Il tempo di morire

In pochi hanno la (s)fortuna di vivere in una città che potrebbe (il potenziale poverina ce l’ ha, ma non si applica) essere meta turistica: mare, sole, cultura, monumenti, montagne, ottima cucina…io poi in realtà non ci vivo più, ma è ormai tappa quasi obbligata per le mie vacanze. Una vacanziera a casa. Una semi-turista che non va cmq a mare perchè qui il mare c’è ma non si vede e se si vede non è proprio limpido e se lo è, è lontano km da casa, già colonizzato da una baraonda di indigeni pronti a lasciare il loro segno, a marcare il territorio. Un’ emigrata che ucciderebbe per mangiare una vera pizza o un piatto di pasta con le vongole, dei quali viene ad ogni modo forzatamente privata per la chiusura dei locali, e se ve ne sono di aperti, lo si vede dalla coda di stomaci vuoti che invade il marciapiede del locale in questione. Ripiegherei volentieri su della verdura fresca, dato che lì ci sono cavoli di ogni forma e dimensione e nient’altro, ma anche il fedele “putiaro” ha il diritto di lascirci con lo stomaco vuoto. Non mi rimane che cercare nel frigo avanzi del crasto di ferragosto…

In pratica la città è morta. E agonizzanti sono i pochi turisti abbandonati a loro stessi, che vagano nelle deserte strade del centro,o in eterna attesa di un autobus che non passerà, forse si, ma non si sa quando, ripromettendosi di non tornare più, mai più in questo cimitero.

E pensare che il potenziale c’è…

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7 pensieri su “Il tempo di morire

  1. Ma, cara, una pizza VERA in sicilia? Su, dai, adesso non dare fuori di testa… :-))
    (cmq, ti capisco, sempre meglio che in tedeschìa; anche se, mutatis mutandis, cioè evitando di pensare che quella che mangi sarebbe la famosa ‘pizza’, a volte può anche piacere!)
    il marinaio, ispido e campano

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  2. Sono stata a Barcellona che ho spesso sentito paragonare a Palermo, ma solo per la posizione sul mare.
    Il potenziale c’e`, l’arte anche, il buon cibo non manca … dovremmo solo far emigrare i palermitani e chi amministra comune e provincia.Quest’estate, causa mancanza di fondi, le notti d’estate sono state prive di qualsiasi attivita` culturale.

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  3. Si ma cara, io parlo anche delle cose più spicciole, tipo chiese e luoghi di interesse artistico chiuse, o aperte ma costose, tipo la cappella palatina. L’ingresso è 10€ e non è possibile ammirarne il soffito causa restauro. O il chiostro di Monreale, ingresso 6€…i mezzi di trasporto a singhiozzo…che tristezza…

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