Pachino è in Olanda

Ortolano al nord Italia, fruttivendolo o “putiaru” (da Putìa, negozio) al sud non fa differenza. L’unica forse è che il primo sembra vendere quasi prodotti di gioielleria per i prezzi elevati. Quando un siciliano si trasferisce al nord, la prima domanda che gli viene rivolta non è, “come ti trovi al nord?”, ma “a quanto sono le brasiliane?”, non riferendosi a ballerine di salsa, ma a succose arance.

Anche qui in Tedeschia ho il mio putiaru siciliano, che due volte a settimana si reca in Italia per portare tunisine, brasiliane, tenerumi (e solo un siciliano sa cosa sono), sparacelli etc. Nonostante i prezzi da gioielliere preferisco acquistare da lui prodotti italiani piuttosto che fare la spesa presso altri negozi dove la merce è prevalentemente di origine spagnola o olandese.

Fino a poco tempo fa credevo che i pomodorini provenissero da Pachino, oggi ho invece scoperto che sono originari della calda e soleggiata Olanda, che ovviamente oltre ai tulipani e agli zoccoli produce anche arance e zucchine. Di poco sapore  questi prodotti sono superiori a quelli spagnoli, che sono bellissimi all’esterno, ma al gusto insetticida all’interno. Di bella presenza al negozio, fanno presto capolino nel sacco della spazzatura perché marci dopo un paio di giorni. Insomma assomigliano un pó ai prodotti Ikea,di bella presenza al negozio, ma che risultano essere stati un errore non appena hanno fatto il loro ingresso nel proprio appartamento.

Nei banconi non si trova quasi nulla che provenga dal suolo tedesco,persino le mele e le patate provengono da altri paesi. Ma dove finiranno mai le Kartoffeln e le Äpfel tedesche?

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28 pensieri su “Pachino è in Olanda

  1. All’ Esselunga di Bologna sono i “pomodori a grappolo” a provenire sempre dall’Olanda. Non li ho mai comprati, ma temo che abbiano l’effetto descritto per i tuoi “pachino”.
    Forse i pomodori italiani sono finiti insieme alle mele e alle patate tedesche?

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  2. gia la patria delle patate le manda a prendere.
    sui prodotti italiani c’è da dire che qualche cosa si trova, raramente e con prezzi da gioielleria. ma che vuoi il design, il made in Italy, qua se lo fanno pagare

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  3. Anche qui in Italia si trovano pomodori olandesi e spagnoli. Dipende dai mesi. Quelli olandesi non sanno di nulla. In germania a volte le mele arrivano dalla Nuova Zelanda. Sembra un assurdo ma non tanto se si pensa che in germania, per essere consumate adesso, sono rimaste refrigerate in atmosfera controllata per dei mesi, mentre dalla nuova zelanda arrivano appena colte.

    ciao Dario

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  4. io ci vivo vicino pachino ma qui di pomodorini nemmeno l’ombra (non almeno del luogo) i turisti li comprano ma sono di importazione. E pensare che i miei amici del nord italia mi invidiano perchè io posso mangiare quelli freschi appena colti…dove,in Olanda? Miei cari, dalle serre direttamente sui camion verso la campania dove saranno impacchettati e posti sul mercato del nord italia ed europa. prosit

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  5. L’unica fortuna che si può avere consiste nel vivere in un luogo (quasi sempre di provincia) dove poter trovare negozietti i cui alimenti in vendita sono prodotti dagli stessi gestori. Ad esempio il fruttivendolo che vende verdura e frutta dei propri campi o il panettiere che vende pizza e pane del proprio forno. Io ho questa possibilità e, quando capita, acquisto per questioni di tempo certi prodotti in un supermarket la differenza con quelli dei suddetti negozi è palese. Non solo pachino ma, in genere, tutti i prodotti della terra sono solo belli a vedersi ma poco appetibili. Spero che i proprietari dei negozietti abbiano degli eredi, altrimenti addio ai veri sapori!
    Cordialmente, Francesco

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  6. Era da tanto che non sentivo dire “u putiaru”, e da buona sicula, ma da vent’anni a Roma mi ha fatto venire la nostalgia della mia vecchia putia. Pensare che i pachino arrivino dall’Olanda mi fa rabbrividire, perchè e come dire che il nostro parmiggiano reggiano possa venire dalla Cina, che orrore! Ma come dice sempre mio padre al peggio non c’è fine!Mah

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  7. Invece che comprare splendidi ortaggi da pattumiera, io, letta la provenienza…non compro. Vado dall’ortolano gioielliere invece che rivolgermi alla grande distribuzione, compro poco ma di produzione locale. Attendo il prossimo libro di capriotti: “pattume e carrello”

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  8. Io sono di Pachino e posso dirti che da noi si producono , ma la quantità è poca perchè il territorio è piccolo.
    Comunque ai produttori viene pagato molto molto meno (diciamo 1/4) del prezzo di vendita nei fruttivendoli.

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  9. Non vi meravigliate. Lo scorso anno sono arrivati nei porti italiani 160 milioni di chili di pomodoro “San Marzano” prodotti in Cina
    Il prodotto, una volta varcati i confini, viene rilavorato e confezionato come italiano perché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento e non quello di coltivazione del pomodoro. Nonostante gli allarmi sulla sicurezza delle merci provenienti dalla Cina, le importazioni di pomodoro dalla Cina sono triplicate per un quantitativo che equivale a circa un quarto dell’intera produzione di pomodoro rosso coltivata in Italia.

    Vi invito a leggere questo articolo (allego il link)

    http://www.ecostiera.it/index.php?option=com_content&idvis=1&task=view&id=1636&Itemid=52

    Cordialmente
    Eleonora

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  10. ciao, ma non avete mai sentito parlare dei G.A.S ( Gruppi di Acquisto Solidale) , ne hanno parlato anche a Report qualche settimana fa. Nella mia zona ce ne sono parecchi e io faccio partedi quello del mio paese. Garantiscono ottima qualità dei prodotti, solo di stagione, (impensabile mangiare i peperoni a dicembre!!!) ottimo prezzo (considerato poi che si tratta di agricoltura cosidetta biologica, e che mancano gli intermediari commerciali, l’acquisto dei prodotti avviene direttamente dal produttore agricolo).

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  11. Visto il tripudio di commenti favorevoli, mi permetto di farne uno acido: ma che differenza ci sarà mai tra un pomodoro olandese, uno spagnolo e uno italiano? Non sono tutti coltivati secondo le regole europee? E francamente è più probabile che a violare quelle regole siano gli italiani che gli olandesi.
    Personalmente vivo in Olanda, compro i pomodori classici senza tanti aggettivi che vendono qui al supermercato (scusate se il tempo di cercare il negozietto sicialiano non ce l’ho…) e non sono ancora morto. Poi, per carità, ci sarà anche meno sole da queste parti e quindi la verdura avrà un po’ meno gusto, ma se uno vuole per forza le arance di Catania, beh, che se ne stia a Catania invece di emigrare…

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  12. Partiamo dal presupposto che il “putiaro” (vedi etimo bottega, greco apoteke), quello di un tempo, aveva solo frutta e ortaggi di stagione. Oggi i nostri figli ignorano che esista anche una stagione per gli ortaggi, visto che sui banconi troviamo di tutto, tutto l’anno. Poco importa se l’uva fuori stagione dal Cile, porta dietro di sè la scia dell’inquinamento di un trasporto tanto lungo, quanto inutile.
    Siamo la generazione del voglio tutto, voglio subito. Se la natura non può adeguarsi alle nostre richieste ci verrà in contro il libero (sigh) mercato e l’agrotecnica scellerata. Finché non saremo noi a cambiare di mentalità, continueremo a mangiare questi mostri da serra.

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  13. per myself80. a parte che gli olandesi violano le leggi come gli altri, per esempio nell´edilizia, le leggi europee sono molto generiche, poi ognuno appliche le leggi nazionali, in italia ad esempio si é un po piu severi nell´uso di prodotti chimici per l´agricoltura.

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  14. aggiungo che il sole è un elemento molto importante per la maturazione della frutta e degli ortaggi, in mancanza di ciò la coltivazione avviene nelle serre per un periodo più lungo. Ma ovviamente non è colpa degli olandesi!

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  15. Non riesco a capire il perchè si deve dissacrare una tra le poche cose positive che ci sono a Pachino…. io personalmente mangio sempre il ciliegino originale che mi viene regalato da amici e parenti che lo coltivano nelle proprie serre. Se esiste in Olanda un prodotto della terra simile al nostro ciliegino… non lo so, ma sicuramente gli olandesi non hanno lo stesso clima che abbiamo noi e che permette al pomodorino di raggiungere la qualità e le proprietà organolettiche che presenta alla fine il nostro prodotto. La domanda che vi dovete porre è questa: La colpa di chi è, se nei mercati o nelle botteghe o fate voi….. delle vostre città o paesi arrivano tutti questi prodotti stranieri….

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