici”, tipo out-door; 2) quelli sempre vestiti come se andassero a una festa.

    Nella categoria (2) ci sono anche quelle che vanno in giro molto spogliate anche d’inverno.

    Credo che gli svizzeri abbiano la “cultura della sofferenza”. Cioe’: se fa freddo e uno normale esce col piuminio, loro escono soltanto con la giacca di goretex leggerina, e magari con le scarpe da ginnastica e il calzino (rigorosamente) bianco!

    Ma alla fine credo che la vera evoluzione sia quella crucca: che te ne frega di cosa indossi quando semplicemente esci di casa?

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  2. Sembra di sentir parlare me stessa. Dopo quasi 5 anni di tedeschia l’abbigliamento italiano è solo un ricordo. La maggior parte delle gonne, vestitini, tacchi a spillo, borsette e scolli sono rimasti in Italia, cosi’ che quando scendo apro il mio vecchio armadio e mi stupisco. Ohhhh!
    Ora in quella roba non ci entrerei nemmeno più e poi immagini come sarei stata fantastica quest’anno in tacchi a spillo sui marciapiedi ghiacciati!

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  3. vada per le birkenstock col chalzino…per completare la trasphormazZione ti serWe solo il pinocchietto…

    Ma sarai completamente (e irrimediabilmente) nel tunnel Cuando: “La pizza con l’ananas è buonisssssima! SLURP!”

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