Italiani, popolo di poliglotti

Forse molti di voi lo ignorano, forse le istituzioni scolastiche stesse non lo sanno, ma secondo l´articolo 126 del trattato di Maastricht, ogni cittadino della comunitá europea deve, oltre la lingua madre, conoscere almeno altre due lingue comunitarie.

Sorpresi?

Eppure non mi sembra che in Italia ció venga rispettato, siamo giá fortunati se gli studenti sanno dire “my name is…”, ma si sa che se vuoi imparare una lingua devi frequentare un corso privato. L´ho fatto io e lo fanno in molti.

Qualcosa non funziona. Non sono gli alunni che non hanno voglia, non è solo il sistema scolastico che non ha mai dato molta importanza alle lingue, ma è la formazione dei futuri insegnanti che è giá molto carente, e se gli insegnati non conosco le lingue che insegnano, quale sará la preparazione dei loro studenti?

Ho studiato inglese a scuola, e contemporaneamente ho frequentato l´international House, perché io l´inglese lo amavo e volevo impararlo bene.

Ho frequentato la facoltá di lingue, ma di lingua c´era ben poco. La lingua (tedesca) l´ho imparata al Goethe e vivendo in Germania, l´inglese, l´ho dimenticato grazie proprio all´universitá.

Del resto l´esame di lingua è sempre stato subordinato a quello di letteratura, il voto dipendeva da quest´ultimo, allora perché recarsi in una aula affollata di 200 studenti (giá divisi in ordine alfabetico) e non avere alcuna possibilitá di dire mezza parola? E cosí col tempo, ho dimenticato la lingua di Shakespeare.

Gli esami di letteratura venivano affrontati in italiano, le lezioni si svolgono in italiano le ore dedicate alla lingua straniera sono poche e cosí chi si laurea in lingue, la lingua non la conosce,  a meno che non abbia fatto ció che sto facendo ora io.

Mi rendo conto che io sono una potenziale insegnante di inglese, sul mio certificato di laurea è scritto ció, ma spero di non dover mai entrare in classe e rovinare un´altra generazione di studenti, per colpa di una istruzione che l´universitá non mi ha offerto.

Ora con i nuovi ordinamenti i nomi (ma solo quelli) delle facoltá sono cambiate, ai miei tempi la facoltá si chiamava di “lingue e letterature straniere”, ma delle prime l´universitá si è dimenticata.

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23 pensieri su “Italiani, popolo di poliglotti

  1. la nuova riforma della scuola prevedeva la lodevole iniziativa che gia alle elementari si studiasse almeno l’inglese. in tre anni mia nipote sa qualche colore e due tre professioni. è un peccato, perchè a quella eta si assorbe con molta semplicita. imparerebbero a parlare l’inglese come l’italiano, poi alle superiori si imparerebbe piu volentieri e assaporandola di piu la letteratura straniera. un pccasione persa.

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  2. tua nipote potrebbe cmq recuperare, non é mai troppo tardi per apprendere una lingua straniera, la difficoltá sta nella pronuncia. Solo i bambini possono imparare una lingua fonologicamente in modo corretto…ogni volta che parlerá inglese, verrá subito riconosciuta come italiana o spagnola

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  3. Se i lettori di madre lingua fossero riconosciuti come docenti, invece di ‘tecnici’, magari ci sarebbe più rispetto per le lingue dentro le università italiane. Purtroppo non è così e sia gli studenti sia gli insegnanti pagano le conseguenze.

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  4. L’inglese alle elemetari si faceva già prima della riforma. La differenza è che prima si facevano tre ore alla settimana dalla terza, adesso se ne fa una (UNA!) dalla prima. In entrambi i casi con insegnanti incapaci.
    Alle medie invece sono previste un’ora e mezzo di inglese (al posto delle precedenti Tre) e un’ora e mezzo di un’altra lingua europea.
    Alcune scuole (merito dell’autonomia scolastica) riescono a pagarsi gli insegnanti per un’altra ora e mezzo di inglese e così ritorna tutto come una volta: il risultato è comunque che senza corsi pomeridiani a pagamento l’inglese non si impara e tantomeno il tedesco.

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  5. assolutamante no, Lavinia, alla Scuola Media ci sono TRE ore di lingua inglese ma non sono lo stesso sufficienti per l’apprendimneto della lingua. E’ tutto il sistema che è sbagliato fin dai primi anni di scuola elementare il cui insegnamento non è affidato a insegnati di lingua e diventa quindi una specie di optional o gioco. I ragazzini arrivano alla scuola media senza avere il concetto della lingua come mezzo di comunicazione. Solo una serie di parole…quasi astratte!

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  6. mi avete fatto ricordare che anch’io ho avuto qualche ora di inglese alle elementari (una ventina d’anni fa). Totalmente inutili. L’inglese l’ho imparato qualche anno dopo, privatamente. Il francese invece l’ho imparato fra medie e liceo con insegnanti uno non male e l’altra bravissima. Qualche caso positivo c’e’…

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  7. All’universitá, specialmente durante gli ultimi 3 anni, almeno il 50% dei libri di testo era originalmente in Inglese, ma il 99% dei miei compagni compravano la versione Italiana (tra l’altro + cara e stampata peggio). Io ho fatto un sacrificio, ma almeno ho tenuto fresco il mio Inglese, e dil mio primo lavoro é stato per una grossa societá Inglese.
    oggi ke lavoro a Bruxelles, tutti mi chiedono se qui c’é + lavoro e farebbero salti mortali x andar via dall’Italia. Gli rispondo di si, ke la situazione lavorativa é migliore ma ke quasi tutti richiedono almeno 2 o 3 lingue (Inglese obbligatorio, ovviamente), e la risposta dai miei amici/conoscenti é sempre la stessa: e vabbeh! l’inglese lo mastico ma mica basta x lavoro…

    La mia ragazza ha iniziato con un anno di Lingue all’Universitá in Italia, poi ha lasciato perché delusa. Si é laureata in 4 anni all’Istituto di Traduttori ed Interpreti a Bruxelles, facendosi il culo, studiando Francese e Spagnolo e facendo corsi privati di Inglese all’Universitá. Una sua collega si sta pagando privatamente corso di Portoghese e non so che altro.

    Cosa voglio dire con tutto questo? Che si, la scuola Italiana non dá la giusta importanza alle lingue, MA ANCHE che la maggior parte dei ragazzi non ne vuole sapere e non prende l’iniziativa di imparare da sola. Oggi c’é uno strumento facilissimo e a basso prezzo per praticare l’inglese (almeno la parte di “understanding”): un bel film in DVD in lingua originale con sottotitoli in lingua. Uno dei paesi europei dove la maggior parte della popolazione parla benissimo l’Inglese é l’Olanda, dove tutti i film e gli show televisivi (sia al cinema che in TV) vengono trasmessi in lingua originale, sottotitolati in Olandese, é vero, ma alla fine fa sempre comodo e pur di non stare a leggere il ragazzo impara impara e poi finisce che ascolta solamente. In germania questo non avviene, e l’Inglese lo parlano in pochi e pure male. In Italia lasciamo stare…

    La scuola non fa il suo dovre, é vero, ma anche noi italiani siamo pigri e menefreghisti, e non abbaimo l’iniziativa. Per poi pentircene quando non troviamo lavoro perché “English required”…

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  8. Nei tre anni di medie e nei primi tre anni di liceo ero pure un po’ secchione e l’inglese una delle mie materie preferite. Già sfogliavo per ore il testo scolastico comprato con ampio anticipo durante le vacanze prima dell’inizio dell’anno scolastico. Poi mi sono ritrovato per un anno in una scuola superiore negli Stati Uniti. Piombato lì da un momento all’altro non capivo praticamente niente di quello che mi dicevano, barcollavo nel buio e ancora più sgangherate erano le frasi che uscivano dalla mia bocca. Quando raccontavo che avevo già fatto sei anni di inglese nella scuola italiana suscitavo solo molta incredulità. Nel gruppo di studenti un po’ da tutta Europa ero quello che l’inglese lo sapeva peggio. Quando il mio compagno di stanza svedese mi parlava, il senso delle sue parole per me restava un mistero. Nella scuola di lingua in cui ho fatto un corso era risaputo che peggio degli italiani e degli spagnoli l’inglese lo parlano solo i giapponesi.
    E pensare che il mio voto in inglese nella mia ultima pagella italiana prima della partenza era 8.

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  9. E’ vero che la scuola e l’università sono spesso carenti, ma chi ha interesse per le lingue, come per qualunque altro soggetto, si da da fare e impara. Se si aspetta che ci cada una tegola in testa per tirare le cuoia si rischia di vivere a lungo..

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  10. Se qua non si studiano le lingue è per un disinteresse totale della gente sia a livello direttivo che quotidiano.
    Rimanendo alla lingua inglese, questa nonostante la matrice puramente selvatica e gutturale della sua struttura, è egemone perchè i popoli di matrice anglosassone, hanno vinto guerre e come tutti i vincitori, hanno colonizzato culturalmente il mondo e nel nostro paese, volenti o nolenti tale egemonia esiste dal 1945.
    Allora perchè mia madre diplomatasi ragioniera nel 1957, ha frequentato una scuola dove venivano insegnati solo francese e tedesco e latino e questo valeva per ogni grado di scuola, come se avesse vinto la guerra l’Asse?
    Perchè fino agli anni ’70 si è andati avanti con questa logica?
    Forse perchè in un paese dove almeno nel 25% dei casi la lingua madre è un dialetto, già è un’impresa imparare la lingua nazionale, quindi i cervelli arrivano esausti allo sforzo di imparare una lingua?
    Forse perchè c’è una chiusura mentale imposta dall’alto percui, la gente diventa adulta e presume che due gesti all’italiana e un po’ di uè-uè o di linguaggio maccheronico possano renderci comunicativi e simpatici con gli stranieri anche quando siamo a casa loro?
    (Molti odiano questo nostro atteggiamento e il nostro gesticolare e ci pigliano sistematicamente per il culo!!!)
    Forse per questi motivi i nostri politici ignorano le lingue, così come i nostri manager e coseguentemente buona parte degli intellettuali, degli insegnanti, dei genitori e conseguentemente a scuola non si insegnano le lingue seriamente, perchè anche gli stessi alunni non ne vogliono sapere nulla?
    Le conseguenze?
    Rimanere indietro mentalmente pensando di essere unici e speciali. Disinteresse per tutto ciò che è esterno alla nostra piccola realtà, provincial/nazionale, facendoci così scavalcare nei contatti internazionali da tutti i popoli che non hanno tabù linguistici.
    Avete presente la tipica reazione ad una parola od una frase straniera?
    O c’è la risatina idiota, o si storpia con la prima volgarità italica assonante!
    Che schifo!!!!
    Scusate la lunghezza, ma l’argomento mi elettrizza.
    Vorrei concludere con un esempio:
    quest’annno ero in Germania per la Love Parade di Berlino.
    Ero l’unico trentenne in un pulmann di ventenni e in un’area di servizio, ho mangiato la faccia ad un compagno di viaggio perchè per tutto il tempo diceva:
    – Ma perchè non parlano Italiano? –
    – Perchè siamo in Germania, Idiota!!!!-
    Rassegnamoci, siamo 58 milioni, tutti in un’unica nazione, l’unico altro paese che come lingua ufficiale ha l’italiano è il Canton TIcino, non dominiamo culturalmente, commercialmente e politicamente il mondo e gli italiani all’estero non sono dominatori, ma emigranti, quindi adattiamoci e studiamo ‘ste due lingue!!!

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  11. Anch’io ho un bel diploma di laurea con scritto in chiara evidenza che sono “Dottore Magistrale in Lingue e Letterature Straniere”. Bene, in università, in effetti (parlo al passato perchè obiettivamente non so se ci sono state modifiche con la riforma…) le lezioni di letteratura erano tenute in italiano, i corsi di lingua erano subordinate alla letteratura e naturalmente anche il voto, così come lo scritto obbligatorio e particolarmente difficile. Ma anche in altre nazioni europee non è tanto dissimile: io ho studiato in Germania e anche lì i corsi di letteratura si tengono in tedesco, anche se per esempio ho seguito un corso di letteratura portoghese. I lettori, come in Italia (o almeno a Milano, ma spero non sia un’eccezione, ma la regola) sono madrelingua o bilingue e talvolta la lingua del posto neanche la sanno…
    Voglio spezzare una lancia per i corsi di tedesco dell’Università degli Studi di Milano: io ho frequentato il liceo classico, quindi non avevo alcuna preparazione di lingua tedesca se non qualche base (tra parentesi, la mia pronuncia era molto svizzera, visto che in Svizzera tedesca vado spesso perchè ho parenti lì) ma non sapevo parlare in tedesco correttamente. Ho frequntato un pre-corso facoltativo molto utile e poi scaraventato a seguire i lettorati di lingua tedesca. I lettori parlavano solo tedesco (italiano solo in privato con gli studenti, ma tendenzialmente fuori dalle ore di lezione), chiedevano molto ma alla fine al 3° anno sono andato in Erasmus in Germania, parlavo, capivo, scrivevo, ho sostenuto esami in tedesco e non sempre riuscivano a capire che fossi italiano… Sarò stato bravo anch’io, ma un buon 50% è derivato anche dalla preparazione dei corsi di tedesco dell’Università degli Studi di Milano. Vielen Dank!

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  12. Detto questo, della mia esperienza personale, è una vergogna che gli Italiani non sappiano parlare bene e senza gesticolare o in maniera maccheronica almeno altre due lingue.
    Ma cosa volete, la tv italiana trasmette certe porcherie e neanche in italiano, ma spesso storpiando i dialetti… I giornalisti, poi, sono i primi. NON si dice Tom Cruise, si pronuncia CRUSE!!! Greenwich non si pronuncia “Grin-uitch”, si pronuncia GRENIDG… L’accento corretto è MàNAGEMENT, non manàgement e così via! Che l’inglese lo imparino prima loro, plis!

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  13. Comunque i miei figli non imparano l’inglese perchè non si vogliono mettere in testa di studiare le parole a memoria.
    Se gli chiedi una regola te la ripetono a perfezione, se gli chiedi di tradurre una parola ti guardano con gli occhi sgranati.

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  14. Avevo scritto un blog a proposito (non altrettanto impegnato), spinto da una castroneria letta su un altro blog

    http://thegios.blog.kataweb.it/a_chi_importa/2006/11/inglese_questo_.html#comments

    Praticamente l’autrice di questo blog (dopo aver visto CASABLANCA e PROVACI ANCORA SAM) é convinta che (cito esattamente la sua frase)”…nella memoria collettiva, Rich disse proprio così: “Provaci ancora, Sam”…” .

    In effetti in CASABLANCA Rick dice “Suonala ancora Sam”, che in inglese sarebbe “Play it again Sam”.

    Inoltre il film di W. Allen é stato malamente tradotto in italiano come “Provaci ancora Sam”, mentre il titolo originale é ovviamente “Play it again Sam”.
    Dico ovviamente, perché il film é una citazione continua di Casablanca.

    Ora, dico io, innanzitutto, come si fa a tradurre cosí malamente il titolo del film di Allen, facendo pardere ogni collegamento con il film CASABLACA?

    Inoltre é normale che non conoscendo l’Inglese certa gente non sa cogliere queste sottigliezze e non sa che…

    … Rick dice quel che dice

    … che si chiama Rick e non Rich

    Ke amrezza…

    Se poi questa gente avesse veramente visto il film si renderebbe conto che…

    … Rick dice quel che dice

    … che si chiama Rick e non Rich

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  15. Gli italiani sono quelli che quando vedono un turista lo evitano, non hanno tanta voglia di socializzare (a meno che non sia una …bella turista!!)Sono quelli che quando vanno all’estero per studio o per lavoro tendono a stare “in branco” con i loro conterranei senza “mischiarsi” con gli stranieri…Criticano il cibo degli altri paesi con una presunzione da far paura…Bisogna aprirsi alle diverse realtà culturali, non pensare che esiste solo la realtà italiana…Se un indiviuo (come l’italiano) non dimostra interesse per le altre culture e non socializza come dovrebbe, non imparerà proprio un bel cavolo…Ora avete capito qual’è il vero problema del pessimo inglese degli italiani? Non è sempre colpa dei docenti!!La lingua si usa, anche quando non c’è un docente che vi guida!! Esercizio, esercizio, esercizio finchè
    non diviene naturale, automatico usare la lingua straniera…Pensateci: chi utilizza spesso l’auto sa guidarla senza pensare a tutti i passaggi, lo fa automaticamente… (schiacciare la frizione, accellerare, mettere le marce etc..), stessa cosa andare in bicicletta…Anzi se ci pensi CADI!!Per cui bisogna metterci anche un pò di impegno, essere motivati (ce è fondamentale). La lingua dovrebbe essere come ….il PANE QUOTIDIANO!!

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  16. Gli italiani sono quelli che quando vedono un turista lo evitano, non hanno tanta voglia di socializzare (a meno che non sia una …bella turista!!)Sono quelli che quando vanno all’estero per studio o per lavoro tendono a stare “in branco” con i loro conterranei senza “mischiarsi” con gli stranieri…Criticano il cibo degli altri paesi con una presunzione da far paura…Bisogna aprirsi alle diverse realtà culturali, non pensare che esiste solo la realtà italiana…Se un indiviuo (come l’italiano) non dimostra interesse per le altre culture e non socializza come dovrebbe, non imparerà proprio un bel cavolo…Ora avete capito qual’è il vero problema del pessimo inglese degli italiani? Non è sempre colpa dei docenti!!La lingua si usa, anche quando non c’è un docente che vi guida!! Esercizio, esercizio, esercizio finchè
    non diviene naturale, automatico usare la lingua straniera…Pensateci: chi utilizza spesso l’auto sa guidarla senza pensare a tutti i passaggi, lo fa automaticamente… (schiacciare la frizione, accellerare, mettere le marce etc..), stessa cosa andare in bicicletta…Anzi se ci pensi CADI!!Per cui bisogna metterci anche un pò di impegno, essere motivati (ce è fondamentale). La lingua dovrebbe essere come ….il PANE QUOTIDIANO!!

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