munnizza

A Palermo si butta a qualsiasi orario. Nonostante ci sia scritto a grandi caratteri quando ci si deve sbarazzare del puzzolente e scomodo ospite, noi palermitani la “scendiamo” a qualsiasi ora del giorno e della notte, preferibilmente la notte, in incognito, per liberarci di oggetti piú ingombranti, tipo materassi e mobili di cucina. Qui ogni palazzo ha i suoi contenitori, chiusi da un recinto con serratura di cui solo i condomini hanno la chiave. I contenitori marrone sono per i rifiuti biodegradabili, quelli blu per carta e cartone, quelli per il vetro sono di tre colori diversi in base al colore del vetro, quelli verdi per il resto dei rifiuti e quelli gialli..appena lo capisco ve lo dico, io comunque da brava italiana butto quasi tutto nel contenitore verde, tranne la carta. Ogni paese la sua spazzatura e la sua raccolta. A Castelbuono, provincia di Palermo, sono tre femmine a compiere il lavoro di raccolta rifiuti. Cosima, Valentina e Rondine, che ogni giorno si arrampicano sulle loro gambette verso le strette stradine, prendendosi carico del pesante sacco, senza mancare mai un giorno al loro impiego, senza lamenti, magari qualche raglio tra un passo e l´altro. Le tre asine sono costate ciascuna circa 1.200 euro, contro i 30 mila di un autocompattatore.Da quando hanno preso servizio, dallo scorso febbraio, hanno raccolto circa 140.000 chili in piú rispetto allo stesso periodo dell´anno precedente, quando si usavano ancora i rimedi usuali.Trovo l´iniziativa del piccolo comune molto carina, ma chissà se gli abitanti non storcono il naso davanti ai piccoli eventuali ricordini lasciati dalle asine, come testimonianza del loro passaggio.

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12 pensieri su “munnizza

  1. Ti confermo che sia a San Severo (FG) e sia anche a Bologna la monnezza la si butta a qualsiasi ora del giorno e della notte…la differenza purtroppo non la fanno gli orari ma chi la raccoglie!!!!iòl gamberogonzo

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  2. L’idea era buona ma contrastata dagli animalisti che sostenevano all’inizio che ci si trovava inequivocabilmente davanti a un caso di sfruttamento degli animali.
    E questo ad onta del fatto che una delle più caratteristiche immagini del passato della nostra terra è, figurativamente, quella del contadino che si ritira al tramonto in sella al suo mulo, con un enorme carico di paglia.

    Devo purtroppo dirti (forse non lo sai) che i poveri animali sono morti, trovati uccisi da sovralimentazione (vedi link).
    Brutta storia, vero?

    http://castelbuono.org/10/19/zooprofilattico-asinelli-morti-per-sovralimentazione/

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  3. sono giá stati sostituiti, doo dello zoo profilattico di palermo..trovo l´idea caruccia, non inquinanao e in in questo modo ritorna ad esser utilizzata l´antica bestia da soma..sfruttamento?..naaaaaaaaaaaaa
    Bacio

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  4. qualche volta gli animalisti esagerano. Se gli asini fossero maltrattati avrebbero ragione, ma non è questo il caso. Invece la vera crudeltà verso gli animali è tenerli in casa costretti in un ambiente che non è il loro.

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  5. io comunque da brava italiana butto quasi tutto nel contenitore verde, tranne la carta.

    e fai male, per tanti motivi. Intanto in Germania, come ben saprai, si paga un sovrapprezzo sulel confezioni (di cartone, plastica, ecc.) che serve proprio a finanziare la raccolta differenziata. Il che vuol dire che se invece viene gettato tutto nel bidone dell’immondizia generica (Restmüll), e il volume di questa spazzatura aumenta, gli abitanti dello stabile dovranno pagare un sovraprezzo. Anch’io mal sopporto la raccolta differenziata, dover avere 4 buste (anzi di più) diverse, sciacquare i vasetti ecc. ecc. Lo faccio non tanto perché devo, ma perché la raccolta differenziata è qualcosa di positivo per il pianeta.
    Ma tu poi non stai nella ex-Germania dell’est? Proprio nel luogo dove il vetro usato diventava praticamente un bene, e per tutto il resto si usava il cartone e non la plastica.

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  6. allora..guarda cara, se avessi una casa come i “cristiani” lo farei, ma considerato che la mia casa é grande circa 25 mq dovrei vivere sommersa dai vari contenitori.
    Riguardo gli animali…ma state scherzando? non é affatto maltrattamento, é anche un modo per mentenere viva una specie che altrimenti non verrebbe piú riprodotta, ma poi ce ne siamo serviti per tanti milleni, e allora non si parlava di maltrattamenti….

    bacio

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  7. Non ho espresso l’opinione sull’uso degli asini proprio perché non ne ho una. Capisco che è una tradizione, mi chiedo però, tradizione a parte, in quali condizioni vengono tenuti gli asini quando non raccolgono la spazzatura. Un tempo non si parlava di maltrattamenti, è vero, ma un tempo era anche normale schiavizzare le persone, maltrattare le donne ecc. Se ci pensi, un tempo era normale violentare le donne del popolo, nessuno ci trovava niente da ridire. Questo per secoli.
    Riguardo alla spazzatura…lo so che è una scocciatura in termini di spazio. Anch’io ho una cucina piccola, mi arrangio come posso. L’unica cosa che mi infastidiva mortalmente all’inizio era la divisione tra la spazzatura organica (resti di cibo) e quella generica. Ci si fa l’abitudine.
    Però capisco che sia un sacrificio in questo senso (pazienza, tempo e spazio). Quello che mi da fastidio non è tanto che qualcuno non divida la spazzatura (ognuno fa quel che gli pare a casa sua, per carità), ma è il fatto di presentarlo quasi come un modello positivo. Dividere la spazzatura non è una fissazione dei tedeschi, c’è un motivo per cui si fa, solo che in Germania è particolarmente ben orgnanizzata. In molte città tedesche l’olio (quella per cucinare) viene raccolto separatamente, ci sono anche dei luoghi dove andare a consegnare gli elettrodomestici rotti. C’è un motivo per questo. A volte non sarebbe male prendersi qualche minuto per informarsi e riflettere su queste cose. È un sacrificio, ma io la vedo come il mio contributo (minimo, ma veramente minimo) alla salvaguardia dell’ambiente. In questo i tedeschi ci battono a pienti punti.
    Persino mio padre da quando hanno introdotto la raccolta differenziata in Italia separa cartone, vetro e plastica. Mio padre ha 70 annia, appartiene ad un’altra generazione in cui nemmeno ci si sognava di dividere la spazzatura e proviene da una zona d’Italia in cui ancora non lo fanno. Fate un po’ voi…:-)

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  8. d´accordissimo sulla raccolta differenziata, a Palermo l´abbiamo sempre fatta, il problema era andare alla ricerca del cassonetto differenziato. qui non costa fatica, hanno il cesto dei rifiuti a casa stesso giá differenziato…avendo gli spazi…
    bacino

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