il giorno dopo (le elezioni)

In Sicilia non importa fare male o far bene: il peccato che noi siciliani non perdoniamo è semplicemente quello di fare. Siamo vecchi, vecchissimi. Sono venticinque secoli almeno che portiamo sulle spalle il peso di magnifiche civiltà eterogenee, tutte venute da fuori giá complete e perfezionate, nessuna germogliata da noi stessi, nessuna  a cui abbiamo dato il “la” (…)Il sonno, il sonno è ció che i siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrá svegliare, sia pure per portar loro i piú bei regali (…) Tutte le manifestazioni siciliane sono manifestazioni oniriche, anche le piú violente: la nostra sensualità è desiderio di oblio, le schioppetate, e le coltellate nostre, desiderio di morte; desiderio di immobilità voluttuosa, cioè ancora di morte, la nostra pigrizia, i nostri sorbetti di scorsonera o di cannella (…)

Non nego che alcuni siciliani trasportati fuori dall´Isola possano riuscire a smagarsi: bisogna peró farli partire quando sono molto, molto giovani: a vent´anni è giá tardi; la crosta è giá fatta, dopo: rimarranno convinti che il loro è un paese come tutti gli altri, scelleramente calunniato; che la normalità civilizzata è qui, la stramberia fuori. (…)

I siciliani non vorranno mai migliorare per la semplice ragione che credono di essere perfetti: la loro vanità è piú forte della loro miseria.

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31 pensieri su “il giorno dopo (le elezioni)

  1. Spero che non tutti i siciliani siano così, almeno tutti quelli che si stanno battendo per una società migliore. Purtroppo deve essere triste vivere in una società che stenta a muoversi, a scrollarsi di dosso la “piovra”. Ciao Costanza

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  2. il bellissimo discorso di Don Fabrizio al cavaliere Chevalley di Monterzuolo.
    Tommasi di Lampedusa, pur esasperandolo volutament, ha centrato il problema. ma non credo che la sicilia non cambi o non voglia farlo. va solo piu lentamente rispetto ad altri. non dobbiamo certo rassegnarci alla nostra storia. i segni del cambiamento ci sono, anche in politica, basta pensare al sindaco di gela Crocetta. il probblema non è neanche la mafia. essa è nata per la nostra mentalità non è lei che ha imposto la mentalita.

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  3. d´accordo con il tuo discorso sulla mafia..tu dici che i cambiamenti ci sono…mmmm…non so, spero sia cosí, ma credo che i fatti politi rivelino il contrario.
    Piuttosto che farci leggere a scuola i promessi sposi, dovrebbere far leggere questo romanzo, anche per l´importanza del quadro storico che presenta. Bellissimo libro, un meraviglioso regalo

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  4. i fattori politici sono altri e sono uguali ovunque. solo che da noi è piu evidente il voto clientelare, o la paura del ricatto.noi non consideriamo i politici nostri dipedenti ma li eleviamo a livello superiore, dei in terra, ma l’esempio di gela è importante, specie in quella realta. ma i cambiamenti io li vedo. sono solo molto, troppo lenti.
    ps. Don Fabrizio dava la colpa anche al caldo. per me siamo abituati da troppo tempo ad essere governati in silenzio

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  5. Complimenti per aver scelto gente inquisita per mafia a farvi governerare. Peppino Impastato è uN VERO SICILIANO COLUI CHE LOTTA PER IL SUO PAESE E NON VENDE UN SUO DIRITTO PER 120 euro
    AUGURI GRANDE PEPPINO

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  6. La scorza non era sufficentemente spessa: sono stato portato via dalla Sicilia per lavoro. Mio padre non lavorava, io già sì. Comunque partimmo. Avevo 14 anni e una grande tristezza addosso. Il grigiore della padania mi creò claustrofobia e mancavano ancora 200 km a Milano. La tristezza e la nostalgia rimane forte, ma alla tristezza dell’emigrazione si somma, purtroppo, quella della delusione per un paese straordinario che è la regione Sicilia. Straordinario e deludente. I siciliani sono le vittime e nello stesso tempo i carnefici. Il masochismo della gente è potente. Sono vittime perché li hanno abituati a seguire regole mafiose, clientelari ecc. e carnefici, in quanto con il loro continuare ad agire e a votare il già stabilito, il vecchio, la scheda fotografata nell’urna, in un masochismo parossistico che trova pochi esempi in giro per il mondo, li rende immobili e impossibilitati a una svolta. Credo che sarebbe di grande aiuto e da esempio, una politica nazionale seria, di rigore morale. Far capire che è possibile cambiare. Ma di esempi la politica non è in grado di darne, forse fa comodo far stare la gente in questo modo. farli continuare a credere che essere schiavi e sudditi sia normale, in fondo fa comodo a chiunque governi. Impastato l’hanno ucciso, la Borsellino ha perso, alle elezioni votano Cuffaro, pluri inquisito, e lo sanno anche i cavalli che vivono in Abruzzo(ma i siciliani no). Per inciso, a Dell’Utri oggi gli hanno confermato due anni di galera.
    Mi ricordo negli anni sessanta ad Augusta, prima delle elezioni passò un signore del MSI, ci lasciò 1 kg di zucchero, 1 di pasta, 1 di salsa, e uscì convinto di aver comprato il voto dei miei genitori. Quel fatto, dopo oltre 40 anni, lo ricordo come fosse ieri. Ecco, per me la politica in generale è rimasta ferma a quel fatto, a quel modo di concepire la gente. Questo modo, in Sicilia è ancora più marcato, scolpito nelle vene della gente. Spero nelle nuove generazioni, con un DNA più neutro, almeno neutro. Questa neutralità dovrebbe portarli ad osservare le cose da un punto di vista nuovo, diverso nella sostanza. Per carità,gli esempi ci sono, ma sono troppo pochi, fragili. La fragilità la vediamo alle urne. E comunque, visto come il governo centrale sta gestendo il Paese, non nutro molte speranze nemmeno in loro. Al Nord è cosa normale che un operaio possa frequentare un medico o un avvocato, e magari sposarsi. In Sicilia dopo il diploma cominci ad assumere l’atteggiamento altezzoso. C’è poca contaminazione culturale. Questo aspetto fa sì che la trasformazione sia più difficile. I laureati in Sicilia per la gente comune sono inavvicinabili: buon giorno dottore; sabbenedica ingegnere; baciamo le mani avvocato. Cui pippuzzo u scarparu? chiddu ora avi u fighiu farmacista!!! A sì??? E sai ca u niputi di Ciccio Cuttadauru trasiu in Fozza Italia: jù u canusciu e se trasi in comuni mi fa ddari u postu a me figghia. E tutti si rimane invischiati in questa ragnatela mortale. Tutte le volte che arrivo a Villa S.G. e salgo sul traghetto, mi batte il cuore dall’emozione, guardo il cielo e il suo colore, annuso l’aria e il profumo delle specialità sicule che escono dai bar pasticceria. E ogni volta si rinnova la gioia, l’emozione della mia terra, che è lì, non mi ha lasciato,sono io che l’ho lasciata. Lei è lì e mi aspetta, bella come sempre, immobile, troppo immobile.
    ciao

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  7. Forse, sarà brutto da dire ma ritengo che in Sicilia non c’è più neanche spazio per sperare.
    Quest’ultimo risultato mette in evidenza che la scelta fatta dagli “elettori” non tiene assolutamente conto dell’operato degli amministratori, ma di “altri” fattori.
    Ma la cosa che più mi fa rabbia sono i commenti di certa gentaglia su Leoluca Orlando. Sanno e fanno credere che la parte migliore sia la loro, pur sapendo che Orlando avrebbe potuto veramente ridare dignità ad una città ormai spartita fra gli “amici” e dove le regole di convivenza civile, in tutti i settori, non sono rispettate più da nessuno.
    Resta un grande vuoto e la rassegnazione nel vedere precipitare ancora più in basso la città e le istituzioni nelle mani di incompetenti arroganti.
    Personalmente ho scelto il lato giusto, quello della legalità e della trasparenza, nell’assegnazione del mio voto,

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  8. Qualcuno mi sopiega perchè il nuovamente eletto sindaco di Palermo, come ha dichiarato, la prima cosa che farà sarà andare a chiedere al vescovo un aiuto concreto per governare la città? Ma il vescovo che c’entra? A Palermo, o meglio, in Italia i vescovi hanno poteri di governo? Come sono sconsolato…

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  9. si perde la speranza, non si crede che le cose cambino! è questo il male piu grosso della sicilia.
    l’intervento di Claudio è in parte vero. Ci sono delle persone che si credono intoccabili perche sono laureati, ma non è sempère cosi, anzi, sono in pochi a crederlo ancora

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  10. Sono arrabbiato, sconsolato, deluso non c’e’ nulla da fare non vogliamo cambiare siamo tutti ostaggi dei Cuffaro e Co. Come in una brutta e incurabile malattia è meglio l’eutanasia. La sicilia è troppo ricca di cultura, di storia, di bellezza e vorrei che fosse ricordata almeno per questo speriamo in una nuova Atlantide è l’unica soluzione oramai.

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  11. Che belle cose hai scritto della Sicilia, caro Claudio.
    E credo che siano pochi, gli emigranti italiani intendo, quelli che provano la nostra stessa nostalgia. Mi capita di provare le stesse emozioni quando torno a Palermo.
    Noi che, anche se duri al cambiamento, per bisogno o necessità siamo stati costretti ad allontanarci da quei profumi, quelle atmosfere e quel cielo che così blu in Italia non ce nè.
    Peccato solo che siamo intorpiditi e bloccati dal nostro passato, che ci culla si, ma ci avvizzisce.
    Speriamo che col tempo (ma quanto ancora non è dato saperlo!!!)qualcosa cambi…

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  12. Avevo casualmente letto in questi giorni “Il Gattopardo” leggendo le parole di Don fabrizio, trovavo i miei pensieri che non avevano mai avuto espressione cosí bella.
    Ho voluto copiare questo bellissimo passaggio, che mostra (ahimé) come dopo oltre 50 anni, la Sicilia é sempre la stessa.

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  13. come dicevo, il discorso di claudio e condivisibile ma ci sono parti che non hanno piu riscontro nella realta. le differenze sociali dovute al titolo, le caste, sono un retaggio antico che sta scomparendo. purtroppo chi va via rimane ancorato alla sicilia che ha lasciato. non si accorge che qualcosa, nel bene e nel male è cambiato. e sempre ne rimane deluso. e come quell’immigrato che torna dopo tanti anni a casa e incontra gli amici. parlòa solo del passato e non si accorge che è il solo forse a ricordare

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  14. La politica è sporca ovunque..più sei vicino all’eletto di turno più mangi, e più mangi e più vuoi continuare a farlo. Ti senti protetto dall’ala del politico, che promette e ti sorride con l’avvicinarsi delle elezioni, e una volta passate e ottenuto quel che voleva fa finta di non ricordare chi sei. é una storia che si ripete sempre questa: la visita per la richiesta del voto, i contatti per vie traverse, tutto questo per riuscire a salire sul gradino più alto che rappresenta il paese. MA STARE A RAPPRESENTARE CERTI PAESI NON è DETTO CHE SIA SEMPRE UN ONORE…
    Finchè ci saranno persone che si faranno ammaliare dall’effimero atteggiamento mirato a.. non si cambierà. O fin quando ci saranno persone che si faranno richiamare dall’odore dei soldi..che se ne infischia dell’etica e vota per chi “offre di più”. E in paesini piccoli, come quelli siciliani e non solo accade più del previsto. Dopo aver stilato brevemente i motivi che spingono la gente a scegliere sempre i soliti politici “sbagliati”(politici e sbagliati è una ripetizione in fondo no?) devo dired che ho notato con piacere che in molti comuni sono stati scelti primi cittadini donna. E questo mostra davvero un apsso avanti, uomini battuti dall donne in politica, da non crederci, e sicuramente 50 anni fa non era così cari miei!ma nemmeno 10 anni fa… La Sicilia cambia e cambierà ragazzi, ma non per via dei politici.. ma grazie a noi, siciliani che vogliamo studiare ed elevarci culturalmente sempre di più.. costretti poi ad andare fuori per lavorare e fare percorsi più adatti a noi. E questo è un problema che riguarda tutto il meridione.

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  15. Caro Sandro, giusto un anno fa sono stato a Siracusa dai miei, per 20 giorni. Girando per le strade, i negozi, parlando con la gente, vi ho ritrovato il solito calore. Ma non ho avvertito e continuo a non avvertire ciò che tu dici. Mi spiace, forse il tempo che ci passo è troppo poco, non so. Sai, credo che le mie sensazioni, la mia percezione, non mi ingannino, e poi, la realtà delle cose, i fatti concreti di come si muove la società, in qualche modo sembrano darmi ragione (purtroppo).
    A proposito delle elezioni, mi piacerebbe sentire qualcuno che vota a destra. Vorrei avere delle plausibili giustificazioni. Per esempio: se è persona onesta e se crede veramente che questa gente rispetti tutti, soprattutto i più deboli, i più poveri. Se crede veramente che questa gente possa fare qualcosa per la Sicilia. Vi racconto un fatto: Prodi, nel governo precedente a quello di Berlusconi, mandò in Sicilia un esperto di acque, un ex generale in pensione, che per orgoglio accettò di lavorare gratis. In poco tempo era riuscito a fare migliorare le cose, ma era soltanto all’inizio… Ma poi arrivò LUI! Berlusconi, e che cosa fece questo grandissimo manager (dei suoi interessi)? Licenziò il Generale che lavorava gratis e Cuffaro diede l’incarico a un suo amico, già collaboratore, al quale veniva erogato uno stipendio mensile di circa 40.000 euro! E già. Ma nonostante il lauto stipendio, in Sicilia il progetto “salviamo l’acqua”, in modo che non fosse più la mafia a vendercela, venne abbandonato. Cioè il grande consulente non fece più niente (forse guadagnava poco per sbattersi un po’). Questo è il problema. La regione è al fallimento economico e Cuffaro spende e spande miliardi a gogò.
    Per tornare al discorso del mio intervento precedente, vorrei chiarire che io non ce l’ho con i laureati, ma la mentalità trasmessa ai figli è questa. Spero che sia come dice Sandro, cioè che ormai siano in pochi a pensarla così, anche se stento a crederlo.

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  16. Nulla di nuovo sotto il sole della bellissima Sicilia. La popolazione siciliana “vende” il consenso al padrino di turno per un piatto di insalata e si toglie pure il cappello in segno di ossequio. Vedo molto terzo mondo in tutto questo. Ma la Sicilia non è Europa ?

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  17. Concordo con tutti ma da siciliano e da elettore di sinistra dico che sarebbe meglio interrogarci sul perchè della sconfitta invece di buttarla sempre in mafia e in malaffare.
    Qualcuno in questa terra dovrebbe avere il coraggio di dire che il Re è nudo. Ossia che la classe dirigente della sinistra locale (DS e Margherita soprattutto) è di bassissimo livello, scarsissimo profilo e non sa parlare ai cittadini. E’ una classe dirigente che non ha saputo fare opposizione per 6 anni e non ha nemmeno saputo fare la campagna elettorale. E, scusate se quello che dico è edonistico o superficiale, è una classe dirigente che si presenta pure male.

    Ognuno comunque è artefice del proprio destino e se nel segreto dell’urna la Città ha votato Cammarata, allora significa che questo è il destino (per me triste ma per altri no evidentemente) che la Città ha scelto.

    Facciamocene una ragione e cerchioamo di capire il perchè di questa scelta.
    Andando al di là delle mafie e dei piagnistei.

    WAM

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  18. claudio, avevo capito che non l’avevi con i laureati. ma la mentalita, almeno dalle mie parti non è come tu la racconti. certo, ci sono ancora, e per lavoro ne incontro qualcuno, ma per il resto non vedo piu queste cose. del resto a me non verrebbe neanche in mente di chiedere che lavora fa una persona per passarci un po di tempo insieme.
    io dico solo che come è vero che dall’esterno ci si accorge piu facilmente delle differenze che esistono tra la sicilia e cio che sta al dila dello stretto e anche vero che chi è andato via a meno a che fare con i cambiamenti. purtroppo in sicilia sono talmente lenti che a volte non ti accorgi neppure che si muove. ma eppur si muove.
    anche su queste ultime elezioni ci sono dei piccoli passi avanti.

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  19. Sandro, non sono d´accordo su cio che dici.
    Proprio perché siamo via notiamo i cambiamenti. Chi ci vive dentro potrebbe non accorgersene appunto perché avvengono, come dici tu, lentamente. Noi che siamo fuori non abbiamo questa dimensione del tempo dilatato e quando torniamo in Sicilia notiamo che tutto é uguale. Se qualcosa fosse cambiato ce ne accorgeremo subito perché contrastante con i nostri ricordi…non credi?

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  20. Caro Claudio: a pensarla come dici tu sui laureati credo sia la generazione piú anziana, quando la laurea era un lusso, ora é alla portata di tutti.
    Sono laureata e non lo trovo nulla di eccezionale, non credo che un pezzo di carta faccia migliore una persona. Chi la pensa cosí é forse colui che non ha quel pezzo di carta, perché in qualche modo gli é stato negato.
    cmq non é questo il problema in questo caso.
    Un bacio

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  21. Il piagnisteo è una caratteristica del sud (e non solo). Le lamentatrici assunte per i funerali è cosa antica, è rito. Comunque, da ciò che sto leggendo in tutti gli interventi, emerge rabbia, delusione, ma anche voglia di affermare altro. Tra le righe leggo che non è detta l’ultima parola. Nonostante tutto, noi ci siamo e siamo l’alternativa a questo stato di cose. Parlare di mafie e come parlare di olocausto. E’ ferita aperta, è malessere sociale quotidiano. Per cui è necessario parlarne, sempre. Non dare mai l’idea che non ci si pensi. Qualche giorno fa hanno distrutto una vigna coltivata su un terreno confiscato alla mafia. E’ accaduto pochi giorni fa, non ai tempi di Ciccioammosca. E’ neccessario quindi un’attenzione quotidiana che tenga le coscienze sempre attive, sensibili,non si può e non si deve rimuovere.
    Per quanto riguarda l’alternativa, certo, come dici tu caro WAM, la classe dirigente del centro sinistra, non brilla. A tal proposito: Quante tessere false ha fatto la Margherita in Sicilia? Del resto cosa pretendiamo, la Margherita è posizionata nel centrosinistra, ma è di fatto un partito di ex democristiani. E si sa che la DC era brava a fare tutto quello che anche gli altri ancor più a destra sanno fare benissimo. Provengono quasi tutti dalla stessa scuola. Andando su cose molto terra terra, vi ricordate perché cadde il primo governo Prodi? Cadde perché Rifondazione gli disse: o alzi le pensioni e fai qualcosa di popolare, oppure noi non ci stiamo. Il governo cadde e Rifondazione divenne il capro espiatorio della loro incapacità di rispettare i patti, e cioè fare qualcosa di sinistra, per la gente che vive anzi sopravvive a fatica. Questi ultimi sono i più ricattabili, sono coloro dai quali il voto viene comprato con più facilità. Berlusconi prese un sacco di voti per le telenovelas, ma anche perché lanciò un messaggio: Un milione di pensione minima a tutti. Sai quanta gente, anziani e relativi figli, che prima votava il PCI diede il voto al berlusca? tantissimi! Sta di fatto che per mancata lungimiranza e presunzione, da parte di Prodi, lasciammo il Paese in mano a Berlusconi, con tutto quello che ne è conseguito.
    Per quanto riguarda lo scambio di opinioni sul discorso dei laureati, è chiaro che non è più come 30 anni fa, ma io ho conosciuto tanta gente in Sicilia e non ho mai trovato un gruppo misto, cioè, le persone che si frequentavano erano o tutti laureati, o tutti operai. Questo anche negli ultimi anni. Poi per carità, come dici tu Giulietta, in questo confronto non è la cosa fondamentale. Però ne ho fatto cenno per il fatto che a mio avviso la contaminazione arricchirebbe tutti. abbracci

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  22. nel mio caso e pe quello che vedo i gruppi sono piuttosto eterogenei. nella stessa compagnia c’è lo spazino e l’avvocato o il medico.
    chi sta fuori secondo me non si accorge delle piccole cose e spesso, non èp magari il tuo caso, è alla ricerca delle cose e delle sensazioni passate.
    in teoria, come ho detto, è vero, chi sta fuori si accorge dei cambiamenti prima. ma è anche vero che si confronta meno con le realta e con i pensieri della gente.

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  23. Da siciliana vivo un momento di grosso sconforto, mi chiedo come sia possibile che tutto questo avvenga, ma ad ogni elezione sono sempre più avvilita. So che questo è un momento e passerà, ma in questo momento mi sembra che sia propro vero che “il sonno della ragione genera mostri”. Cara amica Giulietta, tu hai correttamente citato il “Gattopardo”, ma c’è un libro assai più recente scritto da Alfio Caruso, che, con l’amore di un siciliano per la sua terra dalla quale si sente tradito, descrive “Perchè non possiamo non dirci mafiosi”, una rivisitazione in chiave di saggio della “sicilitudine” di cui parlava Sciascia.

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  24. Io, forse perche’ sono distante, tendo ad essere molto d’accordp con WAM. Una cosa che ho notato in alcune lettere – ma nche nel blog iniziale- e’ una buona dose di Fatalismo… come se la “Sicilia” fosse predestinata ad essere auto-distruttiva…il caso di Gela sembra provare esattamente il contrario.

    Poi c’e questa generalizzazione della parola Sicilia, come fosse un’unica dimensione… Tutta la gente delle citta’ piu’ grandi ha piu’ ampio e facile accesso alle fonti di informazione..(come nel resto del mondo).
    A me puo’ sembrare che la Sicilia, le cui risorse sono in genere Agricole, soffre di quei problemi tipici di tutte le aree dove la fonte principale di produzione e’ l’Agricoltura. Quindi, i Siciliani che vivono in queste aree potrebbero trovare similarita’ nel modo di vivere e di interpretare la vita con i cittadini dello York in Inghilterra, oppure con quelli che vivono nelle praterie del Manitoba e Saskatchewan qui in Canada. Similarita’ nei rituali, nelle gerarchie, nella giusta diffidenza del ‘Moderno’. Mi sembra la Teoria del Caos (che non conosco): ci sono eventi, che per quanto sembrano simili hanno poco in comune. Ci sono poi altri eventi, che per quanto sembrano dissimili, hanno molte piu’ affinita’ di quello che sembra…

    Ed allora come cambiano le cose ?? Io direi che basta andare a Gela a vedere come il Sindaco (non ricordo il nome) ha fatto la Campagna Elettorale… ed allora mi viene in mente quello che dice WAM: DS e la Sinistra forse non sanno come parlare ed ascoltare la gente… WAM dice: accettiamo il risultato deludente… e garantisco che la delusione e’ anche mia. Ma poi impariamo dagli errori.
    C’e’ nessuno dei Deputati e Senatori Siciliani che sia andato da Prodi a dire: “guarda, ci hanno distrutto la vigna, hanno strappato l’albero dedicato a Ciccio Impastato… Invece di andare a quel c… di ritiro in Germania, perche’ non vieni qui giu’, in Sicilia a fare vedere i denti dello Stato??…”. C’e’ nessuno di quello che sono laggiu’ che abbia deciso di fare un bel po’ di rumore, a proposito della vigna ?? per me e’ stata una cosa molto seria, ed l’assenza a rispondere da parte del Governo mi e’ sembrata un po’ vergognosa.

    Ed in ogni caso, voi che vi autoaccusate di ‘incapacita’ ad agire’ dovete anche guardare al modo in cui tutta l’azienda Italia viene gestita… Qui non e’ il discorso che “visto che fanno male le cose al Governo- le facciamo male anche noi”… qui, il discorso e’ che non potete prendervi carico di una colpa quando e’ lo stesso governo centrale che sta agendo molto molto al di sotto sia delle aspettative, sia del potenziale…. Cioe’, e’ mia opinione, non e’ che Prodi, Rutelli, Fassino, & co. mi sembrino essere dei ‘geni’. Hanno passato piu’ di un anno, si’ certo a risanare l’esconomia, ma poi a non fare piu’ nulla — ovvero a parlare di cose importanti di sicuro come i DICO- ma poi la mia valutazione ed il mio voto viene quando gli stessi personaggi fanno qualcosa di concreto che io possa ben vedere –ovvero sistemano le discariche del Napoletano, spezzano le catene del pizzo che tanto bersaglia l’economia Siciliana, risolvono i problemi di Lampedusa, e cosi’ via. Intendo dire che la Sicilia non e’ ne’ meglio che peggio del resto dell’Italia, partendo da un certo tipo di condizioni economico-sociali…
    Dal mio punto di vista, il vero fatto che Leoluca Orlando fu eletto, anni fa, gia’ e’ un buon sintomo.. Il fatto che il 46% dei Palermitani lo abbiano votato e’ molto, tenute conto delle circostanze di quest’ultime elezioni.. Quel molto lo dovrete/dovremo far crescere…
    Il Gattopardo: si’, l’ho letto, due volte — una al terzo anno di superiori, ed un’altra poi da adulto.. Bellissimo romanzo, un bello spicchio di storia Italiana… Ora, pero’, e’ tempo che lo rimettere dove appartiene, nella collezione dei vostri romanzi… e’ finzione !!!!! non so se rendo l’idea.

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  25. penso anche io che la questione della sicilia nonn sia dissimile dal resto dell’italia.
    E’ però un’isola con una storia di padroni e i sicilini,forse, siamo schiavi per cultura…abituati educati a dire sempre si e per favore…ma non per reale devozione ma per una sorta di pigrizia” tanto un o vale l’altro…”
    La Sicilia sa essere madre e madrigna e i siciliani un pò prostitute…abituati avendersi ad un padrone che si disprezza!!!
    Be!! anche nello stivale è uguale anche se in tono minore e non è così endemica come situazione…

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  26. sono d’accordo con misia. la situazione è simile nel resto di italia ma in sicila viene elevata all’ennesima potenza. diamo tanta, troppa importanza ai politici che non fa nulla se non fanno niente per la sicilia, se fanno sempre la stesse promesse che non verranno mantenute. loro sono gli onorevoli. e i politici lo sanno. icordo ancora il 61 a zero di qualche anno fa per la casa delle liberta. nonostante cio ne la destra a mostrato riconoscenza per la fiducia che gli avevano dato ne la sinistra ha fatto nulla per sovvertire quel voto.

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