Clap clap

C’è una cosa che proprio non tollero delle mie partenze in aereo. Non è tanto il dover far entrare più cose possibili nel mio piccolo trolley e farlo pesare cmq meno di 20 chili, sigillare profumi, shampoo e bagnoschiuma altrimenti rischio di lavare tutti i vestiti ma senza risciacquo; non tanto preparare strategicamente il bagaglio  a mano dove ovviamente non ci sarà nemmeno una goccia di liquido; non la coda al check-in e la classica domanda “ha liquidi?” “Bhè guardi sono costituita per il 60-70 per cento di acqua, che fa posso passare lo stesso?”; non quel cavolo di metal detector che suona al passaggio del mio reggiseno, chi l´ha tarato deve essere un uomo che si diverte a dispetto delle nostre tettine; non le persone che si mettono in coda all’imbarco, guardate che il posto a sedere c’è per tutti; non la corsa alla cappelliera che poi non ci ho mai visto un cappello dentro, perché non chiamarla “bagagliera”?; non le hostess che volano ogni giorno verso l´Italia e che non sanno dire nemmeno “panino con salumi o formaggio” nella nostra lingua. Tutto questo posso sopportarlo, è ogni volta una prova di resistenza per la mia pazienza, ma stoicamente riesco a superarla. Ciò che proprio non sopporto è quell’applauso all’atterraggio. Ricordo che tempo fa circolava un cartone di Bozzetto, http://www.infonegocio.com/xeron/bruno/italy.html,  dove si sottolineava che solo gli italiani applaudono alla fine di un volo. Eppure non è cosÍ. Anche i tedeschi si sono piegati a questa usanza. Ma perché applaudire? Se un cameriere ci porta la nostra comanda in modo corretto gli facciamo la Ola? Se il muratore issa un muretto lo bacio e gli dico “bravo”? Se il prof mi mette otto gli dico “sono orgogliosa di Lei”?

Scusate, ma io mi astengo dall’applauso, del resto se il pilota fosse venuto meno al suo dovere, a quest’ora scriverei probabilmente dalle profondità del mediterraneo, vicino la mia isola.

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13 pensieri su “Clap clap

  1. penso sia la prima volta che capito qui nel mio divagare via blog !
    ciao , piacere di leggerti ,sono in linea con te , ma ammetto che un paio di volte ho anche applaudito : una alla fine del mio primo volo , tutti facevano così ; l’altra qualche anno fa , drei 6 o 7 , andavo a Palermo da amici e l’aereo è atterrato sull’ala per un disgiudo al carrello ed il pilota è stato bravo , chiaro che doveva salvare anche la sua pellaccia , oltre alla nostra !
    a presto
    Valentina

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  2. Cara Giulietta io appartengo al popolo sedentario che più sedentario non si può. Ma proprio in queste festività natalizie, con tutta la tribù (cioè con marito e figli al seguito) ho preso l’aereo e sono andata in quel di Lombardia. Ebbene, sono sicuramente una provinciale, che più provinciale non si può, e lo dimostro in ogni mio passo (insomma!). Ma quando ho sentito subito, dopo l’atterraggio, l’applauso ho riconquistato punti ai miei occhi: no, non sono così provinciale! Che c’entra l’applauso? Forse che si applaude l’autista del tram o del taxi? Forse che si applaude il medico che salva la vita al paziente? Pensavo che il gesto fosse caratteristica di noi meridionali così plateali e provinciali; no, l’hanno fatto pure al ritorno, provenendo dalla Lombardia. Ora leggo il tuo post e mi convinco che questa abitudine nasce perchè un popolo di cittadini s’è trasformato in un popolo di telespettatori! Applausi, please!

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  3. anche i tedesconi applaudono, non so forse è solo liberatorio, perché durante tutto il volo se la sono fatti sotto dalla paura, forse dovrebbero prendere il treno, e chissà se applaudirebbero al macchinista

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  4. Ecco…finalmente un’altra palermitana domiciliata a Leipzig come me!
    Che bello!!!! Conosciamoci! Nel frattempo ti propongo un indovinello.

    Sono numerose…composte da padre, madre, nonna, figli (almeno 3), generi, nuore e nipoti. Parlano una lingua ai piu ormai sconosciuta…non portano un bagaglio a mano…piuttosto due tre sacchetti ciascuno carichi di vivande di ogni sorta…cannoli, involtini di Piana, arancine, frutta di martorana, stigghiole, cassate…sono gli unici a riuscire a far passare il passito di Pantelleria per un medicinale salvavita…Chi sono???

    La mia tolleranza verso le famiglie siciliane in trasferta per andare a trovare i cugini emigrati è pari a quella verso gli applausi di fine volo…veramente veramente scarsa 😉
    Dobbiamo aspettarci di vedere al prossimo volo una famiglia tedesca (ovviamente piu scarna) portare ai parenti siciliani krauti würst e kartoffelsalat???
    Giulietta che ne pensi?

    Viele liebe Grüße
    Michela

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  5. Mik, permettimi un appunto, vuoi mettere la Kartoffelsalat (che puoi sempre preparare in sicilia) e un vassoio di cannoli di Piana??? Certo, potrebbero mettere tutto in un bagaglio a mano invece di usare tutti quei sacchetto, e il Passito potrebbero metterlo in mezzo ai vestiti. Ma chi emigra ha sempre nostalgia dei profumi e dei sapori di casa sua, non importa se tedesco o italiano 🙂 vero giulia?
    A proposito di applausi, ho notato che il fenomeno tende a scomparire, ma la settimana scorsa mentre stavamo per atterrare a linate un tipo sull’aereo ha iniziato un caloroso applauso, subito gelato dalle occhiatacce degli altri passeggeri!!!

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  6. ragazzi scusatemi ma questa cosa degli applausi ormai da 1 anno non la avverto più? che “compagnie” frequentate? 🙂 scherzi a parte…ricordo che circa 5 anni fa ogni volta che atterravo a palermo c’era il ridicolo applauso di rito, ma credo sia dovuto al fatto che i palermitani non erano abituati a volare e vedevano come un “miracolo” il fatto di essere vivi…ma in germania in due anni che ho passato fra gli aereoporti di Monaco, Lipsia, Berlino e Francoforte non mi è mai successo.
    Ridevo sempre però…..è come vedere i bambini felici per le caramelle….:)

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  7. E’ vero, siamo forse gli unici al mondo a farlo.
    E’ vero, è ridicolo. Forse.
    Ma cosa c’è di male nel gioire se tutto è andato bene, nel ringraziare per aver fatto bene il proprio lavoro e nel voler stemperare la tensione del volo?

    A me quell’applauso che solo noi italiani facciamo al pilota dopo l’atterraggio, fa sorridere. E’ come un sospiro di sollievo, no? E’ gioioso, anche quando è sopra le righe, anche se non è necessario, anche se gli stranieri ci prendono in giro e pensano “i soliti italiani”.

    Sinceramente, mi urta di più lo snobismo di certi altri italiani con la puzza sotto al naso, che guardano con sufficienza quei “poveri provincialotti” che applaudono e si credono di essere più evoluti.

    Ma lasciatevi andare, ogni tanto!

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